Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 

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L’aumento dei tassi di interesse ha generato la tempesta perfetta sul credito bancario italiano: tagli ai prestiti alle imprese, mutui fermi e sofferenze in crescita. Questo emerge dal rapporto mensile sul credito realizzato dal Centro studi di Unimpresa. Nell’ultimo anno infatti si è registrata una stretta creditizia, al netto delle cartolarizzazioni, da quasi 50 miliardi di euro, con una riduzione che supera il 3%, calando dai 1.347,2 miliardi di novembre 2022 ai 1.297,8 del 2023.

Stop alla videosorveglianza comunale effettuata con l’intelligenza artificiale (IA) senza uno scopo istituzionale preciso. E il parere favore del Dpo (responsabile per la protezione dei dati) non esonera l’amministrazione dalle responsabilità per violazione del Gdpr (regolamento Ue n. 2016/679). È quanto stabilito dal garante della privacy che, con l’ingiunzione n. 5 dell’11 gennaio 2024, ha irrogato a un comune la sanzione di 50 mila euro, per aver condotto due progetti di ricerca scientifica, utilizzando telecamere, microfoni e reti sociali, in violazione della privacy.
Dall’irrigazione smart alla robotica, le tecnologie per un’agricoltura 4.0. Sette miliardi del comparto vitivinicolo, 6,8 mld del segmento della frutta e agrumi, 1,6 mld di valore della filiera olivo-olio. Secondo i dati Crea in totale sono quasi 23 mld di euro di prodotti agricoli in Italia messi a rischio dagli sconvolgimenti ambientali, con il cambiamento climatico che rischia di falcidiare il comparto. Di questo e delle soluzioni possibili collegate alla tecnologia si discute alla 116° edizione di Fieragricola
«Sa quanto guadagna in media un pensionato?», ha chiesto a Ricarda Lang, capa dei verdi, Markus Lanz nel talk show che conduce sullo Zdf, il secondo canale pubblico. La giovane Ricarda, 30 anni, 10 mila 323 euro al mese al lordo come deputata, ha tirato a indovinare e si è sbagliata di molto: «Direi duemila». In media poco meno della metà, il 42,3% dei circa 15 milioni di pensionati in Germania arriva a 1.250 euro, sulla soglia della povertà, e in certe città e regioni è al di sotto. E il 25% dei rentner non arriva neanche ai mille euro.  A ricevere meno sono le donne: il 53,5% di quanti arrivano a 1.250 euro. Si vive meglio con il reddito di cittadinanza, 563 euro al mese, ma con diritto a un alloggio e a tutte le spese relative, compreso il canone tv.

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Con l’approvazione ieri in prima lettura del decreto legislativo muove finalmente i primi passi l’attuazione della riforma dell’assistenza per gli anziani non autosufficienti (3,8 milioni). Un provvedimento a lungo atteso che ora dovrà ricevere il parere delle commissioni competenti di Camera e Senato prima di tornare in Consiglio dei ministri per l’approvazione definitiva. A disposizione per avviare la riforma c’è un miliardo di euro per i primi due anni. Il decreto prevede la sperimentazione di una prestazione universale nel biennio 2025-26 rivolta agli ultra 80enni con livello di bisogno assistenziale gravissimo e un Isee non superiore a 6 mila euro e già titolari, in quanto non autosufficienti, dell’indennità di accompagnamento (531 euro al mese).
Una cosa è certa: la velocità eccessiva in Italia è la terza causa di incidenti stradali con feriti o morti, secondo i dati dell’ultimo rapporto redatto dall’Aci/Istat. Manca, però, una stima ufficiale su quante siano le vittime risparmiate grazie agli autovelox installati dai Comuni che inducono i guidatori a rispettare i limiti imposti dal Codice. Già nel 2000, primo anno di funzionamento, il tasso degli incidenti mortali calò del 51% rispetto al 1999. Un dato, oggi, salito al 77 per cento. Senza considerare la diminuzione della velocità di picco (-25%) e media (-15%).

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La stretta su Opzione donna, introdotta nella prima manovra del governo Meloni e di fatto dimezzata, contribuisce a far crollare il numero di pensioni anticipate in Italia. Lo raccontano i dati annuali diffusi ieri da Inps. Si conferma l’alto divario di genere negli importi degli assegni: -30% per le donne, 950 euro contro 1.366 euro lordi al mese degli uomini. Frutto del lavoro precario, intermittente e mal pagato destinato alle donne e soprattutto alle madri. Nel 2023 l’Istituto di previdenza conta 765 mila nuove pensioni, il 12% in meno dell’anno prima. Calano quasi tutte le categorie – pensioni anticipate, di vecchiaia, di invalidità, ai superstiti – tranne gli assegni sociali. Ma soprattutto crollano le pensioni anticipate: -16% in totale, tra le donne -28,5% e solo -7,4% tra gli uomini. Trentamila donne in meno sono andate in pensione anticipata l’anno scorso. Poco più di 11 mila in meno, gli uomini. Le strette funzionano.

Un calo dell’11 con una punta del 16% per gli assegni anticipati e un picco di quasi il 18% per quelli ai superstiti. Con l’esaurirsi dell’effetto Quota 100 e con l’adozione prima di Quota 102 e dallo scorso anno di Quota 103 si riduce il flusso dei pensionamenti. Dall’ultimo monitoraggio dell’Inps, aggiornato al 2 gennaio 2024, emerge che nel 2023 le nuove pensioni con decorrenza 2023 sono state 764.907: 101.041 in meno delle 865.948 del 2022. L’importo medio mensile dei trattamenti erogati è leggermente salito da 1.135 a 1.140 euro, ma non per le donne. Che hanno visto scendere le loro pensioni, sempre in media, da 963 a 950 euro, a un livello del 30% più basso di quello degli uomini, lievitato a 1.366 euro dai 1.353 euro di 365 giorni prima.
La Lombardia ha deliberato il suo piano per il dissesto idrogeologico, da circa 50 milioni, per il periodo 2023-2025 lo scorso novembre. E già da allora l’attenzione per l’area di Bergamo è aumentata. Proprio in questi giorni si tengono riunioni su problemi e interventi da affrontare con rapidità, a seguito del monitoraggio di Arpa Lombardia. La provincia di Bergamo, secondo gli studi di Arpa, è uno dei territorio più fragili ed esposti al rischio smottamenti e frane d’Italia. È interessato l’84% dei Comuni, con oltre 45mila cittadini che risiedono in aree a pericolosità di frana medio-alta. Nel complesso la Lombardia ha 130mila frane attive.

Handelsblatt

 

L’inflazione e la debolezza economica hanno pesato molto sul settore lo scorso anno. Il segmento delle assicurazioni sulla vita si è ridotto, mentre le assicurazioni auto hanno subito perdite miliardarie. Dopo che il settore è riuscito a incrementare la raccolta premi solo dello 0,6%, raggiungendo circa 225 miliardi di euro nel 2023, quest’anno si prevede un aumento leggermente superiore, pari al 3,8%.