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Rimasto fuori dalla manovra di bilancio, il credito d’imposta per coprire le perdite potenziali sui Pir alternativi potrebbe ritornare nel prossimo decreto fisco, atteso forse già per fine mese. Il provvedimento è allo studio del ministero dell’Economia e dei tecnici del ministro Giancarlo Giorgetti e del suo vice, Maurizio Leo, che ha le deleghe in materia di fisco.

Fidejussioni per partecipare alle gare «native digitali»; semplificazione dei casi di riduzione della garanzia provvisoria; confermata l’esclusione della garanzia per i servizi tecnici; «giallo» sull’importo (1% o 2%?). Sono questi alcuni dei punti principali che caratterizzano la nuova disciplina sulle garanzie provvisorie per la partecipazione alla gara contenuta nello schema del nuovo codice appalti inviato alle camere il 9 gennaio per il parere di rito che dovrà essere reso entro il 9 febbraio.
Tra le varie disposizioni di natura fiscale contenute nel dl aiuti quater convertito, quella per cui le imprese di assicurazione e riassicurazione che si avvalgono della facoltà di valutare i titoli non destinati a permanere durevolmente nel loro patrimonio in base al loro valore di iscrizione anziché al valore di realizzazione desumibile dall’andamento del mercato, destinano a una riserva indisponibile utili di ammontare corrispondente alla differenza tra i due valori
Tempo di correzioni per il 110%, che nel 2023 viene ridotto al 90%. Il decreto aiuti quater convertito in legge riporta, tra l’altro, alcune modifiche al meccanismo del superbonus introdotte in prima lettura a Palazzo Madama (altre modifiche in termini di scadenze, tetti all’agevolazione fiscale e platea dei beneficiari sono state adottate in sede di approvazione della legge di bilancio 2023).

  • Indennizzi, protocolli e monitoraggio: ecco la nuova scuola-lavoro
Tagliando in due tempi per l’ex alternanza scuola-lavoro. È quello che si appresta a varare il governo Meloni per ridisegnare, in termini anche di maggior sicurezza e qualità, i percorsi “on the job” svolti dagli studenti (anche nelle imprese), obbligatori dal 2015. Se ne è parlato ieri nel primo incontro tra i ministeri interessati e le parti sociali. E il primo step dovrebbe arrivare a fine mese con il decreto sui cui sta lavorando la ministra del Lavoro, Marina Calderone, per eliminare le disparità in tema di indennizzi nei casi di decesso sul lavoro. Poi si procederà anche per via amministrativa con check-list di imprese, protocolli e accordi quadro per garantire a studenti, docenti, aziende opportunità chiare e coerenti con il percorso scolastico/formativo. Il tema è estremamente delicato (alla riunione di ieri hanno partecipato anche Paolo Zangrillo, ministro della Pa, e Orazio Schillaci, Salute). E anche divisivo come dimostrano le manifestazioni studentesche e le polemiche degli ultimi giorni. Ogni anno interessa oltre 1,2 milioni di studenti: in base alla norme vigenti le ore on the job sono obbligatorie dalla terza superiore in avanti, per almeno 90 nell’ultimo triennio dei licei, 150 negli istituti tecnici e 210 nei professionali. L’attuale configurazione è frutto della stretta operata dai governi Conte, che hanno più che dimezzato i fondi a disposizione (i 100 milioni l’anno originariamente previsti dalla Buona Scuola sono diventati meno della metà e la stessa alternanza ha cambiato nome; oggi si chiama “percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento”). Il Covid poi ha dato una ulteriore frenata alle esperienze di scuola-lavoro e, da ultimo, il recente decreto Milleproroghe le ha nuovamente escluse dai requisiti d’ammissione all’esame di maturità 2023 (proprio perché molti maturandi non hanno svolto, nel triennio, le ore minime richieste dalla legge).