Rassegna Stampa assicurativa 14 gennaio 2022

Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 

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La Banca d’Italia intensificherà la vigilanza nei confronti di banche e società finanziarie attive nel comparto dei finanziamenti contro cessione del quinto dello stipendio o della pensione (Cqs/Cqp). Il settore è in netta crescita: i finanziamenti sono saliti dai 15,8 miliardi di fine 2020 ai 17,5 miliardi di fine settembre 2021. Il balzo è legato anche allo sconto patrimoniale concesso dalle regole europee che hanno riconosciuto la minore rischiosità dell’attività: l’ultima revisione del regolamento sui requisiti di capitale (Crr Quick-fix) ha ridotto dal 75% al 35% il fattore di ponderazione prudenziale. Così c’è ora un minore assorbimento di capitale per gli istituti che operano nel comparto. L’evoluzione dello scenario ha spinto Bankitalia a intervenire.
Il patto Caltagirone-Del Vecchio prosegue nell’elaborazione di un piano alternativo da sottoporre ai soci e avrebbe individuato gli advisor per supportarli in questa operazione. Il 2022 insomma si è aperto in piena continuità rispetto a come si era chiuso il 2021, con i due grandi azionisti (Leonardo Del Vecchio e Francesco Gaetano Caltagirone) che continuano a incrementare le rispettive quote e con i lavori incessanti dietro le quinte per comporre una lista di elevato standing da contrapporre a quella del cda.
Banca Generali ha chiuso il 2021 con il miglior dato mensile e annuale di sempre. A dicembre i flussi totali sono stati pari a 849 milioni con un’ampia diversificazione degli strumenti: l’insieme delle soluzioni gestite, assicurative e amministrate ha sfiorato infatti il miliardo (986 milioni, +24% anno su anno) mentre si è ridotta la liquidità parcheggiata nei conti correnti. La raccolta totale del 2021, informa una nota, ha raggiunto i 7,7 miliardi da inizio anno (+31%) superando il record precedente di 6,9 miliardi del 2017.

Giornaliste in pensione prima, dal prossimo 1° luglio. Il trasferimento dell’Inpgi all’Inps aprirà, infatti, alla possibilità di avvalersi di «opzione donna»: incrociare le braccia in presenza di 35 anni di contributi e 58 anni d’età. Idem per «quota 102»: mettersi a riposo a 64 anni d’età e 38 di contributi entro fine anno. Opportunità sono in arrivo anche sul versante contributivo, tra cui il riscatto soft della laurea, impraticabile fino al 30 giugno per chi è iscritto all’Inpgi.
Superbonus, se il condominio è costituito da più edifici è possibile inviare tante comunicazioni per i lavori trainanti sulle parti comuni condominiali quanti sono i fabbricati interessati dagli interventi. Questa la linea dell’Agenzia delle Entrate che, con la risposta a interpello n.23/2022 (la terza dell’anno sul 110%), ha fornito chiarimenti sulla possibilità di deliberare gli interventi da realizzare solo su alcuni dei fabbricati che compongono il condominio con separate assemblee dei condòmini dei singoli fabbricati oggetto dei lavori, e sugli adempimenti previsti per l’esercizio dello sconto in fattura.

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  • Scontro al vertice delle Generali. Caltagirone si dimette dal consiglio
Francesco Gaetano Caltagirone lascia la vice presidenza e il board della Generali dopo 12 anni ai vertici della compagnia assicurativa di cui è uno dei maggiori azionisti con l’8%. È la svolta clamorosa ma anche una conseguenza diretta della rottura consumata da mesi nell’azionariato, con Caltagirone che ha stretto un patto di consultazione con Leonardo Del Vecchio e la Fondazione Crt, che vale oltre il 16% del capitale e fronteggia il primo azionista Mediobanca, forte del 17,2% dei diritti di voto, 4 dei quali presi in prestito apposta per l’assemblea di aprile che dovrà rinnovare il consiglio di amministrazione. La rottura è netta. E pesanti sono le accuse, che tuttavia già ieri sera il presidente della compagnia, Gabriele Galateri, ha respinto seccamente. «Questa decisione è stata motivata dal consigliere dimissionario» — riferisce la nota della compagnia diffusa ieri dopo le 23 — «richiamando un quadro nel quale la sua persona sarebbe “palesemente osteggiata, impedita dal dare il proprio contributo critico e ad assicurare un controllo adeguato”». Caltagirone mette sotto accusa le «modalità di lavoro» del board, in particolare per la presentazione e l’approvazione del piano strategico (che sarebbe stato consegnato ai consiglieri poche ore prima della discussione), per la procedura per la «lista del board» da parte del consiglio uscente; le «modalità di applicazione della normativa sulle informazioni privilegiate; l’informativa sui rapporti con i media e con i soci significativi, ancorché titolari di partecipazioni inferiori alle soglie di rilevanza».
  • Cattolica, adempimento collaborativo
Cattolica Assicurazioni è stata ammessa al regime di adempimento collaborativo e sarà iscritta nel registro dei contribuenti che operano in piena trasparenza e collaborazione con le autorità fiscali italiane.

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  • Caltagirone si dimette dal consiglio Generali “Mi hanno osteggiato”
Francesco Gaetano Caltagirone si è dimesso dalla carica di consigliere e di vicepresidente del gruppo Generali. La decisione è stata comunicata alla compagnia assicurativa con una lettera giunta nella tarda serata di ieri, in cui il maggiore azionista privato del gruppo (con una quota dell’8%) accusa il cda di averlo «palesemente osteggiato, e impedito dal dare il proprio contributo critico e ad assicurare un controllo adeguato» sulla gestione. A quanto si legge in un comunicato emesso da Generali, i riferimenti dell’imprenditore romano sono al modo in cui lavora il cda, e in particolare «alla presentazione e approvazione del piano strategico; alla procedura per la presentazione di una lista da parte del Consiglio; alle modalità di applicazione della normativa sulle informazioni privilegiate; all’informativa sui rapporti con i media e con i soci significativi, ancorché titolari di partecipazioni inferiori alle soglie di rilevanza ». La decisione arriva dopo un crescendo polemico che dura ormai da mesi, e vede contrapposti i soci privati Caltagirone, Del Vecchio e Fondazione Crt, stretti da fine autunno in un patto di consultazione che ormai è salito al 16% del capitale, e che in vista dell’assemblea di fine aprile 2022 in cui sarà rinnovato il vertice vorrebbero proporre nomi e strategie diverse per il Leone di Trieste. I tre pattisti, di cui Caltagirone è l’alfiere più agguerrito, sono contrapposti a Mediobanca, primo azionista con un 17,22% tra titoli propri e presi in prestito, e allo stesso cda di Generali, che da sei mesi porta avanti il processo di presentazione di una lista di nomi espressi dallo stesso cda per il rinnovo, e guidati ancora dall’ad Philippe Donnet, in carica dal 2016.

  • Peste suina: export a rischio e allevamenti sotto pressione

Handelsblatt

 

  • Il curatore fallimentare di Wirecard fa causa agli ex manager per prestiti di 140 milioni di euro
Il curatore fallimentare di Wirecard, Michael Jaffé, ha citato in giudizio gli ex membri del consiglio di amministrazione e due ex membri del consiglio di sorveglianza per possibili violazioni dei doveri nella concessione di prestiti a tre cifre. Questo è stato confermato dal tribunale regionale di Monaco I all’Handelsblatt giovedì. In particolare, il caso riguarda prestiti per un totale di 140 milioni di euro. Particolarmente in evidenza è un prestito di 100 milioni di euro che l’allora gruppo Dax ha concesso alla società Ocap di Singapore nel marzo 2020 – solo pochi mesi prima che il gruppo crollasse.