I primi passi virtuosi sulla strada insurtech

di Fabio Carsenzuola
Quando la tecnologia incontra il settore assicurativo si parla di insurtech. Sta avanzando il processo di necessaria integrazione di questi nuovi servizi tecnologici dentro all’offerta delle big companies. E lo dimostra la pioggia di capitali raccolti nell’ultimo anno: secondo l’Insuretch Global Outlook 2021, gli investimenti complessivi nel settore sono arrivati a 7 miliardi di dollari. Focalizzandoci solo sugli assicuratori tradizionali scopriamo che hanno investito 1,6 miliardi di dollari in start-up per accelerare la transizione grazie all’open innovation. Per capire quanto sia veloce il trend, basti sapere che, rispetto al 2019, gli investimenti delle aziende sono aumentati del 61%.

In Italia siamo ancora indietro, ma anche qui l’open insurance sta diventando realtà. Secondo le prime stime, nel 2021 gli investimenti complessivi in start-up dovrebbero aver superato quota un miliardo di euro: a crescere di più sono i capitali in arrivo dall’industry rispetto a quelli dei fondi d’investimento. Il motivo è semplice: le aziende vedono chiaramente le potenzialità delle start-up. Non ragionano quindi in un’ottica di ritorno del capitale, ma di partnership per crescere sul mercato.

Ecco perché la collaborazione tra la grande azienda strutturata e quella più innovativa è in forte crescita. È la strada giusta da prendere, ma è un percorso che non si può improvvisare e per il quale è spesso necessario essere aiutati da soggetti che sanno come accompagnare le imprese in questo percorso, come far incontrare la domanda e l’offerta di innovazione. Soprattutto, per far sì che l’innovazione avvenga, nelle corporate serve adottare una mentalità aperta e curiosa: a partire dai ceo, che dovrebbero preoccuparsi di insegnare ai propri team che non si deve aver paura di cambiare. Quando ci riusciamo, i risultati sono sorprendenti, e ci fanno crescere davvero.

L’operazione realizzata insieme a EpiCura, la start-up torinese che ha creato il primo poliambulatorio digitale in Italia, va proprio in questa direzione. Punta ad offrire servizi sempre più efficaci e puntuali per la cura domiciliare e l’assistenza alla persona, anche utilizzando le nuove tecnologie, un percorso che era già iniziato prima della crisi sanitaria del Covid19 ma che durante la pandemia ha avuto una forte accelerazione. Grazie all’incontro con EpiCura sono state rafforzare le prestazioni negli ambiti dell’assistenza domiciliare privata, in particolare alle persone anziane, e della teleconsulenza medica.

Un incontro che è stato anche il risultato di una precisa strategia. Proprio con questo obiettivo, infatti, abbiamo lanciato nel 2018 la Call for Growth Smart Aging: Care for Baby Boomers in collaborazione con Cariplo Factory. In quel contesto, infatti, EpiCura è stata selezionata tra le start-up più promettenti del settore. Incontrarsi però non basta. Start-up e corporate parlano lingue diverse, hanno tempi diversi, agiscono in modo diverso. Ecco perché è necessario un cambiamento culturale affinché questi incontri possano diventare fruttuosi. L’investimento di 3 milioni di euro che è maturato di recente è stato il risultato di un percorso di collaborazione durato mesi. (riproduzione riservata)

*ceo Europ Assistance Italia
Fonte: logo_mf