Con il placet dei soci

Venerdì 28 gennaio i soci storici che un anno fa portarono Andrea Orcel al vertice di Unicredit hanno salutato positivamente il primo bilancio firmato dal banchiere romano. I 3,75 miliardi annunciati (con una proposta di dividendo in contanti per 1,17 miliardi e riacquisti di azioni per 2,58 miliardi) sono del resto la cifra più alta mai distribuita dal gruppo. Un numero ancor più significativo se si pensa che nell’ultimo decennio Unicredit ha spesso tenuto a digiuno i propri azionisti vuoi per ristrutturare il bilancio, vuoi per rispondere a sollecitazioni regolamentari come accaduto nel corso della pandemia. Oggi però l’inversione di tendenza accorcia le distanze rispetto a Intesa Sanpaolo e rafforza il consenso attorno alla banca e al suo ceo. Ma il ricco flusso cedolare (con l’impegno ad aumentare in misura significativa i rendimenti) non è l’unico elemento di soddisfazione per i padri fondatori di Unicredit. Sempre venerdì 28 la banca ha annunciato un accordo quadro internazionale con Allianz che getta le basi per una migliore collaborazione a favore dei clienti di entrambi i gruppi. Da quando nel 1994 entrò nel capitale del Credito Italiano chiamato da Enrico Cuccia, il gruppo assicurativo tedesco guidato oggi da Oliver Bäte è stato un socio stabile. Da qualche anno però la partecipazione si era assottigliata, scendendo sotto la soglia del 2%, e solo nel marzo scorso è stata riportata al 3,11%. Di quegli acquisti erano state fornite diverse interpretazioni, riconducendo la mossa della compagnia ora ai buoni rapporti di Monaco con Orcel, ora a un’accelerazione dei progetti sul fronte della bancassurance. Più probabilmente però Allianz ha voluto dare una prova dell’alto livello di attenzione con cui seguirà il nuovo corso di Unicredit. L’annuncio di venerdì 28 peraltro ha confermato una volta di più l’asse tra le due istituzioni finanziarie e la volontà di costruire anche per i prossimi anni un percorso comune.

Più in generale, l’appoggio degli azionisti storici sarà prezioso per l’operazione straordinaria che potrebbe prendere forma lungo una delle diverse direttrici seguite con attenzione dal vertice di Unicredit. Sull’ipotesi di m&a in Russia con Otkritie Bank, Orcel ha chiarito che la banca ha fatto «i primi step di due diligence, ma per il contesto geopolitico abbiamo deciso di ritirarci. Unicredit», ha però aggiunto il banchiere, «resta in Russia, fa parte della nostra rete e abbiamo sempre avuto una presenza superiore al nostro costo del capitale». Le strategie di m&a comunque sono destinate a restare nel radar di Unicredit. Lunedì 10 per esempio piazza Gae Aulenti veniva additata come possibile partner di un’operazione straordinaria con il Credit Suisse. Dopo gli scandali Greensill e Archegos Capital Management e le recenti dimissioni del presidente Antonio Horta-Osorio (ex Lloyds Bank), l’istituto svizzero potrebbe infatti imprimere una svolta alla strategia attraverso un merger. Una terza pista conduce invece in Germania dove il target di Unicredit potrebbe tornare a essere Commerzbank, finita già in passato sotto la lente degli italiani. Senza considerare che sullo sfondo rimane il dossier Mps. Fonti vicine al ministero del Tesoro garantiscono che, sebbene oggi il governo stia trattando con la Ue per una proroga del regime di nazionalizzazione, il lavoro attorno alla exit da Siena non si interromperà. Su tutte queste opzioni però il vertice resta cauto: «è più probabile che Unicredit realizzi piccole operazioni di shopping che merger significativi», ha tagliato corto Orcel nel corso della presentazione agli analisti. Si vedrà, insomma.

Quanto ai conti, Unicredit nel quarto trimestre ha realizzato una perdita netta di 1,44 miliardi, mentre l’utile netto sottostante 2021 ha raggiunto quota 3,9 miliardi, in rialzo di 2,6 miliardi rispetto all’anno precedente, superando la guidance posta ad oltre 3,7 miliardi, con un Rote sottostante del 7,5 per cento nel 2021. L’utile netto si è attestato invece a 1,5 miliardi. Confermata la guidance di un utile netto 2022 sopra i 3,3 miliardi, dato che corrisponderebbe – seguendo gli attuali criteri contabili – a un utile netto sottostante superiore ai 3,8 miliardi. Nel quarto trimestre i costi totali sono rimasti sostanzialmente invariati sia trimestre su trimestre che anno su anno a 2,5 miliardi, con leva operativa positiva di circa 5 punti percentuali. Grazie ad un approccio disciplinato, nel 2021 i costi totali sono rimasti invariati rispetto all’esercizio precedente a 9,8 miliardi nonostante l’impatto degli investimenti nel business, il rialzo dell’inflazione e la normalizzazione delle retribuzioni variabili. Il rapporto costi/ricavi si è attestato al 55,7 per cento nel trimestre, in rialzo di 0,5 punti percentuali trimestre su trimestre e in calo di 2,3 punti percentuali anno su anno, e al 54,6 per cento nel 2021, in calo di 2,6 punti percentuali rispetto all’esercizio precedente. Il costo del rischio contabile si è attestato a 37 punti base nel 2021, in calo di 68 punti base rispetto all’esercizio precedente, registrando una tendenza di diminuzione in tutte le divisioni. (riproduzione riservata)

Rafforzata la partnership con Allianz
di Andrea Boeris
Unicredit e Allianz hanno firmato un accordo quadro internazionale che getta le basi per una migliore collaborazione a favore dei clienti di entrambi i gruppi, che vantano una partnership di successo nel settore della bancassicurazione dal 1996. Un deal che riguarda Italia, Germania, Europa Centrale e Orientale e ha l’obiettivo di massimizzare il contributo di entrambi i partner alla futura creazione di valore. Nel dettaglio, sono previsti investimenti congiunti finalizzati a un’integrazione seamless dei processi e ad accelerarne la digitalizzazione. Verranno anche poste le basi per una collaborazione tra i due gruppi nel settore dell’insure-banking, consentendo così a Unicredit di offrire i propri migliori prodotti bancari ai clienti attraverso open platform di Allianz in Germania, Italia e altri Paesi. Tra Italia, Germania, Europa Centrale e Orientale, Unicredit conta oltre 15 milioni di clienti e il gruppo Allianz oltre 30 milioni. Due accordi saranno firmati per modificare quelli vigenti in Italia e Germania. Quello per l’Italia, spiega una nota, comprenderà il rinnovo fino al 2027 degli accordi attualmente in essere nei settori vita e danni, con margini di flessibilità strategica per Unicredit a partire dal 2024, oltre al pieno accesso per i clienti Unicredit ai migliori prodotti di Allianz. Inoltre il deal prevede ulteriore supporto da parte di Allianz a Unicredit nello sviluppo di una piattaforma e di un modello di servizio integrati e nell’ambito della rinnovata partnership, il prossimo 10 febbraio, CreditRas Vita e CreditRas Assicurazioni saranno rinominate rispettivamente Unicredit Allianz Vita e Unicredit Allianz Assicurazioni. (riproduzione riservata)
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