La maggioranza degli assicuratori francesi si affida all’intelligenza artificiale

Secondo l’83% degli assicuratori francesi l’intelligenza artificiale trasformerà profondamente i processi interni delle compagnie.

L’Autorité de contrôle prudentiel et de résolution (ACPR), organismo di controllo indipendente che fa capo alla banca centrale, la Banque de France, e che supervisiona il settore bancario e assicurativo francese, ha pubblicato uno studio sull’evoluzione del mercato assicurativo e sulla trasformazione digitale.

I trend di sviluppo del mercato assicurativo

Come sottolinea lo studio, i nuovi usi e le aspettative hanno portato gli assicuratori a sviluppare o prevedere nuove offerte più adatte alle esigenze dei clienti. Tra questi, l’assicurazione embedded, che prenderebbe il posto dell’assicurazione per affinità integrando l’assicurazione direttamente nel prodotto acquistato o nel servizio fornito. Questo tipo di assicurazione è spesso accompagnato da un’assicurazione su richiesta o basata sull’uso, ma finora è stato sviluppato quasi esclusivamente per la mobilità (assicurazione auto o due ruote).

Le garanzie parametriche (che dipendono da un indice o da un “parametro”), che sono ancora poco sviluppate, stanno anche apparendo. A parte i rischi climatici o agricoli, sono stati identificati pochissimi casi d’uso che coinvolgono questo tipo di offerta. Infine, l’assicurazione contro i rischi informatici è più spesso offerta alle persone giuridiche e generalmente come opzione o in un pacchetto. Per le persone fisiche, gli organismi assicurativi tendono a concentrarsi sulla prevenzione con servizi offerti gratuitamente o a pagamento, a seconda dei casi. Come indicato dall’ACPR nel suo rapporto, il volume d’affari legato a questi prodotti innovativi rimane oggi modesto.

Un altro punto di attenzione evidenziato dal rapporto è che i fornitori di energia e gli operatori di telecomunicazioni potrebbero integrare l’assicurazione in offerte più complete. La concorrenza di questi nuovi attori, che si basano sul canale digitale (full digital), è una minaccia per gli assicuratori “tradizionali”, che potrebbero essere relegati a un semplice ruolo di produttore o vettore di rischi. Tuttavia, secondo la maggioranza delle organizzazioni assicurative intervistate nel quadro dell’indagine, gli ostacoli all’ingresso di questi attori sul mercato rimangono significativi in Europa: la necessità di un capitale proprio significativo (Solvency II), i forti vincoli normativi al di là dell’autorizzazione, la natura tecnica dell’attività da acquisire su tutta la catena del valore, in particolare per il risparmio, e infine la necessità di conquistare la fiducia del cliente. Per il momento, non sembrano esserci particolari motivi di preoccupazione.

L’intelligenza artificiale trasformerà i processi interni

Dai risultati si rileva che oltre l’83% degli assicuratori francesi ritiene che l’intelligenza artificiale trasformerà profondamente i processi interni delle compagnie.

intelligenza artificiale

“Gli assicuratori hanno così concentrato i loro sforzi sulla digitalizzazione delle relazioni con i clienti e stanno gradualmente integrando nuove tecnologie lungo tutta la catena del valore assicurativo, sfruttando ad esempio gli strumenti di intelligenza artificiale per migliorare la modellazione del rischio o le procedure risarcitorie”, si legge nello studio. In questa rapida ascesa del digitale gioca un ruolo importante il contesto competitivo, con la pressione delle Insurtech e lo stesso sviluppo di nuove tecnologie che aggiornano di continuo le prospettive in termini di analisi dei dati.

A lungo percepite come una minaccia, le Insurtech vengono ora considerate dalle compagnie come possibili partner o come concorrenti di nicchia. Gli assicuratori stanno sviluppando sempre più partnership con le Insurtech e questo permetterà di “accelerare la loro trasformazione digitale, di guadagnare in efficienza operativa e di ampliare la gamma di servizi offerti”.

Il rovescio della medaglia della trasformazione digitale è l’emergere di nuovi rischi operativi, tra cui il cyber risk, le frodi e il rischio associato all’implementazione di algoritmi di prossima generazione. “In questo contesto – si legge nello studio ACPR – una delle priorità dei player intervistati è di rafforzare la resilienza dei propri sistemi operativi, migliorandone al contempo la modularità e l’interoperabilità”. Infine, per quanto riguarda l’Internet of Things gli assicuratori francesi ritengono che nel breve periodo avrà un impatto poco rilevante sulla loro attività, ma sul lungo periodo prevedono un impatto più significativo, in quanto viene visto come uno strumento molto utile nella fase di prevenzione dei rischi.