Generali, si studia il contro-piano

BAIN TRA GLI ADVISOR AL LAVORO SULLE STRATEGIE DA CONTRAPPORRE A QUELLE DI DONNET
di Manuel Follis
Il patto Caltagirone-Del Vecchio prosegue nell’elaborazione di un piano alternativo da sottoporre ai soci e avrebbe individuato gli advisor per supportarli in questa operazione. Il 2022 insomma si è aperto in piena continuità rispetto a come si era chiuso il 2021, con i due grandi azionisti (Leonardo Del Vecchio e Francesco Gaetano Caltagirone) che continuano a incrementare le rispettive quote e con i lavori incessanti dietro le quinte per comporre una lista di elevato standing da contrapporre a quella del cda. Come già evidenziato nell’ultimo approfondimento di MF-Milano Finanza non avveniva da anni che un assemblea Generali si preannunciasse tanto calda. Parte del lavoro nelle ultime settimane si è concentrato sul piano alternativo da proporre e da contrapporre a quello strategico presentato dall’attuale ad Philippe Donnet a metà dicembre. Bocche cucite sugli advisor al lavoro, anche se qualcuno sostiene che sia stata contattata Bain, mentre altri nei giorni scorsi puntavano anche su Lazard, che però al momento non sarebbe coinvolta. Di sicuro c’è la volontà di presentare linee guida alternative a quelle delineate da Donnet e che puntino con più decisione sulla crescita per linee esterne del gruppo assicurativo. In parallelo, si lavora per individuare il miglior candidato come amministratore delegato da schierare in lista e contrapporre all’attuale ad. La ricerca però non è facile. Anche perché il candidato ceo dovrebbe accettare, in caso di mancata elezione, di farsi da parte per lasciare posto in consiglio allo stesso Caltagirone, a Romolo Bardin in rappresentanza di Delfin (e quindi di Del Vecchio) e al candidato della Crt, ossia i tre posti che spetterebbero alla lista di minoranza. Insomma, andrebbe individuato un manager disposto a fare immediatamente un passo indietro in caso il vosto in assemblea non desse esito positivo, compito non facile. In tutto questo inizia a pesare anche il silenzio della Consob, sollecitata proprio da Caltagirone. Per ora la Commissione si è limitata a fissare paletti che aumentano il ruolo degli indipendenti (riducendo quello del presidente Gabriele Galateri non indipendente perché in carica da nove anni) e ha pure messo in pubblica consultazione le sue posizioni. Molti speravano che il quadro si chiarisse entro gennaio ma la sensazione è che le risposte e le conclusioni della Consob non arriveranno a breve. Senza contare che la Commissione dovrà anche rispondere (privatamente) agli altri quesiti sollevati da Caltagirone, a partire dal prestito titoli. Mediobanca infatti per prepararsi all’assemblea di aprile ha preso in prestito un pacchetto del 4,43% delle azioni del Leone da aggiungere al suo 12,82%, arrivando quindi al 17,25%. In parallelo, secondo le ultime comunicazioni ufficiali, il patto parasociale Caltagirone-Del Vecchio ha ad oggetto circa 255,08 milioni di azioni, vale a dire il 16,133% del capitale. (riproduzione riservata)
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