Generali aumenta il peso in India

È LA PRIMA COMPAGNIA ESTERA A DETENERE IL CONTROLLO DI UNA JV ASSICURATIVA NEL PAESE
di Anna Messia
Mentre imperversa lo scontro tra gli azionisti in vista dell’assemblea del 29 aprile che definirà il nuovo vertice, Generali Assicurazioni non rallenta i piani di sviluppo internazionali. Il Leone di Trieste è stata la prima compagnia ad approfittare dell’apertura del governo indiano che nel 2021 ha alzato la soglia massima di partecipazione delle compagnie straniere in joint venture assicurative dal 49 al 74%. Generali si è mossa subito e ha stretto la presa sulle due imprese che erano state create insieme a Future group, colosso indiano della distribuzione, già nel 2006, sia nel ramo Danni sia in quello Vita. Nel Danni, in particolare, Generali ha acquisito da Future Enterprises Limited il 25% delle azioni di Future Generali India Insurance (FGII) per un corrispettivo di circa 145 milioni. In seguito al closing, Generali deterrà una partecipazione del 74% in FGII, che è tra le compagnie assicurative danni in maggiore crescita nel mercato e a marzo scorso aveva 450 milioni di premi. Anche nel segmento Vita, il gruppo ha firmato un accordo per l’acquisizione dell’intera partecipazione (circa il 16%) detenuta da Industrial Investment Trust Limited (IITL) in Future Generali India Life (FGIL) per un corrispettivo di circa 26 milioni. Una società che a marzo scorso registrava circa 150 milioni di premi lordi. Generali sottoscriverà un aumento di capitale riservato avente ad oggetto azioni di FGIL (per un ammontare di circa 21 milioni) e in seguito al perfezionamento della transazione e al completamento dell’aumento di capitale riservato, deterrà una partecipazione di circa il 68% in FGIL, che potrebbe salire al 71% entro il 2022, con ulteriori aumenti di capitale riservati. La spesa complessiva, per ora, è quindi di 171 milioni. L’India, hanno sottolineato a Trieste, è uno dei mercati assicurativi in più rapido sviluppo al mondo, con un tasso di crescita nominale dei premi prevista superiore al 10% nel periodo 2022-2030 e Generali è pronta a scommettere sull’aumento dei livelli di penetrazione assicurativa, oggi evidentemente bassi, con i premi lordi che nel 2020 rappresentavano solo il 4,2% del pil indiano mentre il reddito disponibile e dei consumi privati è previsto in crescita di circa il 7% nei prossimi 5 anni. Nei giorni scorsi, sull’operazione, era già arrivato semaforo verde dell’antitrust indiano e ora si attende il via libera della altre autorità coinvolte mentre, a seguito del completamento di tutte le componenti dell’operazione, l’impatto totale stimato sul Regulatory Solvency Ratio del gruppo sarà di una riduzione di 4 punti percentuali nel 2022. Tra le operazioni di sviluppo internazionale che Generali ha in ballo c’è poi l’acquisizione, in Francia, di La Médicale, per crescere nel ramo salute rilevandola da Crédit Agricole per circa 400 milioni. Le trattative in esclusiva sarebbero in dirittura d’arrivo e la somma necessaria all’acquisizione sarebbe già stata messa in conto sul bilancio 2019-2021 che complessivamente, per le operazioni straordinarie, aveva stanziato 4 miliardi, di cui 1,2 miliardi spesi per Cattolica e 500 milioni per il buy back che sarà votato con la prossima assemblea. Il nuovo business plan triennale, 2022-2024, destina alle acquisizioni altri 2,5 e 3 miliardi ma i pattisti (Francesco Gaetano Caltagirone, Leonardo Del Vecchio e Crt) che hanno in mano più del 16% di Generali, continuano, come noto, a chiedere una spinta maggiore e un nuovo group ceo, e sono pronti a far valere i loro voti nell’assemblea di aprile. (riproduzione riservata)
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