Azimut, utile da record

SARÀ TRA I 600 E I 605 MILIONI NEL 2021 SECONDO I DATI DI PRE-BILANCIO
di Ettore Bianchi
Azimut stima un utile record nel 2021, tra 600 e 605 milioni. Inoltre, nel 2021 il rendimento netto è risultato del 6,5% ha detto il presidente del gruppo, Pietro Giuliani. E a marzo il gruppo darà una indicazione sul dividendo per l’esercizio 2021, secondo quanto ha dichiarato Gabriele Blei, uno dei cinque amministratori delegati Azimut.

Sulla base dei primi dati di sintesi e delle stime dei risultati del 2021, il gruppo Azimut prevede, dunque, di chiudere il bilancio 2021 con il miglior utile netto consolidato della storia del gruppo, compreso fra 600 e 605 milioni di euro, superiore alla guidance fornita al mercato (pari a 350 – 500 milioni di euro). I dati sono stati presentati ieri durante l’Azimut Fintech World a Milano, occasione per la presentazione dei dati di pre-chiusura del bilancio 2021. La società ha precisato che la forchetta di utile netto 2021 non include il riallineamento dell’avviamento in Italia, precedentemente contabilizzato per circa 30 milioni di euro, a seguito della facoltà di revoca esercitata ai sensi della legge di bilancio 2022.

Alla fine del 2021, il patrimonio del business estero ha raggiunto il 40% del totale, e la contribuzione all’Ebitda gestionale dell’estero è stimata a circa 70 milioni di euro.

Nel 2021 Azimut ha registrato una raccolta netta di 18,7 miliardi di euro, raggiungendo un patrimonio complessivo pari a 83,2 miliardi di euro, in progresso del +38% rispetto a fine 2020. Nel solo mese di dicembre la raccolta netta è stata pari a 1,4 miliardi di euro. Nel 2021 i clienti del gruppo hanno beneficiato di una performance media netta ponderata del +6,5% (+1,6% rispetto all’indice Fideuram).

Nell’anno appena concluso nel business di Azimut spicca in particolare il segmento Private Markets, che è più che raddoppiato rispetto all’anno precedente e a dicembre 2021 ha raggiunto 4,6 miliardi di euro di Aum (rispetto a 2 miliardi di euro di fine 2020), grazie allo sviluppo di nuovi prodotti sia in Italia sia negli Usa.

Il gruppo, si legge in una nota, ha dato una forte spinta alle attività fintech, come evidenziato dal recente rafforzamento della partnership con Mamacrowd, la più grande piattaforma italiana di equity crowdfunding, con il 35% di quota di mercato, che permette di investire nelle migliori startup e pmi italiane, e dalle numerose altre iniziative nate nel 2021. Inoltre, Azimut è in grado di assistere le imprese che abbiano necessità di strutturare operazioni di equity, così come seguirle nel processo di internazionalizzazione, anche grazie alla sua presenza in 17 Paesi.

L’attività del gruppo in Italia nel corso del 2021 ha registrato 141 nuovi ingressi, portando il totale del gruppo Azimut a fine 2021 a 1.840 consulenti finanziari.

Inoltre, Azimut ha presentato istanza per una modifica alle commissioni applicate ai fondi lussemburghesi presso l’autorità di vigilanza locale che allineerà il metodo di calcolo delle commissioni variabili (performance fees) alle nuove linee guida Esma. Tale nuovo sistema di calcolo implicherà un Ter per i clienti in linea con la media storica, con una componente ricorrente piu’ elevata e l’introduzione di un sistema che, in caso di sottoperformance rispetto al benchmark, prevederà la restituzione di una parte delle commissioni ricorrenti. «Ci aspettiamo a giorni l’ok» dell’authority, ha affermato il presidente Giuliani. «Nel triennio appena terminato abbiamo generato utili netti cumulati per oltre 1,35 miliardi di euro, mentre i clienti hanno beneficiato di una performance media netta ponderata di oltre il 16% nello stesso periodo», ha affermato Blei. Dalla quotazione (luglio 2004) ad oggi, ha concluso il presidente, «il titolo Azimut ha reso il 1.193%».
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