Auto, i chip peggio del lockdown

L’ANNO SCORSO LE IMMATRICOLAZIONI IN EUROPA SONO CALATE DELL’1,5% RISPETTO AL 2020
di Francesco Bertolino
Ora è ufficiale: per il mercato auto europeo la crisi dei chip è stata peggio della pandemia. Stando ai dati diffusi dall’Acea, nel 2021 le immatricolazioni nei 30 Paesi del continente sono diminuite dell’1,5% rispetto al 2020, fermandosi a meno di 11,8 milioni di unità. Un dato a dir poco deludente se si considera la base di confronto favorevole e che equivale a una perdita di 4 milioni di vendite rispetto al 2019. Pochi Paesi si sono salvati dal tracollo che in Regno Unito ha portato le immatricolazioni indietro di 30 anni, sui livelli del 1992 e in Germania ha causato un calo del 10% rispetto al già nero 2020. Fra i mercati in positivo figura l’Italia che ha chiuso con un incremento dello 0,5%, ma che nel mese di dicembre è stato il fanalino di coda fra i principali Paesi con un calo del 27,5%. Le ragioni dietro il tonfo sono note. Da un lato, la mancanza di semiconduttori ha causato fermi produttivi più lunghi dei lockdown e ridotto drasticamente l’offerta di auto. Dall’altro, la svolta elettrica e i costi delle auto a batteria hanno depresso la domanda dei consumatori, specie di quelli meno abbienti. Non a caso, i soli due mercati a registrare un aumento rispetto al 2019 sono stati Norvegia e Islanda, fra i Paesi a più alto reddito e a più elevata penetrazione elettrica in Europa. Per gli altri, in mancanza di incentivi pubblici all’acquisto, la retromarcia delle vendite rischia di proseguire anche nel 2022. Nonostante un calo dell’1,6% rispetto al 2020, Stellantis ha conquistato un quinto del mercato e il secondo posto per vendite, staccando Renault (-10,9%) e accorciando livemente il distacco da Volkswagen (-3,7%). Proprio ieri, peraltro, il costruttore tedesco ha annunciato di aver stretto un’alleanza con Bosch nel campo delle batterie. La joint venture punta a metter a fattor comune le competenze industriali delle due aziende per accelerare la costruzione delle gigafactory non solo di Volkswagen ma anche delle altre case automobilistiche europee. (riproduzione riservata)
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