Il Leone alla campagna di Cina

di Mauro Romano
Generali valuta positivamente il mercato cinese nel breve e medio-lungo termine. «L’economia nel 2021 è attesa in crescita con un tasso superiore al 5% e i tassi di interessi sono previsti rimanere stabili, mentre i mercati finanziari già nel 2020 hanno dato segni di ripresa. Inoltre, dal punto di vista assicurativo il mercato cinese rimane largamente sotto-penetrato rispetto ai paesi occidentali, lasciando ampi margini di crescita. Generali punterà ad espandere la propria presenza attraverso l’apertura di nuove sedi e agenzie sul territorio, nuovi prodotti e servizi con una forte componente digitale e di innovazione, potenziando la propria rete di agenti, attraverso programmi dedicati di sviluppo e formazione» spiega Jaime Anchustegui, ceo di International del Gruppo Generali. Il gruppo ha una consolidata presenza in Cina, dove è primo player nel ramo dell’Employee Benefit e dove stima di crescere nell’immediato futuro.

Generali è presente nella Repubblica popolare dal 2002 grazie alla partnership avviata con la China National Petroleum Corporation, una società statale leader in Cina e una delle più grandi al mondo nel settore dell’energia. La collaborazione è nata nel ramo delle assicurazioni sulla vita lanciando la joint-venture Generali China Life Co. Ltd., a cui si sono poi aggiunti investimenti anche nel campo del segmento danni, stabilendo successivamente un’altra joint-venture nel 2007 (Generali China Insurance Co. Ltd.), nel campo delle gestioni patrimoniali con la costituzione nel 2013 di Generali China Asset Management Co. Ltd., e infine, nel 2016, con la creazione della prima agenzia assicurativa (Generali Insurance Agency Co. Ltd) interamente posseduta da un player straniero e autorizzata ad operare su tutto il territorio cinese, distribuendo prodotti vita e danni.

«Generali offre in Cina soluzioni assicurative in tutti i rami», spiega Anchustegui «distribuendo attraverso una rete di agenti e attraverso accordi di bancassurance in 14 province, per un totale di circa 2 miliardi di euro di premi annuali e oltre 7 miliardi di euro di riserve». Prima nel ramo dell’Employee Benefit, offre soluzioni pensionistiche e di risparmio sia individuale sia collettive. Inoltre, nel segmento salute e malattia, «offre un ampio spettro di soluzioni corredate da servizi accessori di assistenza che spaziano dalla telemedicina ai programmi di wellness per i propri clienti, offerti grazie a piattaforme digitali e attraverso ecosistemi di servizi con diversi partner locali».

Le sfide principali del mercato assicurativo cinese sono rappresentate dagli effetti dei rapporti macro-economici, aggiunge Anchustegui, in particolare «con gli Stati Uniti, che di volta in volta impattano sui tassi di crescita economica del paese e sul livello dei tassi di interesse che stanno osservando un trend ribassista rispetto al passato, seppure a livelli superiori ai mercati maturi dell’Occidente». Di conseguenza, e anche per l’effetto del veloce invecchiamento della popolazione, «è necessario un aggiornamento costante dell’offerta di soluzioni di risparmio e sulla salute che rispondano alle aspettative dei clienti».

La pandemia ha avuto impatti sull’economia cinese principalmente nei mesi di febbraio e marzo, durante i severi lockdown imposti nella maggior parte delle province. «Fin da subito, in meno di due settimane, Generali ha garantito al 95% dei dipendenti il lavoro da remoto» evidenzia Anchustegui, «garantendo la continuità dei servizi ai clienti e salvaguardando la salute e sicurezza di tutti gli stakeholder. Inoltre, la gamma di servizi digitali già a disposizione dei propri agenti e clienti è stata ulteriormente ampliata in pochissimo tempo per garantire la continuità del business». (riproduzione riservata)

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