In una lettera inviata agli assicuratori dall’executive director, consumers and competition di FCA, Sheldon Mills si afferma che la sentenza della Corte Suprema del Regno Unito ha fatto chiarezza sulla controversa questione degli indennizzi delle polizze Business Interruption.

In conseguenza della storica sentenza, l’Authority dei servizi finanziari del Regno Unito ha quindi invitato gli assicuratori a procedere con i pagamenti o attrezzarsi per affrontare la battaglia legale contro la sentenza della Corte Suprema.

La ormai famosa sentenza della Corte Suprema sul ricorso presentato da alcuni assicuratori Danni tra cui Arch Insurance (UK) Ltd, Argenta Syndicate Management Ltd, Hiscox Insurance Company Ltd, MS Amlin Underwriting Ltd, QBE UK Limited e Royal & Sun Alliance Insurance Plc (RSA) non lascia infatti molti dubbi in merito agli indennizzi Business Interruption negati dalle Compagnie alle aziende.

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La Corte Suprema afferma che la stragrande maggioranza dei contratti con copertura per interruzione dell’attività per danni non patrimoniali, contengono i presupposti per rivendicare l’indennizzo delle perdite dovute all’interruzione dell’attività causate dalle iniziative prese dal governo britannico in risposta all’emergenza sanitaria nazionale.

Mills ha anche spiegato che la FCA farà una regolare richiesta agli assicuratori per ricevere i dati sulla gestione dei sinistri di Business Interruption relativi al Covid e per sapere quanti sono stati liquidati. L’impatto della sentenza della Corte Suprema è stato enorme su un gran numero di assicurati e assicuratori.

La pandemia da Covid-19 ha contribuito a evidenziare alcuni difetti sistemici di un mercato assicurativo che mostra un evidente affanno. Sono molte le imprese che hanno acquistato una copertura Business Interruption credendo di essere protette proprio da quel tipo di evento devastante e per molti versi irripetibile del Covid-19.

Secondo una ricerca di Mactavish, principale società indipendente del Regno Unito operante nel campo dell’analisi del rischio, dell’affidabilità assicurativa e risoluzione dei sinistri, gli assicuratori non hanno certamente avuto un ruolo di primi piano nel sostegno agli imprenditori durante la lunga emergenza sanitaria. Anzi, molti stanno ancora facendo tutto il possibile per evitare di pagare. La ricerca mostra che anche prima del Covid-19, il 45% dei sinistri di grandi dimensioni o complessi, era regolarmente contestato dagli assicuratori. Reclami che hanno mediamente impiegato tre anni per arrivare a una soluzione e, anche in quel caso, hanno prodotto solo il 60% del valore originale dell’indennizzo.

Mactavish ritiene che il rapporto tra broker e assicuratori richieda un robusto intervento normativo, in quanto alcuni broker si assicurano entrate dalle Compagnie di gran lunga superiori alle fee dei clienti. Infatti, essendo il reddito percepito dagli assicuratori molte volte legato al valore del premio, questo significa che l’aumento dei costi per gli assicurati si tradurrebbe per alcuni broker in un aumento dei loro profitti.