La Corte Suprema del Regno Unito conferma la sentenza sulle buisness interruption

La Corte Suprema del Regno Unito ha confermato la sentenza sul “test case” presentato a maggio dalla Financial Conduct Authority (FCA) per avere un chiarimento giuridico sui comportamenti degli assicuratori in merito al controverso caso dei negati indennizzi delle polizze di business interruption legati alla pandemia Covid-19.

Nel mese di settembre la Corte Suprema del Regno Unito si era pronunciata in favore degli assicurati sulla maggior parte delle questioni chiave. Decisione che aveva spinto un gruppo di assicuratori e riassicuratori ad appellarsi contro la sentenza: Arch Insurance (UK) Ltd, Argenta Syndicate Management Ltd, MS Amlin Underwriting Ltd, Hiscox Insurance Company Ltd, QBE UK Ltd e Royal & Sun Alliance Insurance Plc (RSA).

Ecclesiastical Insurance Office Plc e Zurich Insurance Plc non hanno partecipato all’appello poiché la sentenza del 15 settembre era a loro favore.

In collegamento video un rappresentante della Corte Suprema del Regno Unito ha annunciato di aver respinto l’appello degli assicuratori.

Si ritiene che siano circa 370.000 le piccole imprese interessate, con alcuni analisti che stimano un ammontare di sinistri tra i 3,7 e i 7,4 miliardi di sterline (tra 4,1 e 8,3 miliardi di euro).

Sheldon Mills, Executive Director dell’area “Consumers and Competition” presso la FCA, ha commentato la sentenza affermando che “Il coronavirus sta causando notevoli perdite economiche e angoscia a molte imprese, sottoposte a enormi tensioni finanziarie se vogliono restare a galla. Questo “test case” ha riguardato complesse questioni legali. Il nostro obiettivo era di avere chiarezza per più soggetti possibile e in maniera rapida. Il giudizio di oggi rimuove molti degli ostacoli che impedivano agli assicurati di essere indennizzati per le perdite subite. Ora lavoreremo con gli assicuratori per fare in modo che agiscano rapidamente sul fronte degli indennizzi, secondo quanto stabilito dalla sentenza, effettuando pagamenti intermedi ove possibili. Decine di migliaia di piccole imprese e centinaia di posti di lavoro dipendono da questi indennizzi”.

Fitch ha reso noto che le valutazioni degli assicuratori non vita del Regno Unito non saranno, con ogni probabilità, influenzate dalla sentenza della Corte Suprema sulla questione degli indennizzi delle polizze BI  relative alla pandemia Covid-19 in corso.

Sebbene la sentenza possa avere ramificazioni di vasta portata, Fitch si aspetta che i costi finali dei sinistri possano essere assorbiti dagli assicuratori interessati senza intaccare i parametri di rating.

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