Investimenti in pmi, bis di aiuti

di Giovanni Galli
Il fisco tende una mano a chi mette soldi nelle pmi. Benefici fiscali quali la non tassazione di redditi di capitale e redditi diversi soggetti ordinariamente, ad imposizione sostitutiva, spetteranno a chi investe con finalità di risparmio in quote di srl. A condizione che si tratti di piccole e medie imprese costituite, appunto, sotto la forma di società a responsabilità limitata. E in caso di minusvalenze, da quest’anno è possibile fruire a certe condizioni di un credito d’imposta. L’Agenzia delle entrate ha posto ieri in consultazione la bozza di circolare sui piani di risparmio a lungo termine (Pir) dedicati ai privati. I soggetti interessati hanno tempo fino al 16 febbraio 2021 per inviare le proprie osservazioni e proposte all’indirizzo di posta elettronica dc.pflaenc.settoreconsulenza@agenziaentrate.it. Il documento di prassi è finalizzato, essenzialmente, ad approfondire le novità normative che si sono succedute dalla prima norma contenuta nella legge di Bilancio del 2018 attraverso gli interventi effettuati con il dl 34 del 2019 e con l’introduzione, da parte della legge di bilancio 2021, di uno specifico credito di imposta nel caso in cui gli investimenti producano minusvalenze. La parte iniziale del documento passa in rassegna le caratteristiche principali dei Pir, precisando come diano la possibilità di ottenere alcuni benefici fiscali (quali la non tassazione di redditi di capitale e redditi diversi soggetti ordinariamente, ad imposizione sostitutiva) a fronte di ben determinate tipologie di investimento a finalità di risparmio. Detti investimenti possono essere effettuati sia in equity ovvero apportando somme che rappresentano debiti per il soggetto che le acquisisce. Una delle condizioni per fruire dei benefici fiscali è mantenere l’investimento per almeno cinque anni. In relazione agli interventi normativi che si sono succeduti nel tempo, viene descritto quanto previsto dalla legge di bilancio per il 2019 che ha introdotto nuovi vincoli alla disciplina dei Pir al fine di indirizzare le risorse verso le piccole e medie imprese. Viene poi illustrato quanto previsto dalle ulteriori previsioni normative in materia dei cosiddetti Pir alternativi, con particolare rilievo a quanto previsto dai commi da 221 a 225 della legge di bilancio per il 2021. Detta disposizione, come anticipato, in relazione alle entità costituite a far data dall’1 gennaio di quest’anno, ha introdotto la possibilità di fruire di un credito di imposta pari alle eventuali minusvalenze relative agli investimenti effettuati entro la fine del 2021 a condizione che gli stessi siano mantenuti per un quinquennio. Detto credito è utilizzabile in dieci periodi di imposta pro quota nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta nel quale è realizzata la minusvalenza. L’utilizzo avviene mediante compensazione e, in caso di incapienza dell’imposta lorda può essere riportato a nuovo. Peraltro, questo arco temporale è generalmente quello previsto per ottenere i benefici fiscali inizialmente delineati in relazione alla non imposizione di alcune tipologie di redditi che, come detto, ordinariamente sarebbero tassati con imposizione sostitutiva nell’ambito dei redditi di capitale e dei redditi diversi.

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