Infortuni, nel 2019 premi a 3.242 mln €, in crescita del +4,6%

I premi del lavoro diretto italiano nel ramo infortuni, raccolti nel 2019 dalle 63 imprese nazionali e rappresentanze di imprese estere con sede legale in uno stato extra SEE che hanno esercitato il ramo, sono pari a 3.242 milioni di euro, in crescita del +4,6% rispetto al 2018.

Il decremento del numero delle imprese nel corso degli anni è riconducibile alle operazioni societarie di fusione e di trasferimento di portafoglio intervenute nel periodo.
I premi del ramo rappresentano nel 2019 il 9,5% del totale dei premi dei rami danni, quota in lieve crescita dal 2014 (9,1%).

Nel 2019 il premio medio pagato per unità di rischio assicurata, al netto degli oneri fiscali e
parafiscali, risulta pari a 59,1 euro, in calo, considerando i valori a prezzi 2019, rispetto ai 61,2 euro dell’anno precedente e ai 67,6 euro del 2014. La componente di premio puro ammonta a 25,60 euro.

Costi di gestione

Dopo alcuni anni di crescita consecutiva l’expense ratio cala nel 2019 attestandosi al 36,7% dei premi (dal 37,3% del 2018) soprattutto per la riduzione di quasi un punto percentuale del peso sui premi delle provvigioni di acquisizione e di incasso, nonostante il lieve incremento delle altre spese di amministrazione e delle altre spese di acquisizioni. Tuttavia, rispetto al 2014, inizio del periodo considerato, l’expense ratio resta in crescita di oltre due punti percentuali (dal 34,5% al 36,7%).
Nel 2019 le provvigioni totali rappresentano il 25,1% dei premi (con una riduzione di quasi un punto rispetto al 2018, ma restando in crescita di mezzo punto rispetto al 24,6% nel 2014), mentre le altre spese di amministrazione raggiungono nel 2019 il 6,3% dei premi
raccolti (in crescita rispetto al 5,2% del 2014 e sostanzialmente stabili rispetto al 6,2% del 2018). Le altre spese di acquisizione si attestano al 5,3% dei premi, in crescita sia rispetto al 2018 (5%) sia al 2014 (4,6%)

Andamento dei sinistri
Nel 2018 sono stati denunciati in Italia 342.441 sinistri con seguito accaduti nello stesso anno, in aumento (+2,2%) rispetto all’anno precedente, ma in sensibile flessione rispetto al 2014 (–16,1%). Il contemporaneo aumento delle unità di rischio assicurate (+21,4% rispetto al 2014) ha ulteriormente contribuito alla diminuzione della frequenza di sinistri (pari a 0,62% nel 2019, rispetto allo 0,90% del 2014).

La velocità di liquidazione dei sinistri 
Numero dei sinistri pagati. La velocità di liquidazione dei sinistri accaduti nel 2019 (compresa la stima IBNR), ammonta al 37% praticamente stabile rispetto al 2018, quando era pari al 36,8%.
Importi pagati. In termini di importi pagati, lo stesso indicatore ammonta al 24,8% per il 2019, anch’esso sostanzialmente stabile rispetto al 2018 (24,4%).
Se si osserva invece la velocità di liquidazione degli importi entro l’anno successivo a quello di generazione, il 72,4% degli importi per i sinistri accaduti nel 2018 risultavano liquidati alla fine del 2019, in miglioramento significativo rispetto all’anno precedente (70,9%).

Il costo medio dei sinistri
Sinistri denunciati nell’anno di accadimento. Il costo medio dei sinistri indennizzati nello stesso anno di accadimento è stato pari a 2.755 euro per il 2019 (2.627 euro per la generazione 2018).
Il valore è in forte aumento a prezzi 2019 (+18,3%) rispetto a quello del 2014 (contro un aumento a valori correnti del +21,3%).
L’ammontare medio accantonato a riserva, in previsione di esborsi futuri, è stato pari a 4.896 euro per la generazione di sinistri del 2019, con un incremento del 3,2% rispetto al 2018. Nell’arco temporale 2014-2019 la riserva media è in forte crescita del +24,3%.
Nel 2019, il costo medio complessivo è pari a 4.104 euro. Dal prodotto tra questo valore e la frequenza di sinistri si ottiene un valore del premio puro (al netto dei caricamenti per spese e della fiscalità e parafiscalità) di 25,6 euro. L’indicatore è in calo (–2,3%) in termini reali rispetto al 2018. Rispetto al 2014 esso è in flessione di –17,1 punti percentuali (del –16,6% a prezzi correnti).

Risultato del conto tecnico
Il risultato del conto tecnico al netto della riassicurazione ammonta nel 2019 a 675 milioni di euro (21,3% dei premi di competenza), in lieve aumento (+2,7%) rispetto al 2018. La causa della crescita va ricercata in un maggiore incremento dei premi di competenza (+94 milioni di euro) e dei proventi da investimenti (+33 milioni di euro) rispetto alla lievitazione degli oneri per sinistri (+74 milioni di euro) e delle spese di gestione (+36 milioni di euro). Il risultato tecnico per unità di rischio è pari a 12,3 euro, in diminuzione di 0,6 euro rispetto al 2018 e di 1,6 euro rispetto al 2014.

Fonte: IVASS

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