Franco (Bankitalia): i rischi della transizione green

di Salvatore Licciardello
La transizione energetica, dopo la crisi sanitaria, sarà il nuovo rischio prospettico per le imprese e le famiglie. Un fattore dirompente il cui impatto andrà a colpire i settori vitali (costruzioni e grande distribuzione, in testa con il 27% e il 17% tra i comparti più coinvolti) della produzione in Italia. È l’avvertimento di Daniele Franco, dg Bankitalia e presidente Ivass.
Il sistema finanziario, che finora ha sostenuto in Italia e in Europa l’economia, con le misure straordinarie dei governi, sarà chiamato ad azioni straordinarie. Superata la valanga di Npl la sfida comune da affrontare con urgenza è quella climatica. «Il sistema finanziario non è isolato da questi fenomeni ed è anch’esso esposto al rischio climatico, sia fisico sia di transizione», ha detto Franco giovedì scorso in apertura della convention annuale Airfirm. Perciò sarà compito del regolatore «trovare delle risposte, dal punto di vista micro e macro prudenziale, che possano concretamente individuare e mitigare tali rischi, al contempo orientando le risorse finanziarie verso la de carbonizzazione». Secondo le stime dell’istituto per l’Italia, che ha perso circa 9 punti di pil, è «probabile che solo nel 2023 si torni sui livelli di prodotto del 2019» guardando ai tempi della vaccino e alla capacità di usare i fondi straordinari Ue.
Riguardo il sistema bancario Bankitalia conferma che finora sono state evitate ricadute sul tasso di deterioramento dei prestiti. Nel 2020, tuttavia, la quota di debito delle imprese vulnerabili è aumentata. Un deterioramento della qualità degli attivi bancari «è molto probabile, soprattutto quando le misure di sostegno saranno rimosse». La pandemia ha colpito un’economia italiana fortemente indebolita: il pil del 2019 era più basso di circa 4 punti percentuali rispetto a quello del 2007. La crescita resta pertanto la questione più importante per la politica economica. Le priorità sono le stesse di prima: istruzione, investimenti privati e pubblici, ricerca e sviluppo, quadro regolatorio e fiscale, dimensione delle imprese, Mezzogiorno. (riproduzione riservata)
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