Ci vuole un po’ di fintech in ogni banca per rendere più efficiente il sistema

di Sergio Zocchi – amministratore delegato di October Italia
Il 2020 è stato un anno di profondo cambiamento per il settore finanziario, che si è concretizzato in un movimento spontaneo da parte delle pmi verso fonti di credito complementari a quella bancaria. Il fintech, per le proprie caratteristiche intrinseche, ha dimostrato di sapersi adattare alla perfezione al new normal pandemico e sono i numeri a mostrare con concretezza questa dinamica: secondo le rilevazioni di ItaliaFinTech, i finanziamenti alle imprese da parte della finanza alternativa nei primi nove mesi dell’anno sono ammontati a 1 miliardo di euro, con un incremento di 4,5 volte rispetto al dato dello stesso periodo del 2019. È solo un inizio e lo spazio di crescita è ancora enorme.
La presenza più corposa di player non bancari nel settore del credito rappresenta un valore aggiunto sia per le imprese, che hanno la possibilità di non dipendere da un unico soggetto finanziatore, che per il mercato, che trae beneficio dalla maggiore concorrenza. Tra questi player non bancari capaci di efficientare il settore del credito, c’è October, l’unica piattaforma paneuropea di business lending, un segmento che nel 2020 ha assunto particolare rilevanza per lo choc di liquidità che si è abbattuto sulle imprese. Coinvolge più di 20 mila prestatori privati che insieme agli istituzionali hanno finanziato oltre mille aziende in cinque Paesi per un valore di 480 milioni di euro. In Italia l’erogato complessivo, a oggi, è di 105 milioni di euro, distribuito su 280 aziende. L’Italia è uno dei primi Paesi in cui abbiamo lanciato la nostra soluzione di Instant Lending che, grazie alla completa automazione del processo di valutazione del rischio tramite sofisticate tecniche di machine learning, permette di ridurre a pochi minuti il tempo necessario per formulare una proposta di finanziamento di importo compreso tra 30 e 250 mila euro e coperta dal Fondo di Garanzia Mcc. La disponibilità di questo strumento ha generato, solo nel corso dell’estate, un aumento di quasi il 500% anno su anno delle richieste di prestito sulla piattaforma. Da inizio 2020 a oggi le imprese italiane finanziate tramite October sono aumentate del 182% rispetto al 2019. Numeri che indicano una forte spinta in termini di digitalizzazione delle imprese. La pandemia non ha solo avvicinato le pmi a nuovi soggetti finanziatori, per lo più digitali, ma le ha anche spinte a rapportarsi in maniera più tecnologica rispetto alle banche. Il lockdown ha forzato il cliente a interagire da remoto e portato le aziende a chiedere maggiore digitalizzazione e servizi più sofisticati e completi. Secondo l’Osservatorio FinTech e InsurTech del Politecnico di Milano, il 51% delle aziende ha ridotto gli incontri di persona con il consulente bancario e il 45% ha diminuito l’accesso alle filiali, compensando in parte con video call e home banking. Il 19% ha però segnalato l’indisponibilità di alcune soluzioni digitali necessarie e il 17% problemi con le soluzioni digitali offerte. Nonostante la banca resti un punto di riferimento importante per l’imprenditore, molti sono oggi più disponibili a rivolgersi a un attore innovativo per chiedere prestiti a breve termine o finanziamenti del capitale circolante. Tutto questo rende ineludibile l’approccio collaborativo a livello globale tra player finanziari e non, un trend che nel 2020 ha vissuto un reale boom. In un aggiornamento alla terza edizione del rapporto Fintech 2020 in Italia, PwC afferma che, nell’area del credito alle imprese, le fintech stanno dimostrando di poter aiutare le banche grazie alla velocità di erogazione e alla focalizzazione su precisi segmenti del business, e di poter facilitare l’accesso al credito e a nuova liquidità per le piccole e medie imprese attraverso partnership con gli Istituti tradizionali. PwC fa riferimento a October quando illustra alcuni esempi di collaborazione virtuosa. In particolare, vengono ricordati l’accordo con Gruppo Intesa Sanpaolo per l’erogazione di 200 milioni di prestiti alle pmi italiane e quello con Enel a sostegno dei programmi di sviluppo delle aziende clienti di Enel X attive nell’ambito delle fonti rinnovabili e dell’efficientamento energetico. Sono diversi anche gli accordi che October ha siglato nel 2020 con enti istituzionali, come quelli con Finpiemonte e Confesercenti che ha aperto alle 350 mila imprese associate il servizio di instant lending. La prossima tappa dell’evoluzione spingerà la collaborazione un passo avanti: banche e fintech saranno sempre più interconnesse a vantaggio della qualità del servizio offerto al cliente finale. Per questa ragione October si sta preparando con un approccio nuovo che prende il nome di October Connect. A oggi siamo in grado offrire una delle esperienze di prestito più semplici e veloci disponibili sul mercato e la nostra tecnologia proprietaria con Connect sarà resa disponibile alle banche. Questo ci consentirà di proporre alle imprese richiedenti differenti proposte di finanziamento, aggiungendo alla nostra anche quelle dei player bancari partner.

Dal punto di vista delle banche, in un contesto difficile che dipende sì dalla crisi pandemica, ma anche da elementi ormai strutturali come tassi bassi e margini in calo, agire sui processi di erogazione del credito rendendoli più efficienti può essere la via maestra. La sfida è complessa, perché nella transizione sono coinvolti tre aspetti chiave: la legacy tecnologica, le crescenti richieste in termini di customer experience da parte dei clienti e le restrizioni di carattere normativo. (riproduzione riservata)

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