Il bazooka di Sace vale 28 mld

di Bruno Pagamici
Fissato in 28 miliardi di euro l’impegno finanziario di Sace per il 2021, a garanzia dei finanziamenti erogati alle imprese. Di questi 28 miliardi, tre miliardi di euro vanno a copertura delle garanzie di durata sino a 24 mesi e 25 miliardi servono a coprire le garanzie sul credito di durata superiore a 24 mesi. Inoltre, il cumulo degli impegni sui finanziamenti, che potranno essere assunti da Sace e dal ministero dell’economia e delle finanze, sempre per il 2021, non potrà superare la soglia dei 120 miliardi di euro. È quanto ha stabilito il Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) con la delibera 26 novembre 2020 (in Gazzetta Ufficiale n. 3 del 5 gennaio 2021). Il limite agli impegni che potranno essere assunti da Sace nel 2021 per sostenere il sistema imprenditoriale italiano colpito dalla crisi pandemica da Covid-19, è stato stabilito dal Cipe in occasione dell’approvazione del piano annuale di attività e del sistema dei limiti di rischio Risk appetite framework (Raf) per l’anno 2021, ai sensi dell’art. 6, comma 9 septies, della legge 326/2003, come modificato dal decreto Liquidità (d.l. 23/2020 convertito dalla legge 40/2020).

Raf. Il Comitato per il sostegno finanziario pubblico all’esportazione, su proposta di Sace, delibera il piano annuale di attività che definisce l’ammontare progettato di operazioni da assicurare, suddivise per aree geografiche e macro-settori, evidenziando l’importo delle operazioni da sottoporre all’autorizzazione preventiva del Mef, nonché il sistema dei limiti di rischio Raf che definisce la propensione al rischio, le soglie di tolleranza, le politiche di governo dei rischi nonché i processi di riferimento necessari per definirli e attuarli. In pratica, il Raf è lo strumento che vincola le banche ad applicare le disposizioni di vigilanza tenendo conto della dimensione e delle complessità operative, della natura dell’attività svolta e della tipologia dei servizi prestati.

Sace. Con il decreto liquidità nel 2020 sono stati stanziati 200 miliardi di euro a garanzia dei finanziamenti accordati dalle banche, o da soggetti abilitati all’esercizio del credito, per far fronte ad esigenze di liquidità di imprese e liberi professionisti danneggiati, direttamente o indirettamente, dall’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19. Il finanziamento garantito dallo stato è un prestito di durata non superiore a 6 anni con la previsione di un periodo di preammortamento di 6, 12, 18, 24, 30 o 36 mesi. Il finanziamento beneficia di una garanzia statale che può andare dal 70% al 90%, a seconda delle dimensioni dell’azienda. Il finanziamento è destinato a tutte le attività economiche senza vincoli dimensionali di fatturato, che abbiano:

– sede in Italia con destinazione dei finanziamenti richiesti verso stabilimenti italiani;

– affrontato o che si sono trovate in difficoltà per il Covid-19 (ma che non erano in difficoltà al 31 dicembre 2019);

– concluso accordi di ristrutturazione o procedure di concordato con continuità aziendale;

– già utilizzato il Fondo centrale di garanzia fino a completa capienza limitatamente alle Pmi e le garanzie concesse dal Fondo Ismea, limitatamente alle imprese agricole e della pesca.

Il finanziamento viene erogato da banche, istituzioni finanziarie nazionali e internazionali, società di factoring, società di leasing e dagli altri soggetti abilitati all’esercizio del credito in Italia, garantito da Sace e contro-garantito dallo Stato. Inoltre, Sace è stata autorizzata a rilasciare, in favore di banche, di istituzioni finanziarie nazionali e internazionali e degli altri soggetti che sottoscrivono in Italia prestiti obbligazionari o altri titoli di debito, garanzie per prestiti obbligazionari emessi dalle imprese aventi sede in Italia colpite dal Covid-19.

Il valore della garanzia varia in funzione del numero dei dipendenti e del volume di fatturato:

– imprese con non più di 5.000 dipendenti in Italia e valore del fatturato fino a 1,5 miliardi di euro: garanzia del 90%;

– imprese con più di 5.000 dipendenti in Italia e valore del fatturato superiore a 1,5 e fino a 5 miliardi di euro: garanzia dell’80%;

– imprese con valore del fatturato superiore a 5 miliardi di euro: garanzia del 70%.

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