RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 15/01/2020

Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 

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C’è anche un punto che riguarda «la revisione dell’organizzazione della compagnia» tra gli argomenti all’ordine del giorno del consiglio di amministrazione di Cattolica assicurazioni che domani dovrà deliberare sulla convocazione dell’assemblea straordinaria richiesta dai soci dissidenti per modificare lo statuto della società. Per ora non si hanno ulteriori dettagli, e non dovrebbe trattarsi di una revisione profonda, ma è comunque la prima mossa verso un riassetto da quando il direttore generale Carlo Ferraresi ha preso le redini di Cattolica, a fine ottobre scorso, in conseguenza del defenestramento di Alberto Minali. Ad oggi nessuna delle persone chiamate nella compagnia dall’ex amministratore delegato ha lasciato la società, anche se non è mancato qualche ridimensionamento. Tra gli uomini che avevano seguito il manager nel suo progetto di trasformazione di Cattolica ci sono pedine chiave per la compagnia di Verona: dal group chief insurance officer, Valter Trevisani (che con Minali aveva lavorato in Generali) al cfo Enrico Mattioli, ma anche il responsabile legale, Stefano Semolini e Marco Passafiume, responsabile della bancassicurazione.
Banca Generali ha registrato a dicembre una raccolta netta di 614 milioni che porta il totale a oltre 5,1 miliardi nel 2019. Si conferma la ripresa della domanda di soluzioni gestite avviata nella seconda metà dell’anno con 388 milioni nel mese e 2,8 miliardi nell’intero anno. La nuova sicav di casa, Lux i.m, è risultata il prodotto di maggior successo nel mese e nell’anno con 2,13 milioni (216 milioni a dicembre). Il risultato premia l’innovazione e diversificazione dei diversi comparti. Nell’ambito del gestito si segnala poi la raccolta di 89 milioni per i contenitori finanziari che premia il potenziamento e la diversificazione delle linee di investimento operata nell’anno.

Qualità del credito delle banche italiane in deciso miglioramento, con le sofferenze nette che in novembre sono scese sotto la soglia dei 30 miliardi di euro, il livello più basso da maggio 2010. Male, invece, i prestiti alle imprese che su base annua sono diminuiti dell’1,9%, portandosi sullo stesso livello di maggio 2015. E questo nonostante i tassi di interesse continuino a mantenersi su livelli molto contenuti. Dell’andamento dei tassi approfittano le famiglie, con la crescita dei mutui per l’acquisto di abitazioni.
L’uso prolungato del telefono cellulare può causare tumori alla testa. E se lo si utilizza tanto per lavoro, spetta all’Inail risarcire il lavoratore con un indennizzo da malattia professionale. La Corte d’appello di Torino ha confermato la sentenza di primo grado del Tribunale di Ivrea, emessa nel 2017 (si veda ItaliaOggi del 21/4/2017), sul caso sollevato da Roberto Romeo, un dipendente Telecom Italia colpito da neurinoma del nervo acustico.

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  • Alla stazione di Piscinola Napoli, dodici feriti nello scontro fra tre treni Procura apre inchiesta: errore umano o guasto
Tragedia sfiorata nella metropolitana di Napoli: cinque minuti prima delle sette di ieri mattina, due treni si sono scontrati frontalmente a 300 metri dalla stazione di Piscinola, nella periferia settentrionale della città e, subito dopo, è sopraggiunto un terzo convoglio affollato di pendolari che non ha potuto evitare il contatto con le due carrozze incastrate una sull’altra. Tanta paura e dodici feriti, tutti lievi, per nessuno dei quali si è reso necessario il ricovero in ospedale. Dopo l’incidente, molti passeggeri erano sotto shock. I viaggiatori sono stati scortati, a piedi, lungo la passerella parallela ai binari per poter raggiungere la stazione. La procura ha aperto un’inchiesta. Il pool coordinato dal procuratore aggiunto Simona Di Monte ha acquisito le scatole nere dei treni. Per ora non ci sono indagati. Bisognerà capire se si sia trattato di un errore umano o di un guasto tecnico.
  • Il giudice: “C’è un nesso tra cellulari e tumori” Ma la scienza resta divisa
La corte d’appello di Torino dice: esiste un nesso causale tra l’esposizione prolungata alle radiofrequenze del cellulare e l’insorgere del cancro. Non solo: il periodo di latenza degli effetti dell’esposizione è di 15 anni, perciò il caso di questo malato di neurinoma acustico per il quale è stata emessa la sentenza, potrebbe rivelarsi solo uno dei primi, visto che per esigenze professionali iniziò a utilizzare quotidianamente il cellulare quando la telefonia mobile muoveva appena i primi passi, nel 1995.  Ad attenuare un possibile allarme eccessivo la corte specifica alcuni particolari: Roberto Romeo ha utilizzato il cellulare per 15 anni almeno due ore e mezza al giorno, e anche fino a sette ore, in un’epoca in cui non esistevano strumenti per attenuare l’esposizione alle radiofrequenze. Inoltre, la tecnologia dei primi cellulari Etacs, lo specificano i consulenti, emetteva dosi fino a 100 volte superiori di quelli attuali.
  • “Radiazioni solo quando si parla Non provati i danni alla salute”
Agli effetti dei cellulari sono dedicati 30 mila studi nel mondo. I principali sono stati analizzati dall’Istituto Superiore di Sanità, che a luglio del 2019 ha pubblicato il rapporto “Radiazioni a radiofrequenze e tumori: sintesi delle evidenze scientifiche”. Alessandro Polichetti è primo ricercatore dell’Istituto e fa parte del Centro nazionale per la difesa dalle radiazioni e la fisica computazionale. «Fra tanti studi effettuati, alcuni hanno mostrato un tenue effetto, tanto che la Iarc, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, nel 2011 ha classificato i cellulari fra i possibili cancerogeni. Ma non c’è nulla di dimostrato. Sappiamo solo dire che il legame è impossibile da escludere». «Il telefono emette un campo elettromagnetico che in parte viene assorbito dal cervello. L’unico effetto dimostrato è un leggero riscaldamento. Ma si tratta di pochi decimi di grado. È impossibile che creino danni, di questo siamo sicuri». «La maggior parte degli studi sugli uomini esclude conseguenze per la salute. Solo in alcuni casi si è visto un aumento di gliomi e neurinomi del nervo acustico. Sono entrambi tumori rari alla testa, il primo maligno e il secondo benigno. Ai risultati si è arrivati chiedendo a persone già malate quanto avevano usato il cellulare nella loro vita. Un metodo che in epidemiologia è considerato soggetto a distorsioni della memoria. Tanto più che se guardiamo all’incidenza di questi tumori negli ultimi decenni fra la popolazione generale non notiamo alcun aumento».
  • Banca Generali In un anno raccolti oltre 5 miliardi
Banca Generali ha registrato a dicembre una raccolta netta di 614 milioni di euro che porta il totale a oltre 5,1 miliardi da inizio anno. Si conferma la ripresa della domanda di soluzioni gestite avviata nella seconda metà dell’anno con 388 milioni nel mese e 2,8 miliardi nell’intero anno. La nuova Sicav , Lux Im, è risultata il prodotto di maggior successo nel mese. Il risultato premia l’innovazione e la diversificazione dei diversi comparti. Nell’ambito del gestito si segnala poi la raccolta di 89 milioni per i contenitori finanziari che premia il potenziamento e la diversificazione delle linee di investimento operata nell’anno. Complessivamente, la piattaforma lussemburghese e le gestioni patrimoniali, Bg Solution, hanno generato nell’anno una performance media ponderata1 del 9,5%, con le gestioni all’8,4% e le Sicav retail al 10,5%.

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  • Il giudice: tumore dovuto al cellulare
Il tumore al nervo acustico dell’orecchio destro che ha colpito Roberto Romeo, 60 anni, è stato causato dall’uso del telefono cellulare. Nel 2017 il Tribunale d’Ivrea stabilì per la prima volta l’esistenza di un nesso causale tra l’insorgenza della patologia e l’utilizzo «abnorme» del telefonino. Una sentenza confermata adesso anche dalla Corte d’Appello di Torino, che ha condannato l’Inail a riconoscere a Romeo, dipendente Telecom, una rendita da malattia professionale.
  • Scontro fra treni: quattro feriti
Quattro feriti ricoverati in ospedale, altri medicati sul posto. È il bilancio dello scontro fra 3 treni avvenuto ieri mattina sulla linea 1 della metropolitana di Napoli. Un convoglio che usciva dal deposito di Piscinola, stazione finale alla periferia Nord di Napoli, è andato a sbattere contro un treno proveniente da Garibaldi. Coinvolto anche un terzo convoglio carico di passeggeri, che sopraggiungeva. I Carabinieri stanno cercando di chiarire se si sia trattato di errore umano, o di un problema tecnico dei sensori, che non avrebbero regolato l’accesso dei treni ad uno scambio.
  • Quota 100, i risparmi valgono 1,5 miliardi
I numeri su Quota 100 forniti dal presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, in un’audizione nella commissione parlamentare sugli enti previdenziali, consente un primo bilancio sul nuovo canale di pensionamento anticipato (62 anni d’età e 38 di contributi) introdotto dal governo Conte 1, su iniziativa della Lega, che rimarrà in funzione fino a tutto il 2021 (il Conte 2 ha già detto che la misura non verrà prorogata). Nel 2019, ha spiegato Tridico, sono state liquidate 150 mila pensioni con Quota 100, aggiungendo che si tratta di un risultato «molto inferiore a quello preventivato». Invece delle 102 mila pensioni anticipate tra i dipendenti privati ce ne sono state 74 mila, così come quelle tra i dipendenti pubblici non hanno superato le 42 mila contro le 100mila previste e quelle tra i lavoratori autonomi sono state 33 mila contro le 88 mila preventivate. Totale: 149 mila per la precisione, invece di 290 mila. Il presidente dell’Inps ha anche spiegato che il 30% di coloro che sono andati in pensione con Quota 100, quindi circa 45 mila, erano lavoratori in cassa integrazione o in mobilità, cioè che avevano perso il posto. Questo fa capire che per più della metà dei dipendenti privati usciti prima, Quota 100 è stata una sorta di ammortizzatore sociale. Il presidente non lo ha detto, ma considerando che la relazione tecnica prevedeva una spesa di 3,8 miliardi nel 2019 (e di circa 8 negli anni successivi) si può stimare un risparmio di tra 1,5 e 2 miliardi il primo anno.
  • Banca Generali, raccolta a 614 milioni in dicembre
Banca Generali segna a dicembre una raccolta di 614 milioni che porta il totale a oltre 5,1 miliardi da inizio 2019. I dati secondo la Banca confermano la ripresa dei prodotti di risparmio gestito.

  • Sentenza shock, il cellulare causa tumori
Il telefono cellulare, almeno nel suo uso prolungato, è causa di tumori. La Corte d’Appello di Torino ieri ha riaperto il dibattito in Italia sulle conseguenze per la salute di uno degli apparecchi più diffusi al mondo, con vendite globali per 1,44 miliardi di unità. La sentenza della Corte d’Appello ha infatti confermato il giudizio di primo grado del Tribunale di Ivrea, emesso nel 2017, sul caso sollevato da un dipendente Telecom Italia colpito da neurinoma del nervo acustico. Il pronunciamento sembra nella sostanza contraddire un rapporto curato da Istituto Superiore di Sanità, Arpa Piemonte, Enea e Cnr-Irea; uno studio da cui non sono arrivate conferme all’aumento di neoplasie legato all’uso del cellulare.
  • Ortopedia, al Rizzoli di Bologna la prima caviglia al mondo in 3D
È “made in Bologna” la prima protesi di caviglia al mondo ricostruita e stampata in 3D a misura di paziente. Una tecnica pionieristica frutto della stretta collaborazione per oltre sei mesi tra chirurghi ortopedici e ingegneri dell’Istituto ortopedico Rizzoli e dell’Università di Bologna, che ha ridato la possibilità di camminare a un paziente di 57 anni che da 13 aveva perso la funzionalità articolare in seguito a un incidente, con tali lesioni da rendere impossibile l’utilizzo di una protesi standard e quindi considerato non operabile.
  • Pensioni, Quota 100 alimenta la fuga dalla Pa
Nel primo anno di sperimentazione quota 100 ha consentito il pensionamento anticipato a 150mila lavoratori (sono gli assegni liquidati su 380mila domande presentate all’Inps), un dato «molto inferiore al previsto» ha affermato ieri il presidente dell’Istituto, Pasquale Tridico, nel corso di un’audizione parlamentare. Le uscite agevolate con 62 anni e 38 di contributi minimi ha fatto aumentare del 33% gli anticipi nel settore privato e del 307% quelli nel pubblico impiego, passati da circa 100mila del 2018 a 190mila dell’anno scorso (-35% i pensionamenti di vecchiaia e, appunto, +307% gli anticipi). Complessivamente l’anno scorso sono state accolte 586mila domande di pensionamento, contro le 554mila del 2018 (+5,7%) e l’Istituto ha liquidato le nuove pensioni nel 79% dei casi in 30 giorni (76,4% nel 2018), mentre per i dipendenti pubblici il tempo medio di pagamento è stato di 52 giorni (57 nel 2018).

  • Tariffe basse: Afer propone una fondazione per l’assicurazione sulla vita
Annunciando un tasso netto di rendimento del suo fondo in euro inferiore al 2%, all’1,85%, Gérard Bekerman, presidente dell’associazione dei risparmiatori Afer, ritiene che le cose siano cambiate nel campo delle assicurazioni sulla vita, l’investimento preferito dai francesi. “Chiedo che si tenga una conferenza con le associazioni dei risparmiatori, gli assicuratori e le autorità pubbliche per riflettere insieme su un nuovo modello che combini l’assicurazione sulla vita con nuovi strumenti, come il piano di risparmio previdenziale”, ha detto ieri Gérard Bekerman. Una prima soluzione prevede una riduzione del livello di garanzia del capitale. Già i nuovi contratti prevedono una garanzia al 100% ma “al lordo delle spese”, che consente all’assicuratore di detrarre, se necessario, le spese di gestione dal capitale. Domani, la tentazione sarà grande per posizionare il cursore di garanzia sotto la barra del 100% e definirlo a lungo termine. Una misura in grado di fornire un significativo sollievo. Questa è una delle questioni in gioco nei fondi per la crescita dell’euro. L’altra strada, su cui tutti gli assicuratori stanno lavorando, è quella di diversificare l’offerta, accanto a un fondo in euro garantito che avrà sempre il suo posto nelle attività finanziarie, ma non più il primo. L’idea è quindi quella di reinventare la ripartizione di un portafoglio di assicurazioni sulla vita tra una tasca sicura (fondi in euro e veicoli parzialmente garantiti) e una tasca dinamica con diverse opzioni di investimento, in azioni o immobili.