RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 08/01/2020

Selezione di notizie assicurative da quotidiani nazionali ed internazionali

 

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Rischia di arrivare a 50 milioni di euro il conto che la compagnia inglese Aviva si troverà a pagare per la Popolare di Bari. A tanto ammonta l’investimento che l’assicurazione realizzò nel 2016 quando firmò l’accordo distributivo con l’istituto presieduto da Marco Jacobini e ora affidato ai commissari nominati da Bankitalia Enrico Ajello e Antonio Blandini. La partnership di cinque anni ha previsto il collocamento delle polizze vita e danni della compagnia agli sportelli della Popolare e, a differenza delle classiche joint venture bancassicurative, prevedeva l’ingresso di Aviva nel capitale dell’istituto per un totale di 50 milioni, metà destinati a un aumento di capitale di pari importo (3.333.333 titoli al prezzo di 7,5 euro) e altri 25 milioni per comprare titoli nel sistema di negoziazione interno della banca.
In Italia oggi ci sono oltre 4 milioni di cosiddette microimprese. Sono quelle con meno di 10 addetti. La falegnameria di Roberta e Paolo, la software house di Giorgio e suo fratello, il ristorante della famiglia Rossi, il rivenditore auto di Giovanni. Oltre un terzo delle imprese individuali (il 37,4%) chiude entro quattro anni. Abbassano la serranda. Fermano i macchinari. Mandano a casa i dipendenti. Spengono i pc, l’insegna, i propri progetti di crescita. Fra le cause principali anche la mancanza di programmazione finanziaria e il ritardo dei pagamenti da parte dei propri clienti, che si traduce nell’impossibilità di ripagare le banche e quindi le linee di credito a supporto di quei progetti. Situazioni in cui il circolo virtuoso di credito-debito si inceppa, distruggendo valore lungo tutta la catena e drenando risorse per lo sviluppo economico. Quando l’interruzione di questo normale processo persiste, tutti gli attori coinvolti ne escono fortemente danneggiati. Il cattivo pagatore diventa un problema per il sistema economico, non solo per il creditore.

Alcuni piccoli azionisti di Banca Carige hanno comunicato, ieri, l’intenzione di procedere con un’azione di rivalsa collettiva nei confronti dell’istituto ligure, a fini di risarcimento. Il gruppo Voce degli azionisti, ideato da Franco Corti, ritiene che la delibera dell’assemblea dei soci del 20 settembre e il piano sotteso e a supporto dell’aumento di capitale deliberato «siano stati assunti in violazione dei diritti dei piccoli azionisti, vuoi per l’esclusione del diritto di opzione, vuoi per l’arbitraria valutazione patrimoniale della banca, vuoi per altre ragioni», hanno spiegato. Secondo quanto previsto dal codice civile per le società quotate, una volta eseguito anche parzialmente l’aumento di capitale, l’invalidità della relativa delibera non può essere pronunciata dall’autorità giudiziaria, ma resta fermo il diritto al risarcimento del danno, «si ritiene esperibile un’azione risarcitoria da parte dei piccoli azionisti».
Ammontano a circa 410 milioni di euro le sanzioni che sono state inflitte lo scorso anno in 190 procedimenti condotti dalle autorità di controllo per la protezione dei dati personali europee. A evidenziarlo è l’ultimo rapporto statistico dell’Osservatorio di Federprivacy «Sanzioni privacy in Europa 2019», frutto di un’analisi svolta presso le fonti istituzionali dei trenta paesi dello Spazio economico europeo (See). L’autorità più severa in assoluto è risultata quella del Regno Unito (Ico), che ha irrogato multe per 312 milioni di euro, pari al 76% del totale complessivo delle nazioni prese in esame.

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  • Non solo polmoni e cuore Danni anche al cervello
L’81% degli abitanti si ritrova in un’area che sfora i limiti di inquinamento fissati dall’Organizzazione mondiale della Sanità (in Pianura Padana si arriva quasi al 100%). A causa (o concausa) dello smog ogni anno in Italia muoiono così 34 mila persone: quasi cento al giorno. Lo ha calcolato l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) nel suo ultimo rapporto sulla qualità dell’aria. E l’Agenzia europea per l’ambiente conferma: siamo il primo paese per decessi da biossido di azoto, uno dei veleni che veicoli e caldaie mescolano silenziosamente ai 10 mila litri d’aria che inaliamo ogni giorno. Dapprima irritano i polmoni. Dai polmoni le particelle inquinanti più minute (i famigerati Pm2,5) passano nel sangue. Lo stato di infiammazione che causano ai vasi sanguigni fa aumentare arteriosclerosi e rischio di infarto. L’aria sporca arriva così a intaccare il cervello. Due anni fa una ricerca su The Lancet dimostrò che chi abita a meno di 50 metri da una strada trafficata ha un rischio più alto del 7% di finire preda di una demenza.

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  • Spread, risparmi per 2,1 miliardi. Più potere d’acquisto
Altri 900 milioni nel terzo trimestre. Il «dividendo» dello spread, il differenziale dei tassi d’interesse italiani rispetto alla Germania, che è sceso parecchio tra il 2018 ed il 2019, continua a crescere. Nei primi nove mesi del 2019, secondo i dati sulla contabilità nazionale diffusi ieri dall’Istat, la spesa per gli interessi sui titoli di Stato si è ridotta di 2,1 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo del 2018. Il risultato è che il deficit pubblico è leggermente migliorato rispetto al 2018: nei primi nove mesi dell’anno è stato pari al 3,2% del prodotto interno lordo, a fronte del 3,4% dei primi tre trimestri del 2018. Anche grazie ad un aumento delle entrate: il loro peso sul pil, nel 2019, è cresciuto dello 0,7%, mentre l’incidenza della spesa pubblica è salita di meno, dello 0,5%. Con la pressione fiscale complessiva che, nei primi nove mesi del 2019, è aumentata di 0,3 punti al 39,2% del pil (arrivando ai valori massimi dal 2015). I conti migliorano anche per le famiglie. Nei primi nove mesi dell’anno scorso il loro reddito disponibile è cresciuto di 1,5 punti percentuali (+0,3 nel terzo trimestre), il potere d’acquisto dell’1% (+0,3 nel periodo tra luglio e settembre), e le spese per i consumi finali di 1,1 punti (+0,4 nel terzo trimestre 2019). La propensione al risparmio è dunque aumentata nei primi nove mesi, anche se nel trimestre estivo, con le spese per i consumi superiori alla crescita del reddito, si è leggermente ridotta.

  • Tenuità del fatto anche per le lesioni stradali gravi
Mentre si attende che la Corte costituzionale completi i suoi giudizi sulla procedibilità d’ufficio del reato di lesioni stradali, il Tribunale di Milano indica una strada alternativa: la non punibilità del fatto. Un modo per arrivare allo stesso risultato: evitare di aprire fascicoli anche per incidenti tutt’altro che gravi, in cui tuttavia c’è stato il ferimento di una persona con prognosi superiore a 40 giorni. In questo caso, per il Codice penale siamo di fronte a lesioni gravi. Per le quali la legge 41/2016 (che introdusse nel Codice penale gli articolo 589-bis e 590-bis, rispettivamente con i reati di omicidio e lesioni stradali) prevede la procedibilità d’ufficio. Ma il legislatore sembrò fare rapidamente retromarcia con il Dlgs 36/2018 che ha previsto la procedibilità a querela di parte per una serie di reati, tra cui in prima battuta le lesioni stradali. Solo che alla fine questo reato fu escluso dal Dlgs 36/2018 e questa scelta ha già superato il vaglio di costituzionalità (sentenza 223/2019 della Consulta).

  • AXA Banque vuole trasferire 200 dipendenti ad Arkéa
La controllata bancaria di AXA è in trattative con Arkéa per trasferire attività informatiche e una parte del  back-office, circa 200 dipendenti su 800.