Azimut nell’immobiliare

Nel 2019 utile consolidato fra 360-370 mln e dividendo di 7,8 euro
Fondo da 800 mln per investimenti in Italia

Azimut si appresta a sbarcare anche nel mercato dei fondi immobiliari. «Mercoledì abbiamo ottenuto il via libera da parte di Bankitalia per ampliare la nostra offerta anche alla parte immobiliare», ha dichiarato ieri l’a.d. e d.g. di Azimut Holding, Paolo Martini. Il gruppo fondato da Pietro Giuliani debutta nel mattone con un fondo riservato alla clientela istituzionale. «Avrà una dimensione di 800 milioni di euro e stiamo allestendo il team» che opererà nel real estate. Per gestirlo, Azimut ha chiamato da Prelios sgr l’ex d.g. Andrea Cornetti, che avrà anche la responsabilità delle attività legate al mattone. Il nuovo fondo «avrà un forte focus sulle infrastrutture sociali e investirà solo in Italia, dove c’è tanta necessità di riqualificare il parco immobiliare. Quanto alla leva che verrà applicata», ha aggiunto Martini, «ci stiamo ancora ragionando». Intanto, in base ai primi dati di sintesi e delle stime dei risultati 2019, Azimut H. prevede di chiudere l’esercizio con il miglior utile netto consolidato della propria storia trentennale, compreso fra 360 e 370 milioni di euro. I dividendi cumulati distribuiti agli azionisti nei cinque anni del piano 2015-2019, includendo quanto verrà proposto al cda di Azimut Holding del 5 marzo, saranno pari ad almeno 7,8 euro per azione. Considerando tale proposta di dividendo, la media del payout complessivo nei 5 anni sarà superiore al 90% circa, superando ampiamente il target previsto da piano, ed equivalente a uno yield medio cumulato del 44%. «Nel 2019», ha commentato il presidente Giuliani, «abbiamo generato una performance media netta al cliente migliore del mercato e pari a circa il +8,5%. Non c’è modo migliore per festeggiare i 30 anni di storia di Azimut raggiungendo con successo, per la terza volta consecutiva, dal 2004, tutti gli obiettivi previsti dal piano quinquennale». Nel 2019 il gruppo ha registrato una raccolta netta di 4,6 miliardi, portando il patrimonio complessivo a superare i 59 miliardi di euro (+16% a/a). Inoltre, è già stato pienamente raggiunto e superato anche l’obiettivo fissato a fine piano relativo alle masse totali delle attività estere del gruppo. A fine 2019, il totale del patrimonio raccolto gestito dalle realtà non domestiche del gruppo ha raggiunto il 29% del totale, contro il 15% preventivato a piano. La contribuzione all’ebitda dell’estero è stimata tra 50 e 55 milioni (+53% a/a circa). Il gruppo stima, in condizioni di mercato normali, un’utile netto per il 2020 di almeno 300 milioni rispetto al range 250-300 mln indicato durante l’Investor Day del 4 giugno scorso. Intanto, come previsto,
Timone Fiduciaria ha comunicato ad Azimut che il fondo di private equity Peninsula Investments II è uscito di comune accordo dal Patto di sindacato.
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