Ape sociale, ok ai vecchi requisiti

di Carla De Lellis
Può fare richiesta dell’Ape sociale anche chi ha perfezionato i requisiti negli anni passati, non solo chi li matura nel corso del 2020. Lo precisa l’Inps nel messaggio n. 163/2020, anticipando la novità della proroga al 31 dicembre 2020 dell’anticipo pensionistico operata dalla legge n. 160/2019 (legge bilancio 2020). In attesa delle future istruzioni, l’Inps aggiunge, inoltre, che dal 1° gennaio è possibile presentare le domande.
L’Ape sociale è la facoltà di mettersi a riposo prima, in attesa di maturare l’età per la pensione di vecchiaia (67 mesi nel 2019 e 2020), a chi ha almeno 63 anni e versa in situazioni di disagio economico. Nel periodo di riposo, prima di ottenere la pensione vera e propria, si riceve un sussidio mensile dell’importo massimo di 1.500 euro lordi. Queste le condizioni: aver cessato l’attività lavorativa (dipendente, autonoma e parasubordinata); non essere titolare di una pensione diretta; trovarsi in una delle «particolari» situazioni tutelate; avere un minimo di 30/36 anni di contributi (a seconda della «particolare» situazione); maturare una pensione di vecchiaia d’importo non inferiore a 1,4 volte la pensione minima dell’Inps (718 euro circa nel 2019 e poco più di 721 euro nel 2020).
La legge bilancio 2020, come detto, ha prorogato l’Ape sociale al 31 dicembre 2020. Pertanto, dal 1° gennaio possono fare domanda di riconoscimento del beneficio i soggetti che, nel corso dell’anno 2020, matureranno requisiti e condizioni per il diritto. La domanda, aggiunge l’Inps, possono farla anche quanti hanno perfezionato i requisiti negli anni precedenti e non hanno avanzato la relativa domanda. L’Inps ricorda, infine, che, per non perdere i ratei del sussidio, i soggetti che al momento della domanda di verifica delle condizioni sono già in possesso di tutti i requisiti e le condizioni previste, devono presentare contestualmente anche la domanda di accesso all’Ape.
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