Rischio aggressioni: valutazione dei rischi e tutele assicurative

Tra gli obblighi del datore di lavoro non delegabili rientra la valutazione di tutti i rischi, dovendosi considerare non solo i rischi direttamente connessi agli aspetti produttivi, ma anche quelli derivanti da atti criminosi che possono avere impatto sulla salute fisica e psichica dei lavoratori, inclusi gli episodi di aggressioni.

Nonostante una certa percentuale di imprevedibilità in ogni luogo di lavoro, vi sono tipologie di ambienti e lavoratori maggiormente a rischio; oltre alle forze dell’ordine, sono particolarmente interessati operatori della sanità (soprattutto pronto soccorso ospedaliero o guardie mediche), autisti del tra sporto pubblico, insegnanti di scuola secondaria, operatori di alcuni settori commerciali, coloro che hanno frequenti rapporti con l’utenza o svolgono lavori di ispezione e controllo.

Le misure di prevenzione sono di tipo strutturale e organizzativo, tra cui, ad esempio: dotazione di barriere fisiche nelle postazioni a contatto con il pubblico, come sportelli o postazioni di guida, procedure e presenza di telefoni o altri sistemi, anche di videosorveglianza, per dare velocemente l’allarme a guardiania o forze dell’ordine, adeguata formazione in merito al riconoscimento di segnali di avvertimento o alla gestione dei conflitti con utenti, pazienti e studenti.

La tutela assicurativa Inail copre anche gli infortuni dovuti ad atti violenti provocati da terzi. Il rischio generico si trasforma in rischio generico aggravato se è affrontato per finalità lavorative; la tutela dell’infortunio accaduto in attualità di lavoro è infatti garantita anche quando sia provocato da fatti delittuosi di terzi, purché il fatto abbia colpito il lavoratore nel corso di un’attività resa necessaria dall’espletamento del suo lavoro e purché le cause non siano riconducibili a ragioni extraprofessionali dell’assicurato.

Fonte: DATI INAIL