RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 29/012019

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L’economia circolare è «una frontiera per l’investimento futuro sia dal punto di vista delle tecnologie sia delle occasioni di finanziamento, un punto individuato anni fa come decisivo». Così il ceo di Intesa Sanpaolo , Carlo Messina, durante il convegno «L’impegno sociale e culturale di Intesa Sanpaolo per l’Italia», ha sottolineato l’importanza della circular economy all’interno dell’impegno responsabile per la crescita dell’Italia. «Ci siamo resi conto che questo poteva essere una frontiera su cui investire sia in termini di progettazione sia in termini di concessione dei finanziamenti alle aziende», ha proseguito Messina. È da qui che nascono anche alcune tra le iniziative più significative svolte da Intesa in questo ambito.
Intesa Sanpaolo entra nel capitale dell’ insurtech Yolo e si lancia nelle polizze digitali. L’occasione per l’investimento è stato l’aumento di capitale di complessivi 5 milioni lanciato nelle scorse settimane dalla società fondata nel 2017 da Simone Ranucci Brandimarte e Gianluca De Cobelli. La banca si è mossa tramite Neva Finventures, il corporate venture capital che fa capo a Intesa Sanpaolo Innovation Center che investe in società fintech e startup della nuova economia. L’operazione non ha solo carattere finanziario ma ha importanti implicazioni industriali.

In data 17 dicembre 2018, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha reso noto, con un report, lo stato attuale della contrattazione di secondo livello avente ad oggetto l’attuazione di misure legate alla produttività e al welfare aziendale. In particolare, stando ai dati forniti dal Ministero, alla data del 14 dicembre 2018, sono state compilate 40.693 dichiarazioni di conformità (moduli), redatte secondo l’art. 5, dm 25 marzo 2016. Dei 17.630 contratti attivi, 13.933 si propongono di raggiungere obiettivi di produttività, 10.489 di redditività, 8.381 di qualità, mentre 2.424 prevedono un piano di partecipazione e 8.231 prevedono misure di welfare aziendale.
Il testo definitivo del decreto legge su reddito di cittadinanza e pensioni, predisposto unitamente ad una relazione tecnico dall’Ufficio legislativo del ministero del lavoro, offre l’occasione per meglio precisare gli effetti che soprattutto le disposizioni in materia pensionistica troveranno applicazione nei confronti del personale del comparto scuola e dell’Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica (Afam). Misure che, lette nel loro insieme, configurano una serie di incentivi all’uscita anticipata.
Se la relazione tecnica stima che per la sola Quota 100 le uscite degli statali possano essere 100 mila, è da ritenere plausibile che almeno un terzo, pari alla consistenza dei dipendenti della scuola, siano insegnanti e Ata.
Poste vita ha aderito ai Principles for sustainable insurance, confermando l’impegno ad applicare i princìpi promossi dalle Nazioni Unite e a farsene promotrice attraverso i programmi ambientali. «L’attuazione dei princìpi rappresenta per Poste vita un ulteriore passo concreto e tangibile per contribuire alla promozione e innovazione del sistema paese, garantendone uno sviluppo economico sostenibile», ha dichiarato Matteo Del Fante, amministratore delegato di Poste italiane. «In linea con il piano di sostenibilità adottato dal gruppo Poste, Poste vita ha sottoscritto i princìpi e si appresta a essere un’azienda leader nella diffusione di una cultura sostenibile».

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  • Rc Auto Via anche gli sconti legati alla scatola nera
Secondo un emendamento dei Cinque stelle, caduto sotto la tagliola della presidente del Senato Casellati, sarebbero dovuti scattare alla stipula del contratto, senza che il dispositivo fosse stato ancora montato a bordo. Sarebbe bastato appunto aver stipulato un contratto che ne avesse previsto l’installazione o che fossero stati installati su proposta dell’impresa assicuratrice dispositivi analoghi. La misura era stata proposta dai Cinque Stelle con particolare occhio agli automobilisti del Sud dove anche per quest’anno si prevedono rincari.

  • Si apre la corsa a Quota 100 e reddito di cittadinanza
Una decina di circolari con le istruzioni operative, l’adeguamento dei simulatori «La mia pensione futura» sul portale Inps per calcolare il valore dell’assegno con “quota 100”, lo smaltimento del picco di dichiarazioni sostitutive uniche (Dsu) per il rinnovo dell’Isee di cui si è già in possesso o per dotarsi del primo, indispensabile per la richiesta del reddito o la pensione di cittadinanza. La macchina Inps è in moto da settimane per affrontare lo “stress test” che il decreto scatenerà, in termini di nuove domande di prestazioni, ora che è arrivato in Gazzetta Ufficiale (Dl 4/2019 in vigore da oggi).
  • Semplificazioni: stop su Rc auto, farmacie, Web tax, professori
Il passaggio nelle commissioni competenti del Senato lo ha gonfiato fino a farne quasi un mostro legislativo. E dopo le inevitabili perplessità espresse dal capo dello Stato, il decreto semplificazioni che ha avviato ieri l’esame dell’Aula è stato subito ridimensionato. Il provvedimento ormai “omnibus” era stato licenziato dal governo con 12 articoli ed è uscito dalle commissioni a quota 69 per effetto di quasi 90 emendamenti approvati. Mentre l’opposizione denunciava la natura «incostituzionale» dell’inserimento di numerosi contenuti, venivano dichiarati «improponibili», tra gli altri, gli emendamenti che facilitano gli sconti sull’Rc auto legati alla cosiddetta “scatola nera” (con riduzione aggiuntive per gli automobilisti virtuosi del Sud), alcune esenzioni dal campo di azione della Web tax, le semplificazioni per i Caf che dovranno avere un ruolo centrale nell’operazione del reddito di cittadinanza, le modifiche al codice degli appalti con il rinvio degli obblighi di gara oltre 150mila euro per Autostrade e altri concessionari, l’accelerazione delle bonifiche dei siti industriali.
  • A bordo «internet delle cose» e tanta intelligenza artificiale
Assistenti vocali intelligenti, sistemi di intrattenimento che navigano nell’internet delle cose e dotazioni tecnologiche inimmaginabili meno di cinque anni fa. Le novità già presentate dai costruttori automobilistici e in arrivo nei prossimi mesi confermeranno questa premessa, a partire da veri e proprio “maggiordomi” a bordo capaci di imparare le abitudini di chi guida fino a suggerire di chiamare la moglie in caso di dimenticanza all’uscita dall’ufficio. Dopo anni di auto volanti, droni postini e concept nati per stupire ma senza applicazioni nella vita reale, ora la strada presa è quella di presentare modelli avveniristici ma utilizzabili in un futuro non troppo lontano come nel caso della Bmw Vision iNext concept.

 

  • Assicurazioni e big data creano vantaggi per clienti e aziende
Oggi, grazie alle scatole nere a bordo, è possibile creare profili maggiormente personalizzati e offrire, in parallelo, anche nuovi servizi.
È finita l’epoca dell’assicurazione solo come “bancomat” cui attingere per essere risarciti. «Oggi le compagnie assicurative devono trasformarsi da indennizzatori a risolutori di problemi», dice Giacomo Lovati, amministratore delegato di Alfa Evolution Technology, Linear Assicurazioni e direttore Telematic & Insurance Services di UnipolSai. Entro il 2027 tutti i mezzi di trasporto venduti saranno connessi e le compagnie svilupperanno alleanze con aziende che operano in settori contigui alla Rca: dalle pompe di benzina a tutto ciò che riguarda i bisogni primari, a partire da salute e alimentazione.

 

  • Ecco la tecnologia che salva molte vite riducendo i costi
La sfida per i costruttori automotive non sarà più offrire le migliori prestazioni in termini di velocità o scatto da zero a 100 km/h, bensì garantire sistemi di guida autonoma e di assistenza alla marcia sempre più avanzati. Senza entrare nel campo della fantascienza con auto capaci di guidare da sole in perfetto stile Blade Runner, nei prossimi cinque anni l’avanzamento tecnologico sul fronte degli ausili alla guida segnerà una vera e propria impennata esponenziale. Tutto parte dalla necessità di migliorare la sicurezza su strada.
Infatti la Commissione Europea si è posta l’obiettivo di dimezzare i morti ed i feriti gravi da incidenti stradali tra il 2020 e il 2030. Per raggiungere l’ambizioso obiettivo è stato proposto di introdurre sulle future automobili diversi sistemi di sicurezza attiva come la frenata automatica di emergenza oppure il sistema di assistenza al mantenimento della corsia di marcia o ancora sistemi di rilevamento dei pedoni e dei ciclisti per i veicoli pesanti.
I sistemi Adas (acronimo di Advanced driver assistance systems) sono diventati lo strumento ideale per ridurre o evitare incidenti di varia natura, dal leggero tamponamento fino all’impatto ad alta velocità in autostrada. Se Adas è diventato ormai un acronimo di uso comune al momento dell’acquisto di una vettura, il prossimo sarà legato al livello di automazione presente a bordo.

 

  • Più sicuri e trasparenti con la «scatola nera»
La scatola nera ha anche lo scopo di semplificare le indagini in caso di incidente stradale essendo progettata per resistere a condizioni estreme.
I dati memorizzati e trasmessi alla compagnia assicurativa attraverso il modulo Gsm integrato sono diversi: dalla posizione geografica (Gps) alla marcia inserita, dalla velocità all’accelerazione e decelerazione massime in caso di incidente. Anche l’eventuale attivazione di sistemi di sicurezza come gli Airbag viene registrata con data, ora e luogo dell’evento, oltre ad allertare automaticamente i servizi di emergenza (eCall). I modelli più evoluti integrano anche la funzione antifurto, ma devono essere montati da installatori professionisti in una parte nascosta del veicolo. La scatola nera è fornita in comodato d’uso gratuito per l’intera durata del contratto di assicurazione e l’installazione – così come lo smontaggio – sono gratuiti.

Johnson & Johnson rischia condanne per diversi miliardi di dollari. Il gruppo è accusato di aver dissimulato la presenza di amianto nel talco per bambini. Tutto è cominciato tre anni fa quando una donna è morta per cancro alle ovaie. La sua famiglia era convinta che il tumore era stato provocato dall’utilizzo di talco prodotto dal gruppo americano. L’anno successivo la condanna dal tribunale per 72 mln di dollari di indennizzo alla famiglia. Da lì una serie di cause e nel 2017 una nuova condanna in California per 417 mln di dollari.
  • Cyber risk: le aziende restano sottoassicurate
    Secondo uno studio dei Lloyd’s, un attacco informatico globale potrebbe causare tra 85 e 193 miliardi di dollari di danni. Questo studio simula il potenziale impatto di un attacco informatico globale “catastrofico” alle aziende tramite ransomware (software di estorsione) diffuso via e-mail. A seconda delle diverse varianti considerate, potrebbe causare danni compresi tra 85 miliardi di dollari e 193 miliardi di dollari. Il che significa fino a 19 volte di più dell’attacco informatico di NotPetya del giugno 2017, che avrebbe lasciato un conto stimato di 10 miliardi di dollari! A titolo di confronto, questo sarebbe un livello di perdita almeno equivalente a quello della tempesta Harvey che ha attraversato gli Stati Uniti nel 2017 (85 miliardi di dollari, secondo Munich Re).

Handelsblatt

 

  • Crollo della diga in Brasile: Allianz tra i riassicuratori
La società mineraria Vale dovrebbe essere riassicurata da Allianz. Venerdì almeno 58 persone sono morte a causa di una diga scoppiata in una miniera di Vale.