RASSEGNA STAMPA ASSICURATIVA 19/01/2019

Tutti concordiamo sul fatto che il mercato assicurativo è in forte evoluzione, ma è molto meno evidente determinare la migliore strategia e l’organizzazione più efficace per il futuro. I principali fenomeni incriminati da tenere presenti per progettare la trasformazione del mondo assicurativo sono l’evoluzione regolamentare e la cosiddetta disruption derivante dall’innovazione tecnologica. L’attuale evoluzione regolamentare riguarda in particolare tre aree: la tutela del consumatore; la gestione del rischio e le conseguenti esigenze di capitale; la governance dell’impresa.
La confermata presenza di Gabriele Galateri di Genola nella lista presentata da Vincent Bolloré per il cda di Tim sta creando qualche malumore al vertice delle Generali. Dopo la decisione di cambiare lo statuto con la rimozione dei limiti di età, la partita sembrava definitivamente chiusa con la conferma dell’attuale presidente. Alcuni azionisti si sarebbero quindi aspettati una rinuncia da parte di Galateri alla presenza nella lista Tim, presentata dalla francese Vivendi, invece per ora, non è stato. E i malumori e i rumors hanno ripreso. L’unica costante è che a muovere i fili saranno ancora una voltagli azionisti forti e quindi Mediobanca con il suo 13 ,Francesco Gaetano Caltagirone con il 4,82% e Leonardo Del Vecchio con il 4,35%.
Le analisi costi/ benefici in questo periodo vanno di moda ed è proprio questo l’approccio con cui andrà affrontata la scelta se optare o meno per Quota 100 per chi ne ha diritto.Il decreto collegato alla manovra finanziaria approvato dal Consiglio dei ministri introduce una serie di significative novità nell’ordinamento previdenziale italiano, dalla sterilizzazione dell’adeguamento alla speranza di vita per il pensionamento anticipato (rimangono fermi i requisiti dei 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne), al ripristino di opzione donna, alla proroga di un anno della sperimentazione dell’Ape sociale fino al 31 dicembre 2019, alla revisione della governance degli enti previdenziali in chiave collegiale. Il fulcro (e il simbolo) della strategia previdenziale del Governo del cambiamento è però rappresentata da quota 100.
In vista della partenza delle nuove misure di flessibilità in uscita, tra cui l’atteso decreto su quota 100 adottato in via sperimentale per il triennio 2019-2021, la previdenza integrativa assume un ruolo sempre più importante perché lasciare in anticipo il lavoro comporta un taglio dell’assegno che, a secondo dei casi, può arrivare al 25%. E’ l’effetto del sistema di calcolo contributivo che lega l’ammontare dell’assegno pubblico ai versamenti effettuati durante la vita lavorativa. Non solo: l’anticipo determina anche l’utilizzo di coefficienti di trasformazione del capitale accumulato in rendita più penalizzanti rispetto a chi va in pensione più tardi perché che gli anni durante i quali, prevedibilmente, si potrà godere della pensione sono maggiori. E quindi assume sempre più importanza il ruolo integrativo alla pensione pubblica da parte dei fondi pensione. «Nelle tante assemblee che in queste settimane abbiamo organizzato in giro per la regione abbiamo constatato un complessivo apprezzamento per l’opzione offerta da quota 100.
Recessione tecnica: è lo scenario che emerge dalle stime di Bankitalia, che dopo il calo del Pil nel terzo trimestre 2018 vede un segno meno anche nel quarto. Nel Bollettino economico diffuso oggi, via Nazionale taglia anche di 0,4 punti la stima del Pil per quest’anno, portandola allo 0,6%, e mette in guardia sui rischi al ribasso per la crescita italiana. Dopo che nel terzo trimestre si era interrotta, con un -0,1%, la crescita dell’economia in atto da oltre un triennio, spiega Bankitalia, negli ultimi tre mesi del 2018 il Pil potrebbe essere ancora diminuito, mentre sarebbe invece proseguito il recupero delle esportazioni. L’attività nel quarto trimestre sarebbe rimasta pressoché stabile nei servizi e si sarebbe ridotta nell’industria in senso stretto; sarebbe aumentata marginalmente nel comparto edile. Per quanto riguarda quest’anno, Bankitalia stima una crescita dello 0,6%, 0,4 punti in meno rispetto a quanto valutato in precedenza, e dello 0,9% del 2020, 0,2 punti in meno rispetto alle precedenti stime, formulate sulla base delle informazioni disponibili al 27 novembre.

Il tempo volge al brutto nel Bollettino economico di via Nazionale. Il Pil negativo anche nel quarto trimestre del 2018, dopo che la crescita si era interrotta nel terzo trimestre, equivarrebbe a una recessione tecnica. Il punto è che gli indicatori congiunturali disponibili suggeriscono ai tecnici di Banca d’Italia che l’attività potrebbe essere ancora diminuita nel quarto trimestre. Non solo. La crescita del 2019, per palazzo Koch si fermerà allo 0,6% contro l’1,0% Si tratta di 0,4 punti in meno rispetto a quanto valutato in precedenza e di quanto programmato dal governo Conte dopo che nella prima versione del Def aveva indicato contro il parere di tutti gli istituti l’1,6%.
Minori versamenti, pensioni più basse: è l’orientamento che si fa strada nelle Casse previdenziali alle prese col «saldo e stralcio» dei contributi (norma della manovra economica per il 2019, la legge 145/2018). E mentre è in corso l’analisi sui riflessi che il provvedimento avrà sugli «equilibri» (fra entrate ed uscite) degli Enti si delinea lo scenario di un impatto rilevante, quantificabile in «diverse decine di milioni di euro» su uno solo di essi. La «pace contributiva», come formulata nella legge di bilancio (rivolta a soggetti in condizioni di difficoltà economica, che per estinguere omessi versamenti dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017 potranno, con un Isee inferiore ai 20.000 euro, avvalersi di tre aliquote, pari al 16%, al 20% e al 35%, ndr) sarà al centro delle valutazioni dell’assemblea dell’Adepp (l’Associazione delle Casse) di martedì, un mese dopo la dura presa di posizione sull’iniziativa, ritenuta contraria alla sentenza n. 7 dell’11 gennaio 2017 della Corte costituzionale, che ha «riconosciuto la necessità di garantire l’autonomia finanziaria» degli Enti

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  • Bankitalia, allarme recessione nel 2019 il Pil scende a 0,6%
Lo certifica anche Bankitalia: a meno di miracoli dell’ultima ora, siamo ormai in recessione. Il “Bollettino” di Via Nazionale, una delle più autorevoli fonti in materia, diffuso ieri, dà per quasi scontato che il quarto trimestre dell’anno scorso registrerà una contrazione del Pil, cioè un segno meno. Il risultato negativo arriva dopo la riduzione dello 0,1 già certificata per il terzo trimestre del 2018. Chiuderemo l’anno tra lo 0,9 e l’1 per cento.

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Scoperto il più grande attacco hacker della storia. Nell’archivio illegale anche 21 milioni di password. È come un enorme elenco del telefono, dove però si trovano email e password rubate. È la scoperta delle ultime ore, una «collezione» — chiamata appunto Collection #1, nome che lascia supporre l’esistenza di altre — di dati sensibili, chiavi d’accesso a siti di ecommerce, social network e altri servizi, messa in bella mostra sulla Rete.
Secondo il ricercatore australiano che ha scoperto questo archivio per criminali, Troy Hunt, è «la più grande violazione di dati della storia». L’esperto di cybersicurezza l’ha trovato sul sito di file sharing Mega, creato dall’ex pirata Kim Dotcom, con appunto il nome di Collection #1: una cartella dal peso di 87 gigabyte piena di dati sottratti negli anni, in vari attacchi informatici. Ciò che impressiona è la mole di queste identità digitali esposte: 773 milioni di email (772.904.991 per la precisione) e più di 21 milioni (21.222.975) di password.
  • Bankitalia taglia le previsioni sul Pil Economia in «recessione tecnica»
L’economia rallenta ancora e il controllo dei conti pubblici diventa più difficile. Secondo i dati della Banca d’Italia anche l’ultimo trimestre del 2018, dopo quello estivo, si sarebbe chiuso con il segno meno. Di fatto, dopo due trimestri in rosso, l’Italia entrerebbe tecnicamente in recessione. Per l’anno scorso si ipotizza una crescita del prodotto interno lordo dello 0,9%, e l’effetto di trascinamento su quest’anno sarà pesante: il pil salirà solo dello 0,6%, quasi la metà della stima precedente (1%). A determinare la nuova battuta d’arresto hanno pesato sul piano internazionale le tensioni commerciali tra Usa e Cina, e la prospettiva di una Brexit senza accordo, su quello interno l’incertezza politica e qualche misura specifica come le tasse ecologiche per le automobili, con un nuovo calo delle immatricolazioni. Ma è peggiorato il clima complessivo della fiducia: le imprese hanno investito di meno e le famiglie hanno tagliato le spese.

  • Con Quota 100 primo assegno erogato ad aprile
I lavoratori nati entro il 31 dicembre 1959 sono i destinatari della pensione “quota 100”. Infatti, per il triennio 2019/2021 sarà possibile accedere al trattamento pensionistico con almeno 62 anni di età e 38 anni di contributi. Il requisito anagrafico non sarà indicizzato alla speranza di vita del 2021 e l’accesso alla pensione sarà possibile anche successivamente al termine della sperimentazione, sempreché i requisiti risultino perfezionati entro 31 dicembre 2021.
Nel conteggio del requisito contributivo dovranno essere presenti almeno 35 anni di contributi di lavoro effettivo, senza considerare i periodi coperti figurativamente per eventi legati a malattia e a disoccupazione (ora Naspi).
La pensione “quota 100” può essere attivata dai lavoratori iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria, alle forme sostitutive ed esclusive della medesima – gestite dall’Inps – nonché alla Gestione separata.
  • Fuori azienda a 59 anni in attesa della pensione
Con l’intervento dei fondi bilaterali, l’uscita dal mondo del lavoro potrà avvenire non a 62 anni di età e con 38 anni di contributi, ma già, rispettivamente, a 59 e 35 anni.
Una sorta di salto di dieci anni nel passato, quando i dipendenti del settore privato potevano accedere alla pensione anticipata con almeno 59 anni di età e 35 di contributi. E una bella distanza rispetto a chi, per motivi vari, avrà invece la prospettiva di attendere almeno otto anni in più (salvo adeguamento alla speranza di vita) per raggiungere il requisito anagrafico di 67 anni (e 20 di contributi) che attualmente è fissato per la pensione di vecchiaia.
Il decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri aggiunge infatti un ulteriore scivolo verso la pensione, oltre all’Ape volontario, quello aziendale, quello sociale, la Rita (rendita integrativa temporanea anticipata) e l’isopensione. Una soluzione ad hoc per accompagnare verso quota 100 i lavoratori che maturano i relativi requisiti nei successivi tre anni e che consiste in un assegno di sostegno al reddito erogato dai fondi bilaterali.
  • Pensione tagliata del 4-5% per ogni anno di anticipo
Un taglio dell’assegno previdenziale che oscilla tra il 20% per le retribuzioni più basse e il 25% per quelle medie, fino a sfiorare il 30% per quelle di importo più elevato. Questo è il prezzo da pagare – in base alle elaborazioni compiute da Aon per il Sole 24 Ore – se si sceglie di andare in pensione cinque anni prima rispetto ai 67 anni che costituiscono il requisito anagrafico standard per il trattamento pensionistico di vecchiaia.
La penalizzazione deriva dal fatto che si rinuncia a incrementare il montante contributivo di cinque anni e dall’utilizzo di un coefficiente meno vantaggioso per la trasformazione del montante stesso in pensione. A tutte le annualità dal 2012 in poi, infatti, si applica il sistema contributivo, che premia chi resta al lavoro fino a età superiori.
  • I lavoratori discontinui possono riscattare i periodi scoperti
Se ci sono determinati requisiti, è possibile riscattare i periodi non coperti da contribuzione. La misura viene introdotta in via sperimentale per il triennio 2019-2021 ed è riservata alle persone che non hanno alcuna contribuzione per periodi antecedenti il 1° gennaio 1996, non titolari di un trattamento pensionistico diretto.
La facoltà di riscatto è ammessa per gli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti dei lavoratori dipendenti e alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, per gli iscritti alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi (artigiani e commercianti), nonché per gli iscritti alla Gestione separata Inps.
Il riscatto può essere attivato per i soli periodi non soggetti a obbligo contributivo e che non siano già coperti da contribuzione, comunque versata e accreditata, presso forme di previdenza obbligatoria che si collocano temporalmente tra la data del primo periodo e quella dell’ultimo contributo comunque accreditato nelle forme assicurative.
  • La laurea può anticipare la pensione Pagamento forfettario
Fra le nuove misure del decreto di riforma del welfare presentato nel Consiglio dei ministri il 17 gennaio, c’è il nuovo riscatto della laurea, valido solo ai fini del diritto a pensione e non alla sua misura. È per chi non ha ancora compiuto i 45 anni (o fino al compleanno) e ha costi più bassi dell’opzione ordinaria.
Sono due le misure di aumento oneroso della carriera contributiva. Accanto alla “pace contributiva”, di sperimentazione triennale (si vada l’altro articolo), il comma 6 dell’articolo 20 ha disciplinato in modo stabile l’articolo 2 del Dlgs 184/1997 sui riscatti di laurea nell’assicurazione generale obbligatoria e nelle altre forme gestite da Inps: l’inserimento del comma 5-quater non stravolge le forme di riscatto tradizionali, ma aggiunge un’opzione.
Il primo requisito per accedere alla nuova possibilità di riscattare la laurea è anagrafico: avere meno di 45 anni di età. Ciò taglia fuori chi aspira a quota 100, perché dovrà aver compiuto, entro il 31 dicembre 2018, 62 anni (e nel 2021 ci sarà un adeguamento a speranza di vita).
  • L’età della vecchiaia sempre più elevata
Il decreto legge non ha in alcun modo modificato le caratteristiche della pensione di vecchiaia, così come da ultimo disegnata dal decreto Salva Italia (convertito nella legge legge 214/2011).
Secondo la riforma Monti-Fornero, nelle gestioni Inps ci sono due accessi alla pensione di vecchiaia. Il primo, percorribile da tutti gli assicurati, è quello che richiede un requisito anagrafico e uno contributivo. Il primo è sottoposto agli adeguamenti a speranza di vita della legge 122/2010 che, dal 2019, sono aggiornati a cadenza biennale e determinano quindi un allontanamento progressivo del traguardo pensionistico. Tale requisito dallo scorso anno è uguale per uomini e donne e fino alla fine del 2020 è pari a 67 anni di età.
Il requisito contributivo è invece pari a 20 anni di contributi che, accanto alla normale contribuzione da lavoro, possono essere raggiunti dagli assicurati anche attraverso riscatti di laurea, accrediti gratuiti del servizio militare o contribuzione figurativa correlata alla indennità di disoccupazione Naspi.
  • Pensioni anticipate senza adeguamenti della speranza di vita fino al 2026
Il decreto di riforma del welfare non si occupa solo di introdurre nuovi accessi a pensione, ma modifica uno dei due accessi principali disegnati dalla riforma Monti-Fornero, vale a dire la pensione anticipata.
Questa forma di pensionamento, nata sulla scia della vecchia pensione di anzianità contributiva acquisibile con 40 anni di contributi per uomini e donne, era infatti sottoposta agli adeguamenti a speranza di vita disciplinati dalla legge 122/2010 che, a seguito della stessa riforma Fornero, hanno acquistato una cadenza biennale a partire dal 2019, rispetto all’originario adeguamento triennale stabilito dalla normativa originaria. Il requisito contributivo si era inoltre differenziato fra lavoratori e lavoratrici, mantenendo in modo strutturale una distanza, a favore delle donne, di un anno di contributi.
Al 31 dicembre del 2018 il requisito era, quindi, pari a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e a 41 anni e 10 mesi per le donne, di cui almeno 35 anni di contribuzione effettiva per effetto di norme ordinamentali precedenti mai abrogate (in particolare la legge 153/1969).

 

  • Investitori non professionali Stop a obbligazioni senza Kid
Le importanti novità introdotte dal 2018 con le nuove regole europee (Mifid 2 e Priips) in materia di trasparenza e segmentazione dei prodotti per gli investitori, hanno causato anche qualche effetto collaterale. Uno dei fenomeni emersi, con numerose segnalazioni arrivate a Plus24, è quello dell’impossibilità di acquistare, trattare e in alcuni casi vendere i titoli obbligazionari senza Kid. Il Key information document (Kid) è il documento sintetico con le informazioni chiave per consentire all’investitore al dettaglio di assumere decisioni di investimento consapevoli e informate. Deve essere redatto evitando la terminologia troppo tecnica, con una comunicazione chiara e facilmente comprensibile.
  • Uno strumento diventato subito vecchio
Numerosi i fronti aperti per apportare modifiche all’informativa «semplice». Il Kid, a un anno dalla sua entrata in vigore, mostra vistosi segni di “invecchiamento”. A Bruxelles si moltiplicano le iniziative per ritracciare i contenuti e i confini del documento così da evitare che lo strumento ottenga effetti indesiderati a danno degli stessi soggetti che intende tutelare, ovvero i piccoli investitori.  Del resto gli sforzi di semplificazione spesso si scontrano con le resistenze di una realtà complessa. Appena entrata in vigore la normativa sul Kid dei Priips è già stata sottoposta a una serie di verifiche e richieste di aggiustamento.
  • La polizza per cani e gatti arriva anche in Posta
Oltre all’Rc sono previste coperture per spese legali e per il veterinario. Nel 2018 supera quota 1,7 milioni il numero di proprietari italiani di cani o gatti che hanno sottoscritto un’assicurazione per il proprio amico a quattro zampe. Lo rileva lo studio commissionato dal portale Facile.it a mUp Research. Un mercato dal valore potenziale che, secondo le stime del comparatore, va oltre i 532 milioni di euro e può contare su una platea di 14,5 milioni di animali domestici (cani e gatti) assicurabili. «Nel corso del 2018 – spiega Lodovico Agnoli, responsabile new business di Facile.it – abbiamo registrato un incremento delle ricerche relative a polizze per animali: +25% sul 2017». Dalla responsabilità civile, che copre i danni causati dal cane o dal gatto a soggetti terzi ed è valida anche quando l’animale domestico è affidato a una persona esterna al nucleo familiare, a pacchetti più completi, comprensivi di tutela legale e di quella veterinaria: l’offerta delle compagnie diventa sempre più ricca, fino a comprendere polizze specifiche per tutelare gli animali durante i viaggi.
  • Pir, Assogestioni scrive agli associati
La circolare sugli aspetti tecnici della norma che ha portato le Sgr a sospendere la sottoscrizione dei Piani. Assogestioni ieri ha emanato una circolare di chiarimento agli associati circa le modifiche inserite sulla legge di bilancio 2019 e che interessano i Pir di nuova emanazione. Le modifiche stanno facendo molto discutere e hanno acceso un vivace dibattito tra gli operatori. Molte le voci critiche, un po’ meno quelle favorevoli, anche se da quanto emerso dal dibattito in corso, tutti riconoscono che le nuove modifiche normative abbiano comunque una comprensibile motivazione, vale a dire destinare più risorse alle piccole imprese. Il documento dell’associazione dei gestori è ampio, molto dettagliato e intende approfondire gli aspetti tecnici della nuova normativa che ha posto dei vincoli di investimento ai piani individuali di risparmio che verranno istituiti a partire dall’1 gennaio 2019 (3,5% da investire sull’Aim e 3,5% sul venture capital).
  • Banca Generali punta su fintech e digital pay
Il 2018 verrà ricordato come l’anno della svolta nei pagamenti digitali in Italia. Lo scorso Natale, secondo i primi dati elaborati da Sia, sono cresciuti del 26% gli acquisti di regali effettuati con strumenti tecnologici, a conferma di un trend che vede gli italiani sempre più appassionati dei servizi via smartphone. Servizi che, numeri alla mano, stanno attirando non solo l’attenzione dei grandi istituti bancari, ma anche quello delle realtà attive nei servizi per la gestione dei patrimoni delle famiglie. «La tecnologia è sempre più importante nei processi operativi così come nei servizi e nel front end di relazione con il cliente – spiega Riccardo Renna, Chief operation Officer di Banca Generali – per questo abbiamo prima lavorato sulle piattaforme in grado di integrare nuove soluzioni per la consulenza finanziaria ed ora abbiamo messo a disposizione una nuova interfaccia digitale e pagamenti elettronici».