Generali risparmia sugli interessi

Con l’emissione di lunedì e i rimborsi di fine anno il debito è sceso di 500 milioni
Ha potuto pagare 70 mln in meno. Ed è già stata raggiunta la parte bassa della forchetta sulla riduzione del costo indicata nel piano triennale, che prevedeva un taglio di 70-140 milioni
di Anna Messia

In tre mesi Generali Assicurazioni ha tagliato il debito di 500 milioni di euro e ha ridotto gli interessi lordi di quasi 70 milioni. L’intenzione di realizzare una gestione più attiva del debito era stata annunciata dal gruppo assicurativo guidato da Philippe Donnet il 21 novembre, in occasione della presentazione del piano industriale 2019-2021, e le prime mosse sono già state realizzate. Lunedì si è chiusa un’emissione obbligazionaria subordinata di 500 milioni, che ha registrato una domanda di 13 volte l’ammontare emesso.

Alla luce della forte richiesta il rendimento dei titoli è stato abbassato al 3,875%, rispetto ai rendimento inizialmente annunciato del 4,625%, e si tratta del coupon più basso mai pagato dal gruppo assicurativo su un’emissione subordinata. «Si tratta di un’emissione innovativa, che ha una struttura a scadenza fissa di dieci anni, non rimborsabile e che come visto ha trovato ampio consenso nel mercato», dice a MF-Milano Finanza il group chief financial officer di Generali , Cristiano Borean, aggiungendo che «l’operazione servirà al rifinanziamento parziale di 750 milioni di debito subordinato, con prima call nel 2019, che ha un tasso d’interesse doppio, vicino all’8%».

Il bilancio netto sarà quindi una riduzione complessiva del debito di 250 milioni che si aggiunge ai rimborsi di altri 250 milioni realizzati tra novembre e dicembre dello scorso anno, per un totale di 500 milioni. Il business plan a tre anni di Generali prevede una riduzione complessiva di 1,5-2 miliardi e il taglio, come visto, è già iniziato. «In questi mesi non è sceso solo il debito complessivo del gruppo», sottolinea Borean, aggiungendo che «grazie a queste prime manovre calerà in maniera considerevole pure la spesa per interessi, con un effetto positivo di circa 70 milioni».
Su questo fronte l’obiettivo triennale del piano è ridurre la spesa per interessi di un intervallo compreso tra 70 e 140 milioni e come visto la parte bassa della forchetta è già a portata di mano. «Il successo dell’emissione di lunedì scorso testimonia la fiducia degli investitori verso il piano strategico triennale di Generali e la posizione finanziaria solida della compagnia», conclude Borean. Il 92% degli ordini collocati sul bond emesso lunedì è arrivato da investitori esteri e in particolare francesi (92%). A settembre scorso il Solvency II del Leone era del 200% (due volte il capitale regolamentare minimo richiesto dalla normativa) ma a novembre è arrivato anche il via libera delle autorità competenti a utilizzare il modello interno per i requisiti di capitale in Austria e Svizzera, con un guadagno del Solvency II di 15 punti base.
Moody’s ha assegnato a Generali un giudizio di Baa3, due notch (gradini) in più rispetto al rating dell’Italia, nonostante i 450 miliardi che la compagnia ha investiti in Btp, premiando la diversificazione geografica visto che i premi consolidati provengono da Paesi esteri per il 64%. Di recente poi Fitch (che a Generali ha dato un voto di A-) ha deciso di eliminare il tetto dei due notch che vincolano oggi l’agenzia a non assegnare un giudizio di due gradini più alto rispetto a quello del Paese di riferimento. (riproduzione riservata)

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