Il risparmio gestito gonfia le reti

di Lucio Sironi
Anno decisamente positivo per il settore del risparmio gestito quotato in borsa: le società del comparto hanno messo a segno una raccolta di nuovo risparmnio sui 12 mesi perlopiù in netta crescita. Ieri hanno comunicato il dato relativo a dicembre (e insieme anche il consuntivo sull’intero anno) le società Anima , Azimut e Banca Mediolanum . La raccolta netta di Anima a dicembre è stata negativa per circa 122 milioni di euro, mentre nell’intero 2017 ha ottenuto comunque una crescita di 945 milioni. Il totale delle masse gestite del gruppo Anima a fine dicembre si attestava a 94,4 miliardi di euro, grazie al consolidamento delle masse di Aletti Gestielle sgr che è di oltre 19 miliardi.

Senza tenere conto dei patrimoni gestiti acquisiti, invece, le masse che fanno riferimento al gruppo Anima al 31 dicembre 2017 sono risultate pari a circa 75,3 miliardi di euro, con un aumento di circa il 4% sul dato di fine dicembre 2016. «Il mese di dicembre si è chiuso con un dato di raccolta leggermente negativo, influenzato anche da un disinvestimento effettuato da Anima nell’ambito delle proprie politiche di gestione della liquidità», ha commentato l’ad Marco Carreri. «Dopo un 2017 che ci ha visti fortemente impegnati a rafforzare il nostro network distributivo, guardiamo con fiducia al 2018, anno in cui contiamo di poter cogliere i frutti dell’importante lavoro svolto».

Il gruppo Azimut ha registrato in dicembre una raccolta netta positiva per 926 milioni di euro, portando il totale netto dell’intero anno a 6,8 miliardi, superando il precedente record del 2015. Il dato di raccolta ha beneficiato del consolidamento di un ramo d’azienda a Monaco e dell’acquisizione di Henderson Maxwell, l’ultima società di consulenza finanziaria in Australia entrata a far parte della controllata Az Nga. Al netto del consolidamento delle masse da queste acquisizioni, il gruppo Azimut ha conseguito in dicembre una raccolta netta positiva di circa 700 milioni. Il totale delle masse comprensive del risparmio amministrato si attesta a fine dicembre a 50,4 miliardi, di cui 40,2 miliardi fanno riferimento alle masse gestite ed «è stato quindi raggiunto», afferma il gruppo, «l’obiettivo del business plan 2015-2019 con due anni di anticipo». Il ceo Sergio Albarelli sottolinea che il rafforzamento della posizione all’estero sta contribuendo in modo strutturale allo sviluppo del gruppo.

Per parte sua Banca Mediolanum ha chiuso il 2017 con una raccolta netta di 5,3 miliardi contro i 6 del 2016. Per la sola raccolta di fondi e gestioni è stato segnato un record di 5,8 miliardi di euro contro 4,1 nel 2016. Nel mese di dicembre la raccolta netta è stata di 1,1 miliardi, quella in fondi e gestioni di 548 milioni. «Con oltre 5,8 miliardi, il 2017 ha registrato il record di raccolta in fondi e gestioni più alto di sempre, grazie anche a un dicembre molto positivo», è il commento dell’ad Massimo Doris. «L’incremento del 42% rispetto al 2016», aggiunge, «è un chiaro segnale della corretta intuizione delle opportunità che si sono presentate e che i family banker hanno saputo far cogliere ai nostri clienti», facendo riferimento ai Piani individuali di risparmio, con i quali la banca ha raccolto oltre 2,4 miliardi.

Il giorno prima avevano fornito i loro resoconti anche Banca Generali e FinecoBank . La prima nel mese di dicembre ha ottenuto un saldo netto di 634 milioni, contribuendo a determinare quello che la società definisce come miglior risultato storico di raccolta, con una crescita dei flussi rispetto al 2016 del 21% a 6,87 miliardi. In forte aumento la raccolta nel risparmio gestito, salita del 50% a 6 miliardi, in virtù dei 407 milioni conseguiti in dicembre. Per quanto riguarda invece FinecoBank , il saldo di dicembre è stato positivo per 988 milioni per una raccolta netta dell’intero 2017 di 5,958 miliardi, in aumento del 18% rispetto al 2016. Il patrimonio totale della società che fa capo a Unicredit a fine 2017 era pari a 67,185 miliardi, in aumento del 12% rispetto a 12 mesi prima.

In borsa ieri i titoli hanno reagito a colpi di rialzi, a cominciare da Fineco balzata del 4,9% a 9,335 euro, spinta dalle valutazioni di alcune case d’investimento. Equita (tp a 8,3 euro) e Banca Akros (che lo ha alzato da 7,7 a 8 euro) parlano di raccolta netta a dicembre nettamente superiore alle attese e Kepler Cheuvreux (tp da 8,8 a 10 euro) sottolinea la «maggior qualità dei flussi di asset in gestione» e i margini più alti, che portano a un miglioramento delle stime di ricavi e utile netto 2019 del 3% e del 7%. Sul listino il titolo Banca Generali si è apprezzato del 2,9% a 28,3 euro (tp di Kepler Cheuvreux a 33 euro, Banca Akros 32 euro), Azimut dell’1,9% a 16,52 euro, Anima dell’1,2% a 6,13 e Mediolanum dello 0,88% a 7,19 euro. (riproduzione riservata)
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