Poste punta su buoni e fondi

di Anna Messia
Rallentare i deflussi di raccolta netta nel risparmio postale e diversificare l’offerta nel comparto dei fondi comuni per crescere dove le banche tradizionali stanno facendo marcia indietro. Sono questi gli obiettivi indicati ieri sera dell’amministratore delegato di Poste Italiane , Matteo Del Fante, in una conferenze call con gli analisti per illustrare i recenti accordi rinnovati a fine 2017 con Cassa Depositi e Prestiti per buoni e libretti e la partnership di 15 anni siglata con Anima Sgr nel settore del risparmio gestito.

«Sono due accordi fondamentali per diventare il principale accentratore di investimenti in Italia», ha sottolineato il numero uno del gruppo postale ricordando i numeri su cui Poste italiane potrà fare leva per crescere: ogni giorno 1,5 milioni di clienti varcano la soglia dei 12.800 uffici postali del gruppo e il 56% della popolazione italiana, ovvero 34 milioni di persone sono clienti del gruppo. Una base enorme su cui il gruppo vuole lavorare per far aumentare ancora il peso delle attività finanziarie che a fine settembre 2017 complessivamente ammontano ad oltre 500 miliardi di euro (+2,5% rispetto a dicembre 2016). Del Fante ha rimarcato il fatto che le banche stanno riducendo la loro presenza sul territorio lasciando molte aree del Paese senza «una offerta finanziaria» mentre il «network di Poste raggiunge il 95% del territorio e dunque offriamo una proposta di vendita unica sul mercato» italiano. Per quanto riguarda Cassa Depositi e Prestiti gli accordi, come noto, prevedono per Poste italiane commissioni annue comprese tra 1,55 e 1,85 miliardi per la distribuzione negli uffici postali di buoni e libretti emessi da Cdp nei prossimi tre anni.

L’alleanza prevede in particolare di bloccare i pesanti deflussi netti registrati nel 2015 su buoni e libretti (-9,9 miliardi) e altri nel 2016 (-10,4 miliardi), lavorando su nuovi prodotti e sull’innovazione. Nel primo semestre del 2017 sono usciti altri 8 miliardi ma già nel terzo trimestre il deflusso si è limitato a 100 milioni. La prova che le manovre per bloccare le fuoriuscite sono in atto. In ogni caso i nuovi accordi con Cdp hanno messo in conto una raccolta netta negativa anche per il prossimo triennio: di più di 4 miliardi nel 2018 destinati poi a ridursi ancora nel biennio successivo. «Target a portata di mano», ha aggiunto Del Fante che per il 2018 punta a raggiungere la parte alta della forchetta delle commissioni quindi a 1,85 miliardi. Per quanto riguarda Anima , il responsabile di BancoPosta, Andrea Novelli, ha dichiarato che l’operazione, che prevede la cessione della gestione di 70 miliardi di euro di Asset ad Anima in cambio di 120 milioni, porterà un significativo capital gain. Nel risparmio gestito l’obiettivo è di creare una piattaforma aperta, con Anima che sarà il partner di riferimento, ma l’intenzione è di offrire anche prodotti di altre società. In ogni caso Anima e Cdp non si cannibalizzeranno tra loro, ha concluso Del Fante dando appuntamento agli analisti al prossimo 27 febbraio a Milano per il Capital Market Day nel corso del quale sarà presentato anche il primo piano industriale firmato dal manager. (riproduzione riservata)
Fonte: logo_mf