Cumulo, richieste all’ultimo ente

Domanda (e istruttoria) in base all’iscrizione più recente
di Simona D’Alessio

Domanda per accedere alla pensione di vecchiaia in cumulo da presentare «all’Ente, o alla Cassa di ultima iscrizione» (l’Inps, o un Istituto di previdenza privata disciplinato dai decreti legislativa 509/1994 e 503/1996), che provvederà ad inserire la data in cui verranno raggiunti i requisiti anagrafici più elevati rispetto alla cosiddetta «legge Fornero» (art. 24, commi 6 e 7 della legge 214/2011) o, laddove risulti essere di ultima iscrizione alla Cassa, «gli ulteriori eventuali requisiti diversi da quelli dell’età e dell’anzianità contributiva». E, accertata la correttezza dell’istanza, l’Ente istruttore «ne indica la decorrenza», fissando la quota di propria competenza (l’anticipo pensionistico a carico dell’Inps) e acquisendo dal sistema informativo le somme che saranno dovute dagli altri enti a cui l’iscritto ha versato i contributi, in vista della completa erogazione dell’assegno. È quel che prevede lo schema di convenzione predisposto dall’Istituto di previdenza pubblica, e su cui si stanno confrontando gli enti pensionistici dei professionisti, che ieri hanno tenuto una nuova riunione tecnica per sciogliere alcuni nodi, a seguito di un precedente incontro con i rappresentanti dell’Inps, e a pochi giorni dalla convocazione di un ulteriore faccia a faccia il 23 gennaio, finalizzato a consentire agli associati che hanno avuto carriere lavorative «frammentate» di fruire della opportunità di cumulare gratuitamente la contribuzione (in base a quanto disposto dalla legge 236/2016).

Nel testo si esplicita come l’Ente pagatore (l’Inps) erogherà la prestazione pensionistica con le stesse modalità, procedure e periodicità di qualsiasi altro trattamento, e qualora vi fosse l’applicazione di «ulteriori trattenute per conto delle Casse», occorrerà stipulare un’altra, apposita convenzione; con una procedura automatizzata, inoltre, verranno comunicate eventuali variazioni dell’importo dell’assegno all’Ente che ha istruito la pratica, e sarà l’Inps a darne notizia al soggetto interessato. Da parte dell’Adepp (l’Associazione degli enti privati) «c’è la volontà di chiudere un’intesa con l’Inps prima possibile», ha riferito il presidente Alberto Oliveti.

L’obiettivo dichiarato dalle Casse è di rendere operativo lo strumento entro il mese di febbraio (si veda anche ItaliaOggi del 10 gennaio 2018), tuttavia trapela la necessità di chiarire definitivamente, nell’incontro della prossima settimana, nel caso della pensione di vecchiaia in cumulo quale sarà il soggetto che istruirà la pratica, che riconoscerà il diritto e farà i dovuti approfondimenti sulla domanda. A seguire, servono delle rivisitazioni per gli enti anche in merito alla creazione di una «provvista» da costituire a copertura delle somme da erogare, e sulla scadenza fissata della convenzione (cinque anni).

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