Blockchain? Vietato nominarla

di Elena Dal Maso
Mercoledì 17 la Sec, l’autorità che vigila su Wall Street, ha dato il via libera alla quotazione di due etf che investono sui titoli coinvolti nella ricerca e sviluppo della blockchain. Si tratta di Reality Shares Nasdaq NextGen Economy (codice Nasdaq:BLCN) e Amplify Transformational Data Sharing (codice Nyse: BLOK). La blockchain è la tecnologia che sta alla base delle criptovalute ma che va ben oltre i vari Bitcoin, Ethereum e criptovalute varie. La Sec, molto attenta allo sviluppo del mondo digitale e molto cauta in tal senso per evitare bolle speculative o, peggio, truffe, ha ordinato agli exchange-traded funds di non usare la parola blockchain nel nome del prodotto, per evitare la folle e cieca corsa degli investitori attirati più dal titolo che dal contenuto degli etf.

Ma in quali società investono questi due etf? Reality Shares ha 51 titoli in pancia, ma nei piani dei fondatori dovrebbe arrivare a 100 e dall’avvio si è mantenuto per ora fermo a 24,2 dollari ad azione. I sette titoli di maggior peso nel portafoglio, come ha riportato lo storico sito americano di finanza The Motley Fool, sono per lo più colossi americani del Nasdaq che stanno investendo molto nella tecnologia blockchain, ovvero Intel (2,43% del portafoglio), Overstock (2,39%), Ibm (2,37%), Cisco Systems (2,26%), Hitachi (2,21%,Giappone), Microsoft (2,19%) e Hive Blockchain (2,17%, Canada). Tutti i gruppi sono presenti nell’indice Reality Shares Nasdaq Blockchain Economy.

in casa Ibm, per esempio, Marie Wieck gestisce l’unità blockchain. Dal suo lancio avvenuto in febbraio il dipartimento è cresciuto fino a raggiungere 1.500 persone nelle diversi sedi mondiali, un enorme team che sta lavorando su oltre 400 progetti. Amplify Transformational Data Sharing è partito con 49 titoli in portafoglio (il valore è salito da 20,2 a 20,4 dollari ad azione), di cui i sette a maggior peso sono Taiwan Semiconductor Mfg (6,12%, Taiwan), Ovestock.com (5,6%, Usa), Digital Garage (5,34%, Giappone), Sbi holdings (5,09%, Giappone), Ibm (4,53%, Usa), Nvidia (4,41%, Usa) e Square (4,26%, Usa). Taiwan Semiconductor è il produttore dei chip che sono usati per la creazione (mining) delle criptovalute, mentre Nvidia sta studiando e ha realizzato nuove forme di unità Gpu (processo di accelerazione dei dati e del deep learning) che hanno trovato un nuovo mercato fra i miners di alcune cripto quale l’Ethereum e altre più piccole.

La blockchain è un sistema innovativo di trasferimento dati in sicurezza al cui sviluppo ha lavorato la Fondazione Linux. Il mondo finanziario e industriale sta studiando a fondo per le sue innumerevoli applicazioni. Il gruppo spagnolo Santander ha calcolato che la nuova tecnologia potrebbe far risparmiare alle banche 20 miliardi di dollari l’anno in transazioni. Che risultano essere più sicure e tracciabili in ogni momento. Si tratta di un sistema democratico e decentrato chiamato tecnicamente Distributed Ledger, nel quale un numero definito di punti origina dati che devono essere convalidati dall’intero sistema per essere registrati. A quel punto sono immodificabili. (riproduzione riservata)
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