In 10 anni un auto su 2 sarà elettrica

di Francesco Colamartino MF-DowJones
L’impatto dei nuovi modelli di mobilità condivisa porterà a un calo delle scorte di auto da 280 milioni a 200 milioni in Europa e da 270 a 212 negli Usa entro il 2030. In controtendenza la Cina, dove le scorte passeranno, nello stesso arco di tempo, da 180 a 280 milioni.

Sono le previsioni elaborate da Pwc nella ricerca Five Trends Transforming the Automotive Industry, che MF-Dow Jones è in grado di anticipare. Il trend che sta conducendo il mondo dell’automotive verso un modello sempre più condiviso si affiancherà a quello dell’elettrificazione dei sistemi di guida e agli enormi progressi nello sviluppo delle auto che si guidano da sole. Pwc prevede, infatti, che entro il 2030 il 55% delle nuove auto sarà di tipo elettrico, che peraltro andando incontro a un numero di problemi minore rispetto alle vetture tradizionali, risulteranno più affidabili per i servizi di mobilità condivisa, in cui il mezzo autonomo verrà usato con maggiore intensità. «I player tradizionali dell’automotive hanno iniziato a gestire la transizione attraverso start-up interne e, per quanto riguarda il rapporto con le compagnie tecnologiche, gli attuali rapporti di collaborazione potrebbe evolvere verso qualcosa di diverso”, ha anticipato a MF-Dow Jones Giorgio Elefante, partner e automotive leader di Pwc, «bisogna, però, ricordare che i giganti dei motori vogliono mantenere il controllo sul prodotto finale».

Con la penetrazione delle auto autonome, le vendite di quelle tradizionali in Europa potrebbe scendere a meno del 5% del totale nel 2030, con l’ibrido che potrebbe arrivare al 40%.

l 95% delle nuove auto vendute entro il 2030 dovrebbe essere parzialmente elettrificato. Ciononostante, il traffico individuale aumenterà vertiginosamente, dal momento che i veicoli autonomi potranno essere utilizzati anche da coloro che oggi non possono guidare. Alla luce di questo, per Pwc le vendite di nuove auto potrebbero salire del 30% in Usa, Cina ed Europa nel 2030. Le auto autonome e condivise presentano, infatti, tassi di rinnovo più rapidi e questa caratteristica avrà un impatto positivo sulle consegne. In Europa, queste dovrebbero crescere dagli attuali 18 a 24 milioni entro il 2030. Il 30% delle vendite di nuove auto riceverà impulso dalla domanda per servizi di mobilità condivisa entro il 2030, per un totale di 7,3 milioni di unità. Oggi in Europa meno dell’1% degli spostamenti è effettuato con servizi di mobilità condivisa, ma Pwc prevede che la quota possa arrivare al 10% del chilometraggio percorso entro il 2020 e al 25% entro il 2030 (+70%).

Negli Usa la crescita, trainata dalla domanda di nuovi servizi, vedrà le vendite di nuove auto passare dagli attuali 18 a 21,6 milioni, mentre in Cina il dato potrebbe superare i 38 milioni. Negli Usa, solo l’1% del chilometraggio dei veicoli privati è oggi coperto dalla mobilità condivisa, ma nel 2030 almeno il 33,5% del chilometraggio privato sarà condiviso, di cui il 36% con veicoli autonomi. In Cina la percentuale di veicoli condivisi dovrebbe crescere molto più velocemente che nel resto del mondo. Per Pwc, entro il 2030 oltre il 45% del chilometraggio personale sarà coperto da mobilità condivisa, di cui circa la metà con veicoli autonomi.

La ricerca Pwc mette in luce come solo 5 delle 20 compagnie mondiali che si dedicano maggiormente a ricerca e sviluppo sono produttori di auto, ma nessuna di queste cinque compare tra le 10 più innovative, se non Tesla . La spesa dell’industria automobilistica in R&S è calata del 4% tra 2015 e 2016 e l’investimento nel prodotto potrebbe scendere del 19% entro il 2020, con un ribilanciamento verso il software. Per Pwc, le compagnie che investono il 25% del loro budget R&S in applicazione software metteranno a segno una crescita più marcata. La società di consulenza ha stimato che la quota globale dei profitti dei player tradizionale dell’automotive rischia di calare, in caso contrario, dall’attuale 85% a meno del 50% .

«In un contesto previsionale come quello delineato dalla ricerca, centrale sarà il business dei dati raccolti dalle auto connesse come nuova e significativa fonte di ricavi», ha concluso Elefante. (riproduzione riservata)
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