Qui si fa ancora il pieno

Dicembre ha chiuso un anno d’oro per la raccolta. E dalle anticipazioni emerge che, nonostante la crisi dei mercati, c’è chi continua a crescere a gennaio. Come Banca Generali che segna un +30%

di Paola Valentini

Gli 11, 4 miliardi di euro raccolti dall’industria del risparmio gestito a dicembre segnano un risultato brillante e portano il totale 2015 a 140,9 miliardi, il miglior dato dal 2003, ovvero da quando Assogestioni pubblica ogni mese i dati di raccolta non solo dei fondi ma anche delle gestioni di portafoglio.

I soli fondi comuni hanno chiuso il secondo miglior anno della loro storia ultratrentennale. Nel 2015 gli aperti hanno raccolto 94,3 miliardi, a fronte dei 91,4 miliardi di tutto il 2014 e ai 48,4 miliardi del 2013. Per trovare un dato più elevato bisogna tornare indietro al 1998 quando il settore raccolse 167 miliardi. Ma questi dati sono stati prodotti prima della forte volatilità delle borse di questo inizio 2016. Per questo ora c’è grande attesa per i numeri di gennaio, da cui emergerà se la inattesa tempesta sui mercati ha messo in crisi la raccolta del risparmio gestito. Dai primi dati sembra emergere un andamento ancora sostenuto. E sono soprattutto le reti di promotori finanziari che continuano ad avere un andamento brillante, dopo la raccolta del 2015 in molti casi sui massimi.

Ad esempio Banca Generali  ha avuto una partenza sprint a gennaio, in scia al trimestre record di fine 2015 (raccolta di oltre 1,6 miliardi da clientela retail). «Nei momenti di volatilità la banca sta dimostrando di trovare risposte ancor più positive dalla clientela e per questo le aspettative sono di un altro mese in forte progresso anche a gennaio, con un balzo di oltre il 30% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, per circa mezzo miliardo», spiega l’ad Piermario Motta, che sottolinea come il forte focus sulle famiglie, senza operazioni incentivanti sulla piattaforma online o la liquidità. «Da inizio anno sono già una decina i nuovi inserimenti di grande esperienza, provenienti perlopiù dal mondo bancario».

Tra gli ultimi inserimenti per la banca del Leone dagli uffici Private di Banca Profilo  a Brescia sono usciti Lorenzo Signorelli, Antonio Zarba, Ermanno Poiatti e Luigi Cosciani, tutti con portafogli di 30-50 milioni di euro, che hanno scelto il team dell’area manager del Nord-Est Leandro Bovo. Banca Generali , con un valore di 24 milioni di euro, è prima, in base ai dati Assoreti, per portafoglio medio dei suoi banker, contro una media del comparto che non supera i 15 milioni. «Il 2016 si è aperto con fasi di mercato complesse ma i trend di raccolta restano solidi», gli fa eco Alessandro Foti, ad e dg di Finecobank . «A sostenerli ci sono le evoluzioni in atto nella società italiana, che vede da un lato un profondo cambiamento da parte dei clienti nella richiesta di servizi professionali di consulenza e pianificazione dei propri risparmi, dall’altro la crescente digitalizzazione». Nel 2015 Finecobank  ha messo a segno una raccolta netta totale di 5,49 miliardi, +37% rispetto al 2014.

Anche Azimut  conferma i dati in accelerazione di fine 2015 che hanno portato i flussi totali del 2015 al record di 6,7 miliardi (+19%). «Nonostante la volatilità ci attendiamo di chiudere gennaio con un risultato di raccolta in linea con quello degli ultimi mesi del 2015. Una spinta», afferma Paolo Martini, direttore commerciale di Azimut , «è arrivata anche dalle incertezze scaturite con l’introduzione degli strumenti di bail-in che ha portato diversi clienti a prendere consapevolezza di elementi di rischio finora ignorati e a cercare nuovi interlocutori. Noi», prosegue Martini, «non essendo banca ma un operatore indipendente possiamo proporre soluzioni che riducono il rischio per i risparmiatori, per i quali sarà sempre più rilevante avere azioni e obbligazioni attraverso strumenti come i fondi, le gestioni o le polizze che riescono a diversificare il rischio del singolo titolo e il cui patrimonio è separato da quello delle banche depositarie».

Anima  vede una tendenza in crescita e novità dalla collaborazione con Poste. «Nel complesso la raccolta di gennaio sarà molto positiva, grazie al contributo della componente istituzionale, che ha beneficiato dell’avvio di nuovi mandati di gestione di dimensioni rilevanti, nel complesso circa 3 miliardi di euro», afferma Marco Carreri, amministratore delegato di Anima . Il manager sottolinea che «la componente retail nel breve potrebbe risentire della volatilità dei mercati di queste prime settimane, ma restano vivi i fattori che hanno sostenuto il risparmio gestito negli ultimi anni: i rendimenti molto bassi del reddito fisso, che rendono poco conveniente il fai-da-te, l’attenzione delle banche al gestito e la predilezione degli investitori per gli investimenti mobiliari rispetto al mattone». L’ad fa anche il punto sulla collaborazione con Poste. «Prosegue in maniera soddisfacente: oltre ad aver affidato ad Anima  mandati per 1,8 miliardi, compresi nei 3 miliardi sopra citati, nel primo trimestre dell’anno BancoPosta fondi sgr lancerà due fondi gestiti in delega da Anima », rivela Carreri.

Alle prese su un doppio fronte Eurizon Capital (Intesa Sanpaolo ) che lo scorso anno è stata la società che, con flussi netti di 20,28 miliardi su un totale del sistema di 94,3 miliardi, ha raccolto di più nei fondi aperti (vedere tabella). «Nell’attuale contesto di turbolenza siamo attivi con un’intensa attività in due ambiti: innovazione di prodotto e formazione», spiega Massimo Mazzini, responsabile direzione marketing e sviluppo commerciale di Eurizon Capital sgr. La società sta lanciando strumenti diversificati, flessibili e decorrelati con orizzonte predefinito che in alcuni casi mantengono il tema della cedola, caro ai risparmiatori italiani. «Abbiamo, inoltre, arricchito l’offerta con fondi che agiscono sugli aspetti relativi alla gestione dell’orizzonte temporale e dell’emotività, incorporando principi di finanza comportamentale. Siamo inoltre molto attivi, soprattutto nelle fasi di maggiore volatilità, nella collaborazione con i nostri distributori. Riteniamo che un lavoro di squadra tra la sgr e le reti possa favorire la gestione dell’emotività dei clienti, da una parte, evitando scelte impulsive che si potrebbero rivelare perdenti e, dall’altra, offrendo nuove soluzioni d’investimento in grado di rispondere alle esigenze che stanno emergendo nel contesto attuale», conclude Mazzini. Raccolta tendenzialmente positiva a gennaio anche per Pioneer (Unicredit ) che nel 2015 con flussi netti nei fondi aperti per 13,9 miliardi si è piazzata seconda sul mercato italiano. (riproduzione riservata)