La borsa teme l’addio di Greco

di Anna Messia

È stato un rilancio di una voce che circola da settimane. Ma questa volta il giornale svizzero Sonntagszeitung è entrato a gamba tesa dando per certo l’approdo imminente di Mario Greco ai vertici di Zurich. Tanto è bastato per far perdere ieri al titolo Generali poco meno del 3%, mentre le azioni di Zurich salivano di oltre il 2%.

Per gli analisti l’addio di Greco alle Generalisarebbe indubbiamente un danno per la compagnia assicurativa di Triste. «Greco è stato in grado di rimodellare Generali  negli ultimi tre anni, evitando anche un aumento di capitale; le sue dimissioni, nel bel mezzo del nuovo piano strategico, sarebbero una notizia negativa» per il gruppo triestino, hanno dichiarato in una nota gli analisti di Banca Akros. Anche per gli esperti di Banca Imi e di Equita l’eventuale addio di Greco sarebbe una notizia negativa per il titolo del Leone. Dopo la sua nomina a ceo Generali  ha infatti ripristinato la propria posizione patrimoniale attraverso la cessione di attività non-core e la generazione di capitale interno, ottenendo un coefficiente di solvibilità del 166% e di solvibilità economica del 196% alla fine di settembre 2015.

Per ora però le indiscrezioni su un possibile ritorno di Greco in Zurich, dove ha lavorato già dal 2007 al 2012, non trovano conferma.

Anzi, secondo quanto raccolto da fonti vicine alla società, non ci sarebbe stata alcuna offerta formale di Zurich all’amministratore delegato di Generali. Quel che è certo, al momento, è che il gruppo elvetico è chiamato a trovare rapidamente un sostituto di Martin Senn, che dopo un decennio ai vertici della compagnia a dicembre ha rassegnato le dimissioni anche per via del fallito tentativo di acquisizione sulla britannica Rsa. Per il momento è stato sostituito dal presidente Tom de Swaan. La casella di vertice andrà riempita possibilmente entro la prima conferenza stampa annuale di Zurich, già fissata per il 9 febbraio. Per questo motivo il dossier caldo di Zurigo si intreccia inevitabilmente con le scadenze di Trieste. Perché l’altra certezza è che il ceo Mario Greco proprio in queste settimane sta trattando il rinnovo del suo mandato triennale, arrivato a scadenza insieme a quello dell’intero cda e che dovrà essere votato in occasione dell’assemblea di aprile. Avere sul tavolo una possibile offerta di Zurich offre chiaramente a Greco una carta di peso da giocare nella trattativa. I grandi soci del Leone, partendo da Mediobanca , non sembrano aver alcun dubbio sulla sua riconferma. «Siamo soddisfatti del lavoro svolto da cda, presidente e ad e questo porta a dire quale sarà il nostro comportamento», aveva dichiarato lo scorso ottobre l’amministratore delegato di Mediobanca  Alberto Nagel. «L’intenzione è confermare un assetto risultato molto convincente nella strategia e nei numeri; dobbiamo confrontarci con gli altri soci e arrivare a una visione comune su cui non credo vi siano dubbi». Qualche giorno fa il Financial Times si spingeva a ipotizzare che, pur di trattenere il manager, gli azionisti sarebbero pronti a ritoccare la retribuzione di Greco, che lo scorso anno ha guadagnato 3,25 milioni, per avvicinarsi ai più alti emolumenti di Zurich (Senn lo scorso anno ha guadagnato oltre 7,5 milioni di euro).

Intanto ieri Zurich ha ceduto a Lombard International Assurance il business private banking di Zurich Eurolife Sa. Il prezzo non è stato comunicato, ma gli asset in ballo sono pari a 2,6 miliardi, divisi tra Italia e Svizzera italiana. (riproduzione riservata)