Quei rami che si accorciano

Rami danni

Incendio e altri danni ai beni: i dati degli ultimi quindici anni. Un andamento stabile, ma non certo  entusiasmante. Il regresso dell’ultimo quinquennio

Autore:  Fausto Panzeri
ASSINEWS 260 – gennaio 2015

Nel nostro numero di novembre avevamo preso in esame i  bilanci dei rami “infortuni” e di quello “malattie” evidenziando gli andamenti degli ultimi quindici anni. Proseguiamo  ora con i rami “incendio” e “altri danni ai beni”.

Questa analisi tecnica ci pare opportuna poiché ogniqualvolta si parla di rami danni ci si focalizza sull’auto, come se l’assicurazione non fosse esistita quando l’automobile non era stata ancora inventata. Giova invece ricordare che l’assicurazione moderna nasce con il ramo trasporti nella mitica Coffee House del signor Edward Lloyd, nel lontano 1688, e dopo il grande incendio di Londra del 1666, che fece sorgere le prime vere e proprie compagnie di assicurazione. Per questi motivi molti nostalgici considerano ancora l’incendio come il ramo principe dell’assicurazione, ancorché il suo peso sul totale dei danni stia progressivamente diminuendo.  Per quanto riguarda invece il ramo “altri rami ai beni”, ricordiamo che in questa voce vengono ricomprese le assicurazioni contro ogni danno subito da beni (diversi da veicoli terrestri, ferroviari, aerei, ecc.), nonché dalle merci trasportate e dai bagagli a causa della grandine, del gelo, del furto o a causa di altri eventi diversi da quelli coperti con le assicurazioni incluse nel ramo “incendio ed elementi naturali”.

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