di Andrea Di Biase

Banca Carige è pronta a impugnare la delibera del 13 gennaio con cui la Consob ha contestato all’istituto ligure la non conformità ai principi contabili Ias e alle migliori pratiche valutative del bilancio consolidato e di quello civilistico del 2012 e della relazione semestrale consolidata al 30 giugno 2013.

L’authority presieduta da Giuseppe Vegas, al termine dell’attività istruttoria condotta sulle scritture contabili di Carige e tenuto conto della nota del 2 dicembre 2013 con cui l’istituto genovese ha esposto le proprie considerazioni sui fatti e sulle circostanze contestate sottolineando di non condividere i rilievi mossi, ha trasmesso alla banca la delibera di non conformità dei bilanci, chiedendole allo stesso tempo di rendere noto al mercato i rilievi formulati. Nel dettaglio, le carenze e le criticità rilevate dalla Consob riguardano, con riferimento al bilancio consolidato 2012 e alla semestrale 2013: le modalità con cui è stato effettuato l’impairment test sulle controllateBanca Carige Italia e Banca del Monte di Lucca; la valutazione della partecipazione nella Banca d’Italia, che avrebbe dovuto essere iscritta al costo e non pro-quota del patrimonio netto in quanto non ritenuto espressivo del fair value.
Per quanto riguarda invece i rilievi formulati sul bilancio civilistico 2012, essi fanno riferimento anche alla valutazione delle controllate assicurative (Carige Vita Nuova e CarigeAssicurazioni), la quale, secondo la Consob, «sarebbe stata effettuata applicando tassi di attualizzazione che non considererebbero adeguatamente i rischi specifici associati ai flussi finanziari stimati». A fronte di tali osservazioni l’autorità di vigilanza sui mercati ha chiesto aCarige di illustrare quale sarebbe stato l’effetto sui bilanci di una contabilizzazione delle poste contestate secondo il metodo indicato dalla Consob. La banca, pur non condividendo il giudizio dell’authority e riservandosi l’impugnazione del provvedimento, ha pertanto riesposto gli schemi di stato patrimoniale e conto economico. Sulla base di tale riesposizione, le perdite consolidate del 2012, pari a 62,5 milioni, salirebbero fino a un massimo di 132,7 milioni, mentre quelle del primo semestre 2013, pari a 29,3 milioni, sarebbero dovute lievitare in un range compreso tra 567,7 e 601,5 milioni.

 

Carige, come detto, non condivide le conclusioni cui è giunta la Consob e, oltre a preannunciare ricorso contro la delibera dell’authority, ha sottolineato che le ipotesi di non conformità sono essenzialmente relative a poste di bilancio di natura interamente valutativa la cui eventuale rettifica non produce alcun effetto monetario e non incide sul patrimonio di vigilanza né sul patrimonio tangibile della banca.

Ieri intanto a margine della commemorazione di Corrado Faissola è tornato a parlare l’ex presidente di Carige Giovanni Berneschi, che ha criticato l’approccio tenuto da Bankitalia nel corso delle ispezioni sui crediti. «Banca d’Italia», ha affermato Berneschi, «non è stata pesante ma pesantissima: se vogliono creare sofferenze, quella è la strada». Bankitalia aveva esortato l’istituto genovese a rafforzarsi patrimonialmente per un importo di circa 800 milioni e l’operazione è tuttora al vaglio del nuovo amministratore delegato Piero Montani. Un’operazione nei confronti della quale, secondo Berneschi, ci sarebbe interesse da parte di più soggetti, anche se l’aumento di capitale, «almeno per il grosso, non potrà che essere realizzato con l’ingresso di nuovi soci» nella banca ligure. (riproduzione riservata)