21 gennaio 2011

"Il medico in ferie che lascia un sostituto deve risarcire i danni provocati"


MICHELE BOCCI
FIRENZE - Era in ferie, all´estero con il telefono staccato ma dovrà risarcire il danno per l´errore di diagnosi della sua sostituta che ha portato alla morte di una bambina di 10 anni per peritonite nel 2008. La decisione presa martedì dal tribunale di Firenze sta diventando un caso tra i pediatri e i medici di famiglia italiani. Il giudice, oltre a condannare per omicidio colposo rispettivamente a 1 anno e a 8 mesi la dottoressa che sostituiva la titolare della convenzione con l´azienda sanitaria e un medico di guardia, ha deciso che i responsabili civili siano tre. Oltre agli imputati del processo penale anche la professionista che, come prevede la convenzione con la Asl, si è fatta sostituire per andare in vacanza. Dovranno versare un anticipo di risarcimento altissimo ai familiari della bambina, quasi 3 milioni di euro.
«La sentenza appare poco logica, oltre che del tutto inedita», dice il presidente dell´ordine dei medici di Firenze, Antonio Panti. «Ovviamente bisogna vedere le carte ma la responsabilità nella scelta del professionista da cui farsi sostituire ha senso solo quando c´è una gerarchia di medici, ad esempio in un reparto. Nel caso dei convenzionati (dottori di famiglia e pediatri, ndr) il sostituto è alla pari, un laureato in medicina». Giuseppe Mele, presidente della Fimp, il sindacato dei pediatri dice: «Esprimo solidarietà alla famiglia che ha perso la bambina. Però ogni professionista deve rispondere solo per i suoi atti medici. La colpa è solo soggettiva, non può essere oggettiva. E quando lo fosse toccherebbe al servizio sanitario nazionale pagare, tutelando la collega. Solleveremo un problema al ministero e alle strutture competenti perché in questo vediamo un trattamento di disparità. Del resto quando il pediatra non trova da solo un sostituto glielo deve reperire la Asl».

 

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