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| 31 luglio 2010 |
| Bond e polizze paracadute di Anna Messia promotori Le società di distribuzione finanziaria fanno i conti con tassi a zero e borse volatili. E rispondono offrendo ai propri clienti una pioggia di prodotti Vita e obbligazioni strutturate. Generali e Mediolanum in testa Il momento richiede tanto impegno.
L'industria del risparmio gestito è in stallo ormai da mesi. Una
situazione che accomuna l'Italia ad altri Paesi e che è aggravata
tra l'altro da due fenomeni: da una parte i mercati azionari continuano
a essere volatili, scoraggiando così i risparmiatori dagli investimenti
in equity, che sono però quelli più remunerativi per le
banche e le società di distribuzione. Dall'altra i rendimenti dei
titoli di Stato continuano a essere prossimi allo zero, rendendo poco
appetitosi anche gli investimenti obbligazionari. Come uscirne? La risposta
dei protagonisti delle società del risparmio gestito quotate a
Piazza Affari è stata una pioggia di polizze Vita (che proteggono
i risparmiatori dalle fluttuazioni dei mercati) affiancate da obbligazioni
strutturate che hanno sostituito le vecchie index linked finite nel cassetto
dopo il default Lehman. Ma come detto le società di distribuzione finanziaria non sono rimaste con le mani in mano ad aspettare che il peggio passasse. Banca Generali, come visto, ha superato le difficoltà mettendo a segno una raccolta netta da record: nei primi sei mesi sono stati rastrellati 646 milioni, più dell'intero 2009. E la banca guidata da Giorgio Girelli non si è limitata a far crescere i volumi ma è stata anche accorta nel distribuire prodotti a più alto margine. Se si osserva infatti il mix delle raccolta è evidente come a crescere sia stato il risparmio gestito, passato da 97 a 507 milioni, grazie al boom del fondo di fondi Bg Selection, che da solo ha raccolto più di 900 milioni. Ma il dato più eclatante è stata soprattutto la crescita del settore delle polizze Vita, passato da 269 a 746 milioni. «Abbiamo indirizzato questi risparmi verso la polizza Bg Vita che garantisce ai risparmiatori la protezione del capitale e che nei primi sei mesi dell'anno ha reso l'1,6%», spiega Girelli. Capitali arrivati in parte dalla conversione del risparmio amministrato che nel semestre ha registrato una raccolta netta negativa di 607 milioni, quasi 5 volte i deflussi dello stesso periodo dello scorso anno. Insomma la banca del gruppo Generali risponde alla crisi e alla volatilità con prodotti ad alta protezione, che hanno anche il vantaggio di far aumentare le commissioni nette incassate. Una politica che è stata replicata anche da Banca Mediolanum, anche se con qualche variazione che tiene conto degli effetti negativi dell'aumento della tassazione delle riserve vita deciso con l'ultima manovra appena approvata. La minore deducibilità della variazione delle riserve ha già spinto la banca ad accantonare in via prudenziale 4,3 milioni, ma ha anche incentivato l'istituto a collocare meno polizze Vita preferendo a queste ultime le obbligazioni strutturate. Un trend già evidente in questi ultimi mesi e che è destinato ad accentuarsi nei prossimi. Se si osserva la raccolta netta del primo semestre di Banca Mediolanum balza agli occhi il calo degli asset legati al conto Freedom (che vengono investiti in un paniere Vita) passati da 2,2 a 1,1 miliardi. Così come quello delle polizze e dei fondi, passati da 795 a 539 milioni. Ma allo stesso tempo sono saliti gli asset amministrati, composti da bond strutturati e certificati, che hanno compensato i deflussi degli altri comparti e sostituito le polizze index linked, meno vendute. «Il risultato? Una crescita della raccolta netta da 2 a 2,18 miliardi, con margini migliori», ha commentato Ennio Doris durante la presentazione agli analisti. E gli asset del conto Freedom, hanno aggiunto dalla società, confluiranno sempre di più verso prodotti che saranno creati su misura per impiegare i depositi a breve termine, con il doppio vantaggio di far aumentare ancora i margini e di ridurre gli effetti negativi della manovra. Evidente, ma certamente meno marcata la migrazione verso le polizze di Azimut. In questo caso i dati recentemente diffusi dalla società guidata da Pietro Giuliani riguardano il patrimonio complessivo (non la raccolta netta) e il comparto assicurativo ha visto crescere il suo peso da 696 di giugno 2009 a 830 milioni. Ma a fare ancora la parte del leone sul totale degli asset (15,6 miliardi) sono i vecchi i fondi passati da 11,3 a 12,8 miliardi. (riproduzione riservata) |