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| 31 luglio 2010 |
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La frode
corre in Rc auto Dall'indagine svolta dall'Isvap sui dati forniti dalle imprese i numeri spesso aiutano a capire meglio il fenomeno. Nel 2009 il numero dei sinistri collegati a ipotesi di reato è aumentato da quota 76.784 del 2008 a 83.378, con un incremento dell'8,6%. L'incremento è riscontrabile anche in termini di incidenza sul totale del numero dei sinistri, passata dal 2,31% al 2,5%. Parallelamente, afferma l'Isvap, è cresciuto l'importo dei sinistri «criminosi» da 293,1 milioni di euro del 2008 a 314,5 milioni di euro nel 2009, +7,3%. La relativa incidenza sull'importo totale dei sinistri è aumentata dal 2,24% al 2,4%. L'analisi territoriale rivela una disomogeneità nel livello raggiunto dal fenomeno: alcune aree dell'Italia meridionale e insulare (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia) continuano a presentare livelli di incidenza sensibilmente superiori rispetto alla media nazionale. Le stesse regioni hanno registrato nel 2009 incrementi nel numero dei sinistri «criminosi», in taluni casi superiori al dato nazionale (13,2% per la Puglia, 10,6% per la Calabria). Per le altre regioni, è significativo nel Lazio e in Basilicata il superamento del 2% nel livello di incidenza del numero dei sinistri collegati a ipotesi di reato sul totale, mentre le regioni settentrionali si sono confermate le meno interessate dal fenomeno. Oltre all'aumento dei sinistri collegati a ipotesi di reato, nel 2009 si è registrato un aumento del contenzioso Rc auto. Le cause civili pendenti in ogni grado di giurisdizione sono passate da 255.383 a 268.759 unità (5,2%) mentre la relativa incidenza sul numero dei sinistri a riserva è cresciuta dal 13,8% del 2008 al 14,6% del 2009. Analogamente al ramo Rc auto, nei principali rami diversi dalla Rc auto (corpi di veicoli terrestri, incendio ed elementi naturali, altri danni a beni) nel 2009 c'è stato un aumento dei sinistri collegati a ipotesi di reato. Il loro numero è rimasto tuttavia contenuto: 15.736, meno di un quinto dei sinistri «criminosi» Rc auto. |