19 novembre 2009

Rca, il prezzo è anche qualità
Di Alessandra Schofield

Occhio alle finte opportunità di mercato

Il 7 novembre, il sig. Giuseppe Lucà scrive a La Stampa raccontando di aver sottoscritto, in quanto vantaggiosa, un'assicurazione on-line proposta dalla propria banca. In seguito, ha subito un tamponamento sull'autostrada; i carabinieri, intervenuti, non hanno stilato il verbale, avendo le parti compilato il Cid. Il cliente chiede dunque alla sua assicurazione di essere rimborsato, ma dopo un certo periodo riceve una raccomandata, nella quale lo si accusa di aver dichiarato il falso e gli vengono richiesti i danni “Impossibile contattarli, né al telefono, né di persona perché non ricevono i loro clienti” afferma il sig. Lucà; ad una e-mail la compagnia replica letteralmente di non potergli dare informazioni in maniera diretta. Il cliente deve, a questo punto, incaricare un avvocato, senza tuttavia riuscire a parlare con un qualsiasi responsabile per chiarire finalmente la situazione: «Se sottoscrivere una polizza “on line” comporta che per parlarsi bisogna andare davanti ad un giudice, non credo sia un bel risparmio...», conclude amaramente il sig. Lucà. Il cliente si è insomma reso conto – purtroppo a sue spese – di quanto affermiamo da tempo: se parliamo di compagnie telefoniche o web, bisogna stare molto attenti a non lasciarsi attrarre da quello che apparentemente si configura come un risparmio anche notevole sul prezzo di una polizza rca; spesso, alla base di una tariffa troppo bassa c'è una totale assenza di assistenza e di servizi diretti. Lo ripetiamo, la componente economica non può e non deve essere l'unica ad essere valutata nel momento dell'acquisto di un prodotto assicurativo. Sono tanti gli elementi che contribuiscono ad elevare la qualità di una polizza, anche se si deve acquistare «solo» una polizza auto. E sono complessi, al punto che difficilmente il consumatore è in grado di vagliarli autonomamente, senza la consulenza prevendita di un agente professionista.

 

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