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Rca, il prezzo
è anche qualità
Di Alessandra Schofield
Occhio alle finte opportunità di mercato
Il 7 novembre, il sig. Giuseppe Lucà scrive a La Stampa raccontando
di aver sottoscritto, in quanto vantaggiosa, un'assicurazione on-line
proposta dalla propria banca. In seguito, ha subito un tamponamento sull'autostrada;
i carabinieri, intervenuti, non hanno stilato il verbale, avendo le parti
compilato il Cid. Il cliente chiede dunque alla sua assicurazione di essere
rimborsato, ma dopo un certo periodo riceve una raccomandata, nella quale
lo si accusa di aver dichiarato il falso e gli vengono richiesti i danni
“Impossibile contattarli, né al telefono, né di persona
perché non ricevono i loro clienti” afferma il sig. Lucà;
ad una e-mail la compagnia replica letteralmente di non potergli dare
informazioni in maniera diretta. Il cliente deve, a questo punto, incaricare
un avvocato, senza tuttavia riuscire a parlare con un qualsiasi responsabile
per chiarire finalmente la situazione: «Se sottoscrivere una polizza
“on line” comporta che per parlarsi bisogna andare davanti
ad un giudice, non credo sia un bel risparmio...», conclude amaramente
il sig. Lucà. Il cliente si è insomma reso conto –
purtroppo a sue spese – di quanto affermiamo da tempo: se parliamo
di compagnie telefoniche o web, bisogna stare molto attenti a non lasciarsi
attrarre da quello che apparentemente si configura come un risparmio anche
notevole sul prezzo di una polizza rca; spesso, alla base di una tariffa
troppo bassa c'è una totale assenza di assistenza e di servizi
diretti. Lo ripetiamo, la componente economica non può e non deve
essere l'unica ad essere valutata nel momento dell'acquisto di un prodotto
assicurativo. Sono tanti gli elementi che contribuiscono ad elevare la
qualità di una polizza, anche se si deve acquistare «solo»
una polizza auto. E sono complessi, al punto che difficilmente il consumatore
è in grado di vagliarli autonomamente, senza la consulenza prevendita
di un agente professionista.
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