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| 18 febbraio 2010 |
| Milleproroghe blindato alla Camera Nel Dl incentivi la «sveglia» polizze Procede verso la fiducia alla Camera il decreto Milleproroghe, che rischia così di far saltare le modifiche annunciate sui contributi all’editoria, sulla proroga al 2010 e 2011 dell’esclusione dal patto di stabilità interno delle risorse dei Comuni derivanti dalla cessione di azioni o quote di Spa pubbliche, e soprattutto sulle cosiddette «polizze dormienti». I tempi, hanno spiegato infatti fonti della maggioranza, sono strettissimi: il provvedimento arriverà in aula solo la prossima settimana e deve essere convertito in legge da Montecitorio entro il 28 febbraio. Ecco perché «sembra ormai sempre più probabile da parte del governo - annunciano alcuni deputati del Pdl - la richiesta della fiducia». A questo punto, le questioni centrali non risolte nel Milleproroghe sembrano destinate a confluire nel decreto incentivi che il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, sta mettendo a punto in questi giorni. In particolare, secondo quanto risulta a F&M, Stefano Saglia sarebbe pronto a tornare all’attacco sulle cosiddette polizze dormienti. La promessa fatta dal sottosegretario allo Sviluppo economico di aggiustare in Senato il pasticcio relativo ai contratti assicurativi scaduti e finiti nel Fondo del Tesoro, non è stata infatti mantenuta. Una doccia fredda per le decine di migliaia di risparmiatori, privati dei rimborsi delle polizze vita dal cosiddetto «decretoAlitalia ». La legge prevede infatti che le assicurazioni sulla vita decadono se non vengono reclamate entro due anni dalla morte del titolare. I soldi, dunque, non vanno più ai beneficiari, ma al ministero dell’Economia, nel Fondo per le vittime delle frodi finanziarie. Il guaio è che lo stesso provvedimento, per una svista del legislatore, è retroattivo a tutto il 2005. Secondo l’ultima stima di Poste Vita, il nodo della retroattività blocca rimborsi per almeno 50 milioni di euro nell’intero mercato delle polizze. Di qui la necessità di rimediare al pasticcio. L’emendamento che il sottosegretario allo Sviluppo economico si appresta a ripresentare elimina la retroattività al 2005 e concede alle vittime delle frodi sei mesi per farsi risarcire. Anche in questo caso, però, l’esito dell’emendamento dipenderà dalla disponibilità del Tesoro a restituire le quote già incassate. |