8 febbraio 2010

"Gestione attiva e wealth manager la nostra task force è di nuovo in pista"
PAOLA JADELUCA

«Le persone che aderiranno allo scudo ter bis apparterranno principalmente a 3 categorie: ritardatari del primo scudo, coloro che devono effettuare operazioni complesse e chi ha immobili e/o partecipazioni societarie, anche perché la normativa ha fornito chiarimenti su questi ultimi aspetti solo a fine novembre. Per questo adesso si stanno attivando anche coloro che hanno patrimoni consistenti anche di natura immobiliare all’estero. Non sono però molti gli operatori che si sono attrezzati in tal senso»: Pietro Giuliani, presidente di Azimut Holding, non ha dubbi: siamo in una fase delicata e non ci si può improvvisare, serve una task force dedicata: «Ci focalizzeremo, oltre che sul rimpatrio di tutte le attività finanziarie, il core business, sulle tematiche più complesse come immobili e partecipazioni societarie. Ci siamo attrezzati con la nostra fiduciaria di riferimento, la Cofircont. Esalteremo così il nostro posizionamento sui clienti più importanti e la nostra diversità dal resto del mercato».
Nella classifica di Assoreti sui capitali scudati, siete ben posizionati, considerando le dimensioni del vostro gruppo.
«Il nostro Gruppo grazie all’importante lavoro svolto dai financial partner delle nostre reti Azimut Consulenza e Az Investimenti ha raccolto oltre 1 miliardo di Euro e ha concluso circa 3.000 pratiche. Ora intendiamo continuare a investire in modo importante sulla gestione e sulla distribuzione focalizzandoci sempre di più su clienti importanti. Non proponiamo nessun tipo di prodotto ad hoc ai clienti che "scudano" perché riteniamo che la gamma dei nostri fondi e dei nostri servizi sia assolutamente adatta e completa per rispondere alle diverse esigenze dei clienti. E’ infatti sbagliato proporre uno o più prodotti specifici, il cliente deve essere libero di fare le sue scelte senza essere indirizzato da specifiche politiche commerciali. Quello che noi offriamo per il dopo scudo è un asset liquido, senza vincoli, liquidabile a vista e il nostro impegno sarà quello di gestirlo al meglio».
Grandi patrimoni, clienti più ricchi, richiedono una gestione più complessa.
«La nostra struttura è specializzata nella gestione di tematiche complesse, anche per questo abbiamo ritenuto importante dedicare ancora più tempo alla gestione dei clienti top: per questo è nata Azimut Wealth Management, affidata alla guida di Paolo Martini. La nuova divisione è in piena attività e lo scudo ha rappresentato il suo primo banco di prova. Azimut Wealth opera su due diversi livelli. Da un lato come fabbrica di prodotti e servizi a disposizione di tutti i clienti del gruppo sia sulla rete storica Azimut Consulenza sia sulla nuova rete AZ Investimenti, dall’altro come struttura organizzativa, in questa prima fase prevista solo su Azimut Consulenza, affidata a Mauro Moschino, che vede la nascita di una nuova figura, il wealth manager, al quale è riservato un percorso formativo e professionale volto ad esaltare il suo ruolo di consulente evoluto in grado di risolvere tutte le tematiche connesse alla gestione complessa del patrimonio familiare, personale ed aziendale. Oggi i professionisti che operano in questa divisione sono circa quaranta e il piano industriale prevede, per la fine del 2012, di arrivare a circa 200 Wealth Manager tra ingressi interni al gruppo e nuovi Private Banker che desiderano partecipare in modo attivo a un progetto diverso che nasce con lo scopo di offrire i migliori prodotti e i migliori servizi anche in un’ottica di outsourcing
Quote societarie e liquidità degli asset: è un altro dei problemi spinosi dello scudo.
«Per questa tipologia di asset è necessario, prima di attivare le procedure di scudo, cercare di analizzare attentamente di cosa si tratta e cosa c’è sottostante agli investimenti. Solo dopo questa analisi approfondita è possibile procedere, allo scudo. Per questa tipologia di operazioni grazie anche alla partnership con operatori specializzati siamo in grado di fornire le migliori soluzioni in tema di Servizi di ottimizzazione del patrimonio (consulenza fiscale, legale, successoria) e polizze di private insurance».
Come vi siete attrezzati per risultare particolarmente competitivi anche sul fronte del rientro delle quote societarie?
«Con processi, strutture e personale dedicato. E soprattutto stringendo partnership di valore con professionisti di elevato livello. Ci proponiamo come il loro partner finanziario in grado di dare risposte concrete alle esigenze dei loro clienti. Abbiamo infatti sviluppato nella fase uno dello scudo una serie di eventi dedicati che replicheremo sul territorio anche in questa fase.
Come verranno investiti i capitali in rientro?
«Una buona parte dei capitali rientrati sarà allocata sul gestito, è ipotizzabile circa un 70/80 per cento. La situazione dei mercati è ancora molto complessa: è difficile selezionare i migliori titoli azionari che hanno già avuto un importante rimbalzo nel 2009 servono gestori capaci e strumenti giusti, i tassi sono a livelli bassissimi e potrebbero cominciare a salire nei prossimi mesi con conseguenze sulle obbligazioni, gli strumenti monetari rendono zero, il mercato immobiliare è in bolla. Siamo convinti che i fondi siano il miglior strumento dove investire, anche e soprattutto in questo momento di mercato così incerto. Strumenti trasparenti, liquidi e in grado di diversificare il rischio di portafoglio. Il problema non è mai stato nello strumento, ma nella sua gestione e proposizione.
Per questo abbiamo continuato a innovare la nostra offerta. Stiamo infatti per lanciare 4 nuovi fondi flessibili con caratteristiche di gestione all’avanguardia. Per esempio avremo il primo fondo europeo che investe in modo diretto sulle commodity: a gestione attiva e non passiva come gli altri sul mercato. E continuiamo a sviluppare l’offerta di fondi Ucits 3, prodotti decorrelati dall’andamento dei mercati che consentono quindi di cogliere più facilmente i rimbalzi del mercato e di attutire le perdite nei momenti negativi. La nostra performance media del 9% nel 2009 è il nostro biglietto da visita».

 


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