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martedì 18 giugno 2013
 

La Stampa Oggi

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  • Sviluppo, 300 milioni per chiudere

    3logo Sole24Ore

    Attesi 200 milioni dall'armonizzazione del prelievo sulle polizze, 100 milioni invece dal fondo Letta e dal fondo Palazzo Chigi 



    ROMA
    Nessuno scontro nel governo: è questa la tesi ufficiale il giorno dopo l'ennesimo rinvio sul decreto sviluppo da parte del consiglio dei ministri. In realtà continua, non senza frizioni, il confronto tra le strutture tecniche per individuare la copertura necessaria a salvare il pacchetto del ministro Passera. Nella giornata di ieri si sarebbe trovata una possibile quadratura del cerchio per colmare il grosso della distanza, valutabile in 300 milioni di euro. Se anche le ultime valutazioni della Ragioneria dello stato saranno positive e se a quel punto arriverà il via libera "politico" per sbloccare l'impasse, si potrà andare all'approvazione al prossimo consiglio dei ministri. La riunione dovrebbe svolgersi venerdì anche se lo Sviluppo economico spinge per anticipare all'inizio della settimana. Si profila anche la soluzione dello spacchettamento: subito alcune misure (Passera difende il bonus neoassunti e le misure per l'edilizia) e in una fase due, a spending review ultimata, una nuova tornata di interventi.
    Dei 300 milioni in gioco per le coperture, circa 200 milioni potrebbero arrivare dal mondo assicurativo. Non sono in vista aggravi di imposte, ma si studia la possibilità di equiparare il trattamento fiscale tra polizze emesse dalle compagnie assicurative estere che operano in Italia a quello applicato alle polizze delle compagnie italiane. Oggi infatti è in vigore un regime più favorevole alle società straniere. I restanti 100 milioni si riferiscono in realtà a coperture che erano già state inserite nella bozza arrivata in forma cartacea al consiglio dei ministri di due giorni fa. In quella sede il Tesoro aveva manifestato perplessità sull'impiego di queste risorse, una chiusura che potrebbe essere superata dopo le insistenze di Passera che non può permettersi ulteriori passi falsi sulla crescita. I 100 milioni in questione sarebbero recuperati dal Fondo per interventi urgenti ed indifferibili (il cosiddetto Fondo Letta) e dal Fondo per interventi strutturali di politica economica e rappresentano una fetta fondamentale del pacchetto in quanto andrebbero a coprire il potenziamento dei bonus fiscali per le ristrutturazioni e gli interventi per l'efficienza energetica in edilizia nonché l'esenzione Imu triennale per gli immobili invenduti.
    Mentre i tecnici perfezionano la possibile intesa, i membri del governo smorzano i toni assicurando piena collegialità sullo sviluppo. Da Santa Margherita Ligure, il viceministro dell'Economia Vittorio Grilli ha negato tensioni con il titolare dello Sviluppo: «Dal mio punto di vista non ho assolutamente nessuna evidenza di qualcosa che non sia grande collaborazione e spirito d'intesa. Non mi riconosco in questa ricostruzione, ma parlate con lui». Grilli si è limitato a sottolineare la complessità del provvedimento in esame, «in un momento delicato per l'Italia, per l'Europa e l'economia mondiale», e a confermare il «rapporto assolutamente collaborativo»: per il pacchetto crescita, ha detto, «potrebbe essere questione di giorni». Toni concilianti anche da Passera che pure, secondo ricostruzioni emerse al termine del consiglio dei ministri di giovedì, aveva sottolineato con forza la necessità di uscire dallo stallo. Nel messaggio inviato ieri al congresso dell'Acri, il ministro ha evidenziato che il momento «è molto difficile, le risorse sono scarse e maggiori sono le difficoltà delle amministrazioni pubbliche impegnate, sia a livello centrale e locale, in un grande sforzo di rigore e costruzione delle condizioni di un nuovo rilancio».
    C.Fo.
    M.Mo.



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