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sabato 25 maggio 2013
 

La Stampa Oggi

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  • Grande-Unipol operativa da gennaio

    3logo Sole24Ore

    Laura Galvagni

    MILANO

    Si lavorerà perché la fusione ta Unipol e Fondiaria Sai sia efficace a partire dal primo gennaio, grazie al via libera dei consigli di amministrazione entro il quarto trimestre. Ad assicurarlo è stato ieri l'amministratore delegato della compagnia di Bologna, Carlo Cimbri, durante la conference call di presentazione dei risultati del primo semestre. Conti che il gruppo ha chiuso con un utile raddoppiato (+112% a 121 milioni). Numeri, però, che non sono serviti ad arginare la scure di Standard & Poor's. L'agenzia di rating ha annunciato di aver tagliato di un gradino il giudizio su Unipol Gruppo Finanziario (a BB+ da BBB-) e alla sua controllata operativa Unipol Assicurazioni (a BBB da BBB+) «riflettendo così l'impatto negativo sul profilo di rischio dell'investimento in FonSai». I rating restano sotto osservazione con implicazioni negative. Bocce ferme, invece, su Unipol Banca, sulla quale S&P si è riservata un'ulteriore riflessione in attesa di comprendere meglio se l'integrazione con Fondiaria indebolirà la forza finanziaria di Ugf. D'altra parte l'agenzia ha speso parole poco ottimistiche sull'integrazione: la strategia, in queste condizioni di mercato, va considerata «marginalmente negativa». Eppure, sempre ieri, S&P ha alzato il livello del giudizio su FonSai portandolo a B+ da B. Rispetto a tutto ciò il commento del gruppo è stato secco: «Non condividiamo le decisioni di Standard & Poor's e non concordiamo con le valutazioni da essa effettuate. Non rappresentano correttamente la situazione economico, finanziaria, patrimoniale ed industriale di Unipol». 

    Detto questo, Cimbri resta concentrato sulla fusione: «Unipol ha già avviato le fasi che porteranno nei prossimi mesi all'integrazione con FonSai, lavorando fianco a fianco con i manager delle nuove compagnie del gruppo per realizzare le importanti sinergie potenziali alla base della creazione di valore per gli azionisti». 

    Per ora, del maxi riassetto, si possono però solo contare i costi: Ugf ha speso 11 milioni di euro in consulenze legali e finanziarie. Riguardo invece al richiamo del l'Isvap sulle riserve, Cimbri si è detto tranquillo sostenendo che «le riserve del gruppo sono solide». In particolare, stando alle valutazioni effettuate dalla compagnia, applicando tre distinti metodi, emerge un deficit medio di 70 milioni che si confronta con i 500 milioni calcolati per Fondiaria. Dato, quest'ultimo, che a fine anno verrà in ogni caso rivisto considerato che da inizio anno FonSai ha avviato una politica di arrotondamento trimestrale delle riserve. Politica che verrà portata avanti anche nei prossimi mesi, a prescindere dai cambi al vertice. L'assemblea Premafin del 18 settembre nominerà infatti il nuovo board della holding mentre per metà ottobre dovrebbe insediarsi anche il nuovo consiglio della Fondiaria. 

    Quanto ai numeri della semestrale Unipol, Cimbri li ha commentati così: «Lavoriamo intensamente sui fondamentali del core business e i buoni risultati realizzati, in linea con le previsioni annuali, riflettono le politiche di gestione degli ultimi tre anni». Questo pur in presenza di «un contesto economico complicato che si riflette soprattutto nelle difficoltà del settore vita, inteso come forma di risparmio». Tanto che per quanto riguarda i premi diretti vita, Unipol ha accusato una flessione del 20,4% a 1.074 milioni con i volumi di nuovi affari misurati in termini di premi annuali equivalenti pro-quota scesi da 128 a 105 milioni. Nel ramo danni, la raccolta ha mostrato una contrazione del 2,3% a 2.146 milioni. Nel dettaglio, l'Rc auto ha registrato una flessione del 2,5% a 2.146 milioni e il non-auto è sceso del 2,1% a 853 milioni. Per quanto riguarda la solvibilità, il coefficiente è pari a 1,6 volte i requisiti regolamentari rispetto alle 1,4 volte di fine dicembre. Il combined ratio, che misura la differenza fra costi gestionali e per sinistri e premi, si è attestato al 95,5 per cento. 



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