Cattolica assicurazioni ha archiviato il 2015 con un utile netto consolidato di 82 milioni di euro, in calo del 23,8% rispetto all’anno precedente. I profitti sono stati penalizzati da oneri non ricorrenti per 114 milioni, di cui circa 84 mln contabilizzati nel quarto trimestre. Gli oneri fanno riferimento soprattutto a svalutazioni su investimenti in partecipazioni bancarie: la Popolare di Vicenza, Veneto banca e Cassa di risparmio San Miniato.

Ha inoltre inciso negativamente per oltre 18 milioni l’impatto derivante dall’adeguamento della fiscalità anticipata e differita, per effetto della diminuzione dell’aliquota Ires dal 27,5% al 24% a partire dal 1° gennaio 2017.

Il cda proporrà la distribuzione di un dividendo di 0,35 euro ad azione.

La raccolta premi complessiva danni e vita è ammontata a 5,611 miliardi, in linea rispetto ai 5,677 mld del 2014 (-1,2%). Alla raccolta del lavoro diretto hanno concorso i premi danni con 2,028 miliardi e quelli vita con 3,567 miliardi. Il combined ratio è stato pari a 91,5% e il margine di solvibilità a 1,962 volte il minimo regolamentare.

Al netto delle partite straordinarie negative, ma anche di plusvalenze straordinarie realizzate con la vendita di alcuni titoli in portafoglio, «l’utile netto consolidato nel 2015 sarebbe stato di 161 milioni», ha dichiarato l’a.d. Giovan Battista Mazzucchelli. «Si confermano l’ottimo livello sia del combined ratio che del margine di solvibilità. Crescono investimenti e riserve. Considerati quindi la solidità dei fondamentali e i positivi risultati della gestione finanziaria, Cattolica è in grado di dare un forte impulso agli investimenti produttivi previsti per il biennio 2016-2017, che porteranno il gruppo a crescere significativamente in settori strategici che lo caratterizzano nel mercato e nei quali punta a rafforzare competitività e leadership».

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