Oms: “In fumo mille miliardi” L’ultimo allarme sulle sigarette

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VALERIA PINI
ROMA.
Sei milioni di morti all’anno nel mondo per i danni provocati dal fumo: se non ci sarà un’inversione di tendenza, nel 2030 saranno 8 milioni. La ricetta dell’Oms, presentata ieri in un volume di 700 pagine, è chiara: politiche di controllo adeguate, che prevedano l’aumento delle tasse su tabacco e sul prezzo delle sigarette. Gli Stati potrebbero così risparmiare «più di mille miliardi di dollari, abbattendo costi sanitari e perdita di produttività, oltre a salvare milioni di vite».
Insieme al National Cancer Institute degli Stati Uniti, l’Organizzazione mondiale della sanità, ha raccontato nel rapporto The economics of tobacco and tobacco control quali strategie debbano essere utilizzate per sconfiggere le sigarette. Partendo dai numeri.
Nel mondo, i fumatori sopra di 15 anni sono 1,1 miliardi e l’80% vive nei paesi poveri o in via di sviluppo. La dipendenza dal fumo rappresenta una delle principali cause di morte evitabili. Secondo l’Oms, l’adozione di misure adeguate potrebbe ridurre l’uso del tabacco e proteggere la salute di milioni di persone dalle patologie collegate al fumo, tra cui tumori e malattie cardiache.
Tutte malattie che hanno un impatto economico pesante sui sistemi sanitari del mondo. «L’industria del tabacco produce e commercializza prodotti che uccidono milioni di persone prematuramente e derubano le famiglie di finanze che avrebbero potuto essere utilizzate per il cibo e l’istruzione – spiega Oleg Chestnov, vice direttore generale dell’Oms per le malattie non trasmissibili e la salute mentale – imponendo costi sanitari immensi su nuclei familiari, comunità e paesi».
Posizione dura, quella dell’Oms, e non nuova, visto che anche all’ultimo congresso internazionale dell’Iaslc, la conferenza mondiale sul tumore al polmone, Vera da Costa e Silva, del gruppo di controllo del tabacco dell’Oms, ha accusato le multinazionali di influenzare le leggi e finanziare studi a loro favore. Con l’obiettivo di non essere messe all’angolo.
Adeguate misure di controllo – infatti – porterebbero agli Stati maggiori guadagni e garantirebbero un calo del numero totale dei fumatori pari al 9%. Nel rapporto l’Oms sostiene inoltre che «i ricavi annuali ottenibili dal commercio delle sigarette potrebbero globalmente salire del 47%, se tutti i paesi aumentassero le accise di circa 0,80 dollari per pacchetto ». E che «una maggiore tassazione farebbe salire i prezzi al dettaglio delle sigarette di circa il 42%, portando ad una diminuzione dei fumatori pari a circa 66 milioni di adulti in meno ».
Negli ultimi 15 anni molto è stato fatto nella lotta al tabagismo, ma sono necessarie altre azioni. E allargare gli interventi al fumo passivo, aumentando le restrizioni nei luoghi pubblici. Altro importante obiettivo sono i giovani, che in alcuni paesi hanno cominciato a fumare sempre di più. Per l’Oms servono campagne di informazione nelle scuole per diffondere una maggiore consapevolezza. Come sta facendo il piccolo Stato del Nicaragua, guidato da un presidente oncologo, che è riuscito a sconfiggere il gigante Philiph Morris, che l’aveva chiamato in causa per politiche antitabacco troppo aggressive.
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Fonte:Repubblica_logo

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